Il film: Skywalkers: A Love Story, 2024. Regia: Jeff Zimbalist, Maria Bukhonina. Cast: Angela Nikolau, Ivan Beerkus. Genere: Documentario. Durata: 100 minuti. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: Il documentario segue Angela Nikolau e Ivan Beerkus nel corso della loro ultima impresa, scalare uno dei grattacieli più alti al mondo, combinando audaci acrobazie con una appassionata storia d’amore.
A chi è consigliato? A chi non soffre di vertigini.
Netflix continua a sorprendere con documentari avvincenti e di grande impatto, visivo ed emotivo e Skywalkers: A Love Story è di certo uno di questi. Presentato al Sundance Film Festival del 2024, questo documentario porta sullo schermo il racconto mozzafiato della straordinaria storia d’amore tra due audaci scalatori urbani, Angela Nikolau e Vanya Beerkus, offrendo uno sguardo unico nel mondo del rooftopping nonché 100 minuti di pura adrenalina. Sebbene il film offra un’esperienza visiva stupefacente e un alto tasso di intrattenimento, la narrazione spesso scade nel posticcio dei reality show, oltre a non tener troppo conto della romanticizzazione del pericolo che mette in atto.
Un amore ad alta quota

Skywalkers: A Love Story segue la vita di Angela Nikolau – figlia di artisti circensi – e Vanya Beerkus – un performer inizialmente solista -, due giovani che si sono guadagnati una certa notorietà sui social media per aver scalato, a mani nude e senza alcun tipo di protezione, alcuni degli edifici più alti del mondo. La loro passione comune li porta a intraprendere insieme avventure incredibili (e sempre pericolosissime), culminando nel tentativo di scalare il mega-grattacielo Merdeka 118 in Malesia, ancora in costruzione. La loro relazione, però, è messa alla prova non solo dalle sfide fisiche ma anche dalle pressioni personali e globali, come la pandemia di COVID-19 e la guerra in Ucraina.
Romanticizzazione del pericolo

In Skywalkers: A Love Story, la natura rischiosa delle scalate solleva inevitabilmente questioni etiche riguardo alla promozione di comportamenti potenzialmente pericolosi. Il documentario, attraverso riprese mozzafiato catturate principalmente con le telecamere montate sulla testa di Vanya Beerkus, trascina lo spettatore in una serie di acrobazie che includono l’elusione della sicurezza e folli inseguimenti che spesso terminano con arresti o ferimenti. È facile quindi lasciarsi coinvolgere dall’adrenalina e dal fascino di queste imprese, dimenticando, però, che molti coetanei di Angela e Vanya hanno perso la vita tentando imprese simili. Quando il documentario menziona le vittime di queste pericolose acrobazie, lo fa principalmente per sottolineare i rischi che la coppia affronta, piuttosto che affrontare l’etica dietro la romanticizzazione di tali comportamenti e, nonostante cerchi di mitigare questi rischi con sporadici avvisi di sicurezza, tale approccio potrebbe non essere sufficiente per tutti. Il film si trova così a dover bilanciare l’emozione visiva e narrativa delle scalate con la responsabilità di non incoraggiare implicitamente comportamenti pericolosi, un equilibrio che alcuni spettatori potrebbero trovare alquanto discutibile.
Realtà Vs finzione

Pur trattando di momenti assolutamente reali, Skywalkers: A Love Story spesso scade nei toni di un reality show; le e interazioni tra Vanya e Angela sono infatti caratterizzate da battute e siparietti che sembrano posticci e costruiti per la telecamera e che a volte risultano quasi imbarazzanti,. La loro storia d’amore, narrata tra le viste mozzafiato dei grattacieli al tramonto, a volte perde autenticità, assomigliando più a un episodio di L’amore è cieco che a un documentario puro. Nonostante questo, i due protagonisti riescono a mantenere un certo grado di autenticità, nelle scene più spontanee, ad esempio, quando discutono ad alta quota su come ottenere l’inquadratura perfetta della gamba di Nikolau: queste conversazioni mettono a nudo le loro vere dinamiche e preoccupazioni, rompendo la patina di finzione.
La recensione in breve
Skywalkers: A Love Story è un racconto mozzafiato della storia d'amore tra due audaci scalatori urbani che offre uno sguardo unico nel mondo del rooftopping nonché 100 minuti di pura adrenalina. Sebbene il film offra un'esperienza visiva stupefacente e un alto tasso di intrattenimento, la narrazione spesso scade nel posticcio dei reality show, oltre a non tener troppo conto della romanticizzazione del pericolo che mette in atto.
Pro
- Un'esperienza visiva stupefacente
- 100 minuti di pura adrenalina
Contro
- A volte le interazioni tra i due appaiono artificiose
- Tende a mettere in atto una romanticizzazione del pericolo
- Voto CinemaSerieTV
