Il film: Tagliando d’amore, 2025. Diretto da: Tim Mielants. Cast: Cillian Murphy, Emily Watson, Tracey Ullman, Roger Allam. Genere: Drammatico. Durata: 93 minuti circa. Dove l’abbiamo visto: su Netflix.
Trama: Charlie (Madelaine Petsch) gestisce un’officina tutta al femminile e vive per il suo lavoro.
L’arrivo di Beau (Jacob Scipio), rivale in affari e confidente inconsapevole online, cambierà tutto ciò che credeva di sapere sull’amore e su sé stessa.
A chi è consigliato? A chi cerca una commedia romantica leggera ma non superficiale, con personaggi realistici e situazioni quotidiane.
Tagliando d’amore, disponibile su Prime Video, è una commedia romantica che prova a raccontare le relazioni contemporanee con uno sguardo più sincero del solito. La storia ruota attorno a Charlie (Madelaine Petsch), una giovane meccanica che gestisce un’officina insieme a un gruppo di donne, e a Beau (Jacob Scipio), il proprietario di un’officina concorrente che si trova per caso a entrare nella sua vita in modo del tutto inaspettato. Il film parte da un presupposto semplice – la rivalità che diventa conoscenza – ma trova il suo ritmo nei piccoli gesti e nelle conversazioni, evitando per quanto possibile i toni caricaturali della rom-com classica. A emergere non è tanto la storia d’amore in sé, quanto la fatica di riconoscere l’altro al di là delle apparenze, un tema che il film affronta con leggerezza e una certa attenzione per i dettagli quotidiani.
Una rivalità che diventa occasione di incontro

Charlie (Madelaine Petsch) ha trasformato la sua passione per i motori in un lavoro che le dà grandi soddisfazioni: la sua officina, gestita da sole donne, è un ambiente solidale e vivace. L’equilibrio si spezza però quando, dall’altra parte della strada, apre un’officina concorrente guidata da Beau (Jacob Scipio), un meccanico ambizioso e dal carattere molto diverso dal suo. Tra i due nasce una rivalità immediata, alimentata da malintesi e pregiudizi. In parallelo, Charlie comincia a scrivere a un misterioso interlocutore online con cui si sente sempre più in sintonia, senza sapere che dietro quei messaggi si nasconde proprio Beau…
Una commedia che parte dai gesti

Il film funziona soprattutto quando resta ancorato ai gesti dei suoi protagonisti. Gli sguardi, i silenzi e la fisicità del lavoro manuale diventano un modo per raccontare la diffidenza e l’apertura, più di quanto non facciano i dialoghi. Inoltre, la regia evita di costruire situazioni troppo patinate e lascia spazio a momenti di incertezza, di esitazione, in cui i personaggi sembrano imparare qualcosa su di sé mentre agiscono. Madelaine Petsch riesce a rendere Charlie credibile e imperfetta, lontana dall’immagine perfetta di molte eroine romantiche, mentre Jacob Scipio dà al suo Beau una fragilità che affiora solo quando le parole non bastano.
Il lavoro come specchio dei sentimenti

L’officina è il luogo dove tutto si muove e si trasforma: non solo le auto, ma anche le persone. È un ambiente ruvido, pieno di suoni e di movimento, che riflette il bisogno dei protagonisti di aggiustare qualcosa dentro di sé. La sceneggiatura usa con intelligenza questo parallelismo senza renderlo mai troppo esplicito, lasciando che siano le situazioni a parlare. Anche i personaggi secondari, dalle colleghe di Charlie al padre di Beau, contribuiscono a dare spessore a un racconto che non ha paura di rallentare, mostrando che dietro ogni conflitto c’è quasi sempre un malinteso più umano che drammatico.
Identità e fiducia nel tempo digitale
Uno degli aspetti più interessanti di Tagliando d’amore è la riflessione, per quanto leggera, sull’identità nell’era della comunicazione online. Il legame tra Charlie e il suo “amico” virtuale mette in discussione l’idea stessa di autenticità: quanto di noi mostriamo davvero quando ci sentiamo protetti dallo schermo? Il film non offre risposte nette, ma riesce a suggerire che la verità delle relazioni non sta nella trasparenza totale, bensì nella volontà di esporsi, di ammettere le proprie fragilità. È un tema che si intreccia con la dimensione sentimentale, ma anche con quella professionale e sociale, senza mai appesantire il tono della narrazione.
La recensione in breve
Tagliando d’amore è una commedia romantica che sceglie la strada della misura.
Non punta sui colpi di scena ma sulla costruzione di due personaggi che imparano a conoscersi per davvero. Madelaine Petsch convince nel ruolo di una protagonista determinata ma vulnerabile, sostenuta da una regia semplice e chiara. La chimica con Jacob Scipio funziona proprio perché nasce da piccoli gesti e scambi credibili.
Pro
- Buona chimica tra i protagonisti
- Ritmo equilibrato della narrazione
- Ambientazione originale
Contro
- Qualche passaggio troppo didascalico
- Risvolti prevedibili
- Voto CinemaSerieTV
