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Home » Streaming » Netflix » Stolen: il furto del secolo, la recensione: cronaca di un crimine leggendario

Stolen: il furto del secolo, la recensione: cronaca di un crimine leggendario

La recensione di Stolen, il furto del secolo, il docufilm Netflix diretto da Mark Lewis sul colpo ai diamanti di Anversa del 2003.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini12 Agosto 2025
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Stolen: il furto del secolo
Stolen: il furto del secolo. Fonte: Netflix
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Il film: Stolen: il furto del secolo, 2025. Regia: Mark Lewis. Genere: Documentario, Crime. Durata: 96 min. Dove l’abbiamo visto: su Netflix

Trama: Il documentario Netflix di Mark Lewis ricostruisce il clamoroso colpo ai diamanti di Anversa del 2003, alternando il racconto dell’ex ladro Leonardo Notarbartolo e le versioni dei detective belgi che lo arrestarono.

A chi è consigliato? : A chi ama i true crime ad alto ritmo e le storie di grandi colpi criminali raccontate con precisione e tensione.


Stolen: Il furto del secolo ricostruisce l’audace colpo al Diamond Center di Anversa del 2003, con un taglio da heist-movie e una narrazione da true crime. Dietro la macchina da presa c’è Mark Lewis, già autore di docuserie cult, che orchestra interviste e ricostruzioni con rigore narrativo. Al centro, la voce magnetica e ambigua di Leonardo Notarbartolo, ritenuto il “cervello” della cosiddetta Scuola di Torino, incrocia quella dei detective belgi della Diamond Squad, in un intreccio di versioni che mette in discussione il concetto stesso di verità.

Cronaca di una rapina

Stolen: il furto del secolo: una scena del docufilm.
Stolen: il furto del secolo: una scena del docufilm. Fonte: Netflix.

Il film ripercorre l’intera operazione che portò una banda italiana, soprannominata “Scuola di Torino”, a violare uno dei caveau più sicuri al mondo nel cuore del Diamond Center di Anversa. A parlare sono soprattutto Leonardo Notarbartolo che spiega accessi, sopralluoghi e trucchi per neutralizzare telecamere e sensori, e i detective Agim De Bruycker e Patrick Peys, che ricompongono il puzzle dall’altra parte del tavolo. La regia alterna testimonianze e ricostruzioni: dall’ufficio che Notarbartolo affittò nello stabile, utilizzato come base logistica, fino all’uscita dal caveau e alla fuga; infine, il contrappasso, con l’errore fatale nel bosco e gli indizi che tradirono la banda, nonché i numerosi interrogativi rimasti, come la sorte del bottino e alcune parti del racconto che decisamente non tornano.

Il fascino del colpo perfetto

Stolen: il furto del secolo: una scena del docufilm.
Stolen: il furto del secolo: una scena del docufilm. Fonte: Netflix.

Stolen costruisce il proprio fascino sul precario equilibrio tra l’ammirazione per l’ingegno criminale e la consapevolezza delle conseguenze subite da chi ha perso beni a causa del colpo. La regia sceglie uno stile sobrio e calibrato, evitando sensazionalismi, e facendo leva su montaggio ritmato e una colonna sonora capace di evocare la tensione di un thriller. Al tempo stesso, il documentario non nasconde il lato oscuro della vicenda: i danni economici per i piccoli proprietari di gioielli e pietre preziose custoditi nel caveau, e il valore dei diamanti mai recuperati, ricordano che non si è trattato di una “bravata” ma di un crimine con costi reali.

Una verità, due versioni

Stolen: il furto del secolo: una scena del docufilm.
Stolen: il furto del secolo: una scena del docufilm. Fonte: Netflix.

Il punto di forza del film risiede nel mettere a confronto due punti di vista inconciliabili: quello dell’organizzatore, convinto della propria invulnerabilità, e quello degli investigatori, implacabili nel smontare ogni sua parola. Notarbartolo ricostruisce ogni fase con un distacco quasi glaciale, ma è chiaro che dietro la sua sicurezza si nasconde una verità fortemente compromessa dal fallimento della fuga. Lewis non propone una sintesi patinata, ma insiste sulle crepe narrative, lasciando spazio all’ambiguità e al dubbio: chi ha ragione? E fino a che punto siamo disposti a fidarci di un testimone che ha dedicato il proprio ingegno a un crimine perfetto?

La recensione in breve

7.5 Avvincente

Stolen è un docu-crime costruito con mano ferma, capace di tenere lo spettatore incollato allo schermo mentre alterna la voce seducente e calcolata di Notarbartolo a quella implacabile degli investigatori. Lewis evita il sensazionalismo e punta su un montaggio fluido, dialoghi diretti e ricostruzioni essenziali che non tolgono spazio alle testimonianze. L’effetto è quello di un duello narrativo in cui nessuno vince del tutto e la verità resta sfocata. L’abilità registica sta nel bilanciare il fascino del colpo con il peso delle sue conseguenze, senza romanticizzare il crimine.

Pro
  1. Montaggio serrato che mantiene alta la tensione dall’inizio alla fine.
  2. Testimonianze contrapposte che alimentano il dubbio e la curiosità.
  3. Regia sobria, priva di inutili artifici visivi.
Contro
  1. Poca attenzione alle conseguenze legali e personali per tutte le figure coinvolte.
  • Voto CinemaSerieTV 7.5
  • Voto utenti (0 voti) 0
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