Il film: Primavera
Regia: Damiano Michieletto
Genere: Drammatico
Cast: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizio Sacchi
Durata: 110 minuti
Dove l’abbiamo visto: al cinema
Trama: Cecilia è una straordinaria violinista orfana che vive da vent’anni all’Ospedale della Pietà di Venezia, famosa anche come istituzione musicale per giovani donne. Costretta a suonare all’interno di quattro mura, chiusa all’esterno a causa delle rigide regole dell’istituto, la sua vita cambierà quando giungerà un istruttore poco famoso per i contemporanei del Settecento: Antonio Vivaldi
A chi è consigliato? Primavera è consigliato per a coloro che amano i film in costume, Venezia e per i fan di Gloria! di Margherita Vicario. Sconsigliato per chi non è avvezzo ai drammi storici.
Un vento soffia ad est, precisamente da Venezia. Pare, quasi, un vento di ribellione legato alla musica. Non è passato molto tempo dall’esordio alla regia di Margherita Vicario col suo amato Gloria!, che nei cinema italiani approda Primavera di Damiano Michieletto, storia di una violinista rinchiusa in un orfanotrofio che fa la sua conoscenza con Antonio Vivaldi. Nel cast due nomi eccellenti come Tecla Insolia, già avvezza a questi tipi di ruolo (L’arte della gioia), e Michele Riondino, già insegnante nel più che recente La valle dei sorrisi. Primavera potrà sembrare una fotocopia di Gloria!, ma il lavoro di Michieletto è diverso: un dramma storico sull’emancipazione femminile nel Settecento veneziano, tra musica e il desiderio di un posto nel mondo.
Questa vita non basta

Cecilia è una straordinaria violinista. Assieme alle sue “sorelle” suonano concerti col violino per la chiesa dell’Ospedale della Pietà. Siamo nel 1716, Venezia è in guerra contro i turchi e le migliori musiciste del gruppo vengono mandate in sposa a ricchi nobili veneziani, perlopiù vedovi. Anche per Cecilia il destino è segnato, ma lei è diversa dalle altre. Non cerca un rifugio sicuro attraverso le braccia di uno sconosciuto, vuole solo la libertà.
Così si contestualizza Primavera, in cui musica e libertà si fondono nell’universo della povera Cecilia, desiderosa di conoscere la figura della madre, poiché abbandonata in orfanotrofio appena neonata. Un bisogno così forte e viscerale che contrasta il sistema dell’epoca, rendendo la protagonista una donna determinata a uscire in un posto dove si sente in trappola. L’arrivo di Antonio Vivaldi non farà altro che rafforzare tutto questo, oltre a radicarla sempre di più nella musica, tant’è che il maestro la sceglie come primo violino per i suoi concerti
Musica, Maestro!

Ed ecco che entra in scena Antonio Vivaldi, mentore di questo gruppo di musiciste orfane, pagato per comporre componimenti e insegnare l’arte del violino. Non un uomo perfetto, ma malato, perso nel suo lavoro, una figura che entra ed esce dalle lezioni poiché tormentato dai suoi fallimenti e sempre piegato a scrivere note sullo spartito, pronte per essere suonate dalle sue allieve. Cerca l’ispirazione, qualcuno che possa aiutarlo per ritrovare la sua strada, così sfortunata nella salute quanto nel suo lavoro.
Attraverso l’incontro con Cecilia non si sviluppa assolutamente una storia d’amore tra maestro e allieva che avrebbe destato scandalo all’interno della stessa Venezia, ma un incrocio tra due destini avversi alla fortuna. Vivaldi e Cecilia trovano sostegno nella musica, in quelle sviolinate che li mettono in sincronia, travolti dagli applausi dei nobilotti che si commuovono. La loro intesa darà ad entrambi la possibilità di salvarsi da un destino più lugubre: è attraverso la grande passione della musica che i due possono pretendere qualcosa di più oltre le quattro mura di un istituto.
“Qui si parla solo di soldi!”

Il mondo della musica del Settecento è un mondo competitivo. Fin dall’inizio si osserva quanto la direzione dell’Ospedale abbia un obiettivo soltanto: racimolare più denari possibili per arricchirsi e mantenere uno status eccellente all’interno della Repubblica veneziana. Le ragazze vengono mandate al matrimonio con vedovi facoltosi, i quali scelgono le più talentuose da avere come mogli. La fregatura? Allontanarsi dalla musica. Cecilia non ci sta.
Si parla solo di soldi, si suona per soldi e i nobili pagano per avere nuove mogli. Un mondo fatto di passione e talento deve scontrarsi con un sistema che sopprime la libertà, come dei gattini messi in un sacco e gettati nel canale, come si intuisce nei primissimi minuti del film. Cecilia è come uno di quei gattini e intende vivere una vita che le appartiene. Solo attraverso la musica può sentirsi qualcuno e vivere quegli attimi di libertà che tanto agogna ogni giorno che passa in quella “prigione”
SCORDATEVI UN MUSICAL QUESTA VOLTA

Il rischio che Michieletto potesse accorpare il lavoro della Vicario era altissimo, ma siamo di fronte a tutt’altra opera: è sempre una storia di emancipazione femminile, ma meno corale e molto più concentrato su Cecilia e la sua volontà di una vita migliore. L’ambientazione veneziana si riflette tantissimo sulla splendida fotografia composta nella maggior parte delle inquadrature da luce naturale, mentre la scenografia passa da ambientazioni sfarzose della ricca nobiltà veneziana a spazi più spogli e vuoti.
Non una pellicola dal ritmo frenetico, ma non per questo meno interessante. In un periodo dove in sala dominano blockbuster e campioni al box office, la visione di Primavera è caldamente consigliata, poiché si tratta di una storia di riscatto femminile in un periodo storico fortemente patriarcale, con un finale che non rientra proprio nel lieto fine, ma che fa assaporare un senso di libertà dolceamaro e al contempo speranzoso. Questa è la storia di un invisibile che diventa voce per tante altre come lei.
La recensione in breve
Primavera è la piccola perla di Natale all'ombra dei grandi blockbuster che attraverso la musica e la fame di libertà riesce a trasportare il pubblico in un dramma storico tecnicamente ben fatto.
Pro
- Le prove attoriali di Tecla Insolia e Michele Riondino
- La fotografia
- L'ambientazione veneziana
Contro
- Il ritmo della storia non sempre serrato
- Voto CinemaSerieTV