Il film: STRAW – Senza uscita. Regia: Tyler Perry. Cast: Taraji P. Henson, Sherri Shepherd e Teyana Taylor. Genere: Thriller. Durata: 1h 45min. Dove l’abbiamo visto: su Netflix
Trama: Una madre single, esasperata da un giorno di soprusi, finisce per essere coinvolta in una surreale crisi da ostaggi in banca. Quello che sembra un crimine diventa così un atto involontario di ribellione sociale.
A chi è consigliato? : A chi cerca un film emotivamente potente, radicato nella realtà sociale americana, capace di alternare melodramma e critica sociale
Nel panorama cinematografico sempre più affollato di Netflix, STRAW – Senza uscita arriva come un pugno nello stomaco: Firmato da un Tyler Perry, il regista affonda le mani nel disagio sociale americano e ne tira fuori un thriller urbano che, pur con le sue sbavature, colpisce dritto al cuore. La protagonista è Janiyah, interpretata da una straordinaria Taraji P. Henson, madre single sull’orlo del tracollo emotivo, travolta da una giornata che si trasforma in incubo. Attorno a lei, una rete di personaggi – tra cui spiccano Sherri Shepherd, Teyana Taylor e Glynn Turman – compone un dramma corale dove la tensione, le ingiustizie e la rabbia sociale si fondono in un racconto tanto esasperato quanto necessario, capace di toccare temi come la disuguaglianza economica, gli stereotipi razziali, la maternità, e la burocrazia cieca.
L’ultima goccia

La storia si svolge tutta nell’arco di una sola, devastante giornata. Janiyah (Taraji P. Henson), madre single di Atlanta, inizia la mattina già esausta: la figlia Aria (Gabby Jackson), affetta da asma, è vittima di bullismo scolastico; l’appartamento è invivibile; l’affitto è in ritardo e il proprietario (Sinbad) è impietoso. Poi tutto precipita: un incidente stradale provocato da un poliziotto fuori servizio, il sequestro dell’auto, il licenziamento dal supermercato, la figlia portata via dai servizi sociali, lo sfratto esecutivo. E quando cerca disperatamente di ottenere il suo ultimo stipendio da un capo odioso (Glynn Turman), Janiyah rimane coinvolta in una rapina finita male. Con una pistola in mano e il cuore in fiamme, scappa nella banca dall’altra parte della strada. Qui, nel tentativo di incassare l’assegno, viene scambiata per una rapinatrice. In pochi minuti, si ritrova ostaggio della sua stessa disperazione, circondata dalla polizia, con la televisione che trasmette in diretta il presunto sequestro e un’intera città che osserva. Mentre le autorità – tra cui una determinata detective (Teyana Taylor) e un’inquieta direttrice di filiale (Sherri Shepherd) – cercano di far luce sulla verità, Janiyah si trasforma suo malgrado nel simbolo di una rabbia collettiva soffocata troppo a lungo.
Una rabbia inascoltata

In Straw, Perry trasforma l’urlo di una donna invisibile in una preghiera inascoltata, scomoda e potente. Janiyah non è solo un personaggio: è la manifestazione di un’esasperazione sistemica. L’America che la circonda non è solo indifferente, è colpevolmente sorda; in questo senso, la sua esplosione di rabbia non è fine a se stessa, ma un’estrema richiesta di aiuto in un mondo che considera le sue difficoltà come colpe personali. Perry esaspera volutamente la narrazione, e sebbene talvolta scivoli nell’enfasi e nella retorica, trova momenti di verità struggente, come quando Janiyah urla “Nessuno ci vede!” mentre le sue parole diventano virali. Il film è una provocazione emotiva, un melodramma carico fino all’eccesso, ma che nella sua urgenza finisce per risultare autentico, più di tanti prodotti patinati e neutri.
Taraji P. Henson

La colonna portante del film è l’interpretazione di Taraji P. Henson, in una performance che si muove sul crinale tra furia e fragilità. Se alcune scene sembrano prese da un manuale del melodramma – come il grido al cielo sotto la pioggia – è proprio la sua sincerità emotiva a tenere insieme l’intero impianto narrativo. Henson carica sulle spalle ogni urlo, ogni lacrima, ogni smarrimento di Janiyah, senza mai perdere la bussola dell’umanità. Il suo volto, percorso da uno spettro di emozioni autentiche, riesce a rendere credibile anche l’incredibile. Accanto a lei, brillano Sherri Shepherd, misurata ed empatica, e una Teyana Taylor sorprendente nel ruolo della negoziatrice che riconosce in Janiyah una donna che avrebbe potuto essere lei. La sinergia tra queste figure femminili aggiunge profondità al racconto, spostandolo dal mero thriller all’analisi relazionale tra donne nere costrette a sopravvivere in un sistema ostile.
Quando la tensione scavalca la logica

Narrativamente, Straw corre il rischio del sovraccarico: troppi eventi drammatici, troppi cambi di tono, troppi personaggi urlanti. L’inizio del film è una corsa in salita senza fiato, e a tratti sembra che Perry voglia inserire ogni critica sociale possibile in un’unica sceneggiatura. Eppure, proprio nel caos, il film trova il suo carattere distintivo. La messa in scena – curata, con una fotografia tesa – e il montaggio serrato tengono alta la tensione anche quando la coerenza vacilla. Il finale, con i suoi colpi di scena e deviazioni quasi da action-thriller, può sembrare eccessivo, ma resta coerente con il tono generale: quello di una parabola iperbolica, dove la verosimiglianza lascia spazio all’urgenza di raccontare l’invisibilità, la frustrazione, la povertà come trappole esistenziali. Non tutto funziona, ma quello che funziona, lascia il segno.
La recensione in breve
STRAW - Senza uscita è un film che non chiede il permesso per essere ascoltato. Taraji P. Henson regala una performance viscerale, trascinando lo spettatore nell’incubo quotidiano di chi vive ai margini. Tyler Perry firma un’opera che, pur imperfetta, brucia di una rabbia sincera. La sceneggiatura trabocca di tensione e pathos, spesso sopra le righe, ma resta ancorata a un dolore autentico. A colpire non è tanto la verosimiglianza della trama, quanto la sua carica emotiva e sociale.
Pro
- Interpretazione potente di Taraji P. Henson
- Temi sociali attuali e sentiti
- Ritmo teso e atmosfera carica d’ansia
Contro
- Eccessi melodrammatici
- Dialoghi a volte troppo didascalici
- Voto CinemaSerieTV
