IL film: Riv4ali, 2025. Creata da: Lisa-Nina Rives. Cast: Omar Sy, Sara Giraudeau, Pascale Arbillot, Alban Ivanov. Genere: Commedia romantica. Durata: 122 min circa/ X episodi. Dove l’abbiamo visto: su Netflix
Trama: Alla scuola media Montalcini di Pisa, l’arrivo di Terry sconvolge l’equilibrio della 3D. Episodi quotidiani come foto condivise, esclusioni da chat o battute fraintese diventano scintille che accendono rivalità e nuove alleanze.
A chi è consigliato? Perfetta per preadolescenti e adolescenti che vogliono rivedersi nei turbamenti della vita scolastica. Ma può interessare anche genitori ed educatori, offrendo uno sguardo realistico sul mondo dei ragazzi di oggi.
Riv4li arriva su Netflix con l’intenzione di parlare ai ragazzi usando il loro linguaggio: è lo spin-off scritto da Simona Ercolani che eredita l’impronta di Di4ri ma la riplasma attorno a nuovi visi e a un’ambientazione differente, la Pisa delle scuole medie Montalcini. La serie mette in scena tensioni sociali, piccoli e grandi segreti e la complessità dei rapporti preadolescenziali attraverso un cast giovane, che porta sullo schermo personaggi imperfetti ma realistici. I temi che emergono sono quelli classici del genere teen (status, appartenenza, rivalità) ma anche una volontà evidente di raccontare le fragilità di un periodo della vita così complesso, con attenzione alla costruzione degli archi narrativi e alla coerenza emotiva.
Rivalità nella 3D

La storia ruota attorno alla 3D della scuola media Montalcini di Pisa. L’equilibrio della classe cambia quando da Roma arriva Terry, una nuova allieva con abitudini diverse. Non c’è un singolo “grande evento”: i turbamenti nascono da episodi apparentemente semplici ma molto realistici: una battuta fraintesa che apre una discussione, una foto girata fra i compagni senza autorizzazione, l’esclusione da una chat. Ogni puntata prende uno di questi episodi e mostra cosa succede nelle ore e nei giorni successivi: discussioni durante la ricreazione, gruppi che si allontanano o si riorganizzano, insegnanti che cercano di riportare la calma.
L’adolescenza come un campo di battaglia

I conflitti di classe, l’ansia da prestazione, il bisogno di appartenenza vengono mostrati dalla serie in modo pragmatico, senza facili moralismi. Riv4li funziona quando riesce a scandagliare le piccole ipocrisie del gruppo – il modo in cui viene intesa la popolarità, le micro-violenze quotidiane, le reticenze familiari – e a far emergere il dolore che c’è dietro una frase detta per sbaglio o un like negato. La regia evita facili sentimentalismi e cerca piuttosto di restituire la percezione frammentata della realtà tipica di chi ha dodici o tredici anni: non tutto è esplicitato, molte verità restano inespresse, lasciando il compito allo spettatore di comprendere i protagonisti dello show.
Una formula familiare

Chi conosce Di4ri ritroverà qui una formula già collaudata: un andamento seriale scandito da piccoli archi narrativi, alternanza tra commedia e attimi di tensione, e un ritmo che privilegia lo sviluppo collettivo rispetto al singolo colpo di scena. Tuttavia Riv4li non si limita ad essere una replica; prova infatti a rimescolare le carte in tavola, mettendo al centro una protagonista femminile e spostando il focus sulle dinamiche di gruppo piuttosto che sul carisma di un singolo. Il risultato è una serie che sa essere rassicurante per chi apprezza il genere e, al contempo, tenta qualche mossa diversa nella caratterizzazione emotiva dei personaggi. Nonostante ciò, talvolta la sensazione di “già visto” rimane, specie nelle soluzioni narrative più sommarie.
I nuovi volti di Riv4li

Uno dei punti forti della serie è sicuramente la costruzione dei personaggi: non si tratta di figure monodimensionali, ma di profili con motivazioni, contraddizioni e archi evolutivi riconoscibili. Le performance del giovane cast giovane conferiscono spessore a dialoghi che, altrimenti, sarebbero risultati banali. Lo spettatore trova così ragioni per restare coinvolto: non solo per il “cosa succede”, ma per il “perché” succede, perché ogni gesto si accompagna a una storia personale e a un contesto familiare che la serie non teme di mostrare.
La recensione in breve
Riv4li porta sullo schermo la complessità dell’adolescenza con uno sguardo diretto e senza eccessi moralistici. Il racconto funziona quando scava nelle piccole dinamiche di gruppo, trasformando episodi banali in momenti di forte tensione emotiva. La forza della serie sta nel giovane cast, che riesce a rendere credibili dialoghi e gesti anche semplici. Chi ha amato Di4ri ritroverà qui un’atmosfera familiare, con alcune variazioni interessanti. Non mancano, però, sensazioni di déjà vu nelle soluzioni narrative più prevedibili.
Pro
- Episodi realistici che parlano ai ragazzi
- Cast giovane credibile
Contro
- Alcune dinamiche troppo simili a Di4ri
- Voto CinemaSerieTV
