Bastano quattro persone sedute intorno a un tavolo perché una serata apparentemente innocua diventi il momento giusto per tirare fuori tutto quello che si è evitato di dire per anni. The Invite, al cinema in Italia dal 16 settembre, prende una cena tra vicini e la trasforma in una commedia sulle relazioni, molto divertente quando lascia spazio ai suoi attori e sorprendentemente amara quando cominciano a cadere le apparenze. Olivia Wilde dirige e interpreta il film insieme a Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton, affidandosi quasi completamente alla chimica tra i quattro.
Una cena che prende una piega inaspettata

Joe (Seth Rogen) e Angela (Olivia Wilde) sono sposati e hanno una figlia di dodici anni, ma da tempo qualcosa tra loro non funziona più. Lui è un ex musicista che oggi insegna e sembra aver perso qualsiasi entusiasmo per la propria vita. Angela, invece, trascorre gran parte del tempo a casa e vorrebbe ritrovare qualcosa che interrompa una quotidianità diventata sempre più soffocante.
L’occasione arriva quando invita a cena i vicini del piano di sopra, Pína (Penélope Cruz) e Hawk (Edward Norton). Joe non è particolarmente felice di averli in casa, anche perché da mesi ascolta attraverso il soffitto la loro rumorosissima vita sessuale. Quando scoprono che Pína e Hawk hanno una relazione aperta, la serata cambia completamente: quello che inizialmente sembrava un semplice incontro tra vicini diventa una conversazione sempre più intima, durante la quale emergono desideri che qualcuno aveva smesso persino di ammettere a se stesso.
Joe e Angela fanno ridere… ma c’è ben poco da ridere

È nel rapporto tra Joe e Angela che The Invite trova le cose più interessanti da dire: i due sono arrivati a quel punto di un matrimonio in cui qualsiasi piccolezza può diventare motivo di discussione. Non servono grandi tradimenti o rivelazioni: basta il modo in cui uno risponde all’altro per capire quanta insofferenza si sia accumulata nel tempo.
Joe e Angela sanno perfettamente come irritarsi a vicenda e Seth Rogen e Olivia Wilde rendono credibile quella familiarità un po’ terribile che permette di capire cosa sta pensando l’altro ancora prima che apra bocca. Più la cena va avanti, però, più quella comicità lascia intravedere una situazione dolorosa. Joe e Angela non sembrano aver smesso di amarsi da un giorno all’altro. Hanno semplicemente lasciato che la distanza tra loro aumentasse fino a diventare normale.
Per questo Pína e Hawk rappresentano molto più di una provocazione sessuale: guardandoli, Angela vede una coppia che sembra ancora divertirsi insieme e soprattutto desiderarsi. Joe, al contrario, reagisce quasi immediatamente con fastidio. Il confronto con loro costringe entrambi a guardare qualcosa che fino a quel momento era stato più semplice ignorare.
Nessuno ha davvero capito come si sta insieme

Olivia Wilde evita fortunatamente una contrapposizione scontata: da una parte avrebbe potuto esserci il matrimonio tradizionale ormai spento di Joe e Angela, dall’altra la coppia libera e sessualmente appagata che ha trovato la formula perfetta. The Invite non va in quella direzione.
Pína e Hawk entrano nell’appartamento con una sicurezza quasi irritante, parlano apertamente di sesso, sembrano completamente a proprio agio con le loro scelte e finiscono inevitabilmente per far apparire Joe e Angela ancora più bloccati. Solo che, andando avanti, anche quella sicurezza comincia a sembrare meno solida.
Il film diventa più interessante proprio quando smette di chiedersi quale delle due coppie viva meglio. Dietro modelli completamente diversi ci sono quattro persone che cercano comunque di convivere con le proprie paure e con quello che vorrebbero ricevere dall’altro. Nessuno ha trovato una formula magica e nessuno viene utilizzato per dimostrare una tesi.
Quattro attori chiusi in una stanza
La provenienza teatrale della storia si sente e parecchio: quasi tutto accade nello stesso appartamento e sono le conversazioni a far avanzare il film. Con quattro attori meno affiatati sarebbe potuto diventare presto soffocante; qui, invece, è proprio il cast a tenerlo vivo.
Seth Rogen è probabilmente quello che ne esce meglio. Joe potrebbe essere semplicemente il marito scorbutico che rovina la serata a tutti, ma Rogen gli dà una malinconia che cambia completamente il personaggio. Fa ridere moltissimo, spesso anche solo con una reazione, ma dietro il suo sarcasmo si sente continuamente la frustrazione di qualcuno che non è diventato la persona che immaginava. Olivia Wilde gli tiene testa con un’Angela che sembra essere arrivata al punto in cui continuare ad accontentarsi è diventato più difficile che rischiare di cambiare qualcosa. Penélope Cruz si prende alcuni dei momenti più sfacciati del film senza ridurre Pína a una semplice provocatrice, mentre Edward Norton rende Hawk molto più interessante quando la sua aria da uomo completamente risolto comincia finalmente a vacillare.
La cosa migliore rimane vederli insieme. Si interrompono, si provocano e ogni tanto dicono qualcosa di troppo, ma la cena funziona proprio perché sembra poter sfuggire di mano in qualsiasi momento.
Olivia Wilde, a volte, vuole fare troppo

Paradossalmente, The Invite funziona meno quando Olivia Wilde cerca maggiormente di far sentire la propria regia. La prima parte insiste su composizioni elaborate e su una colonna sonora che sottolinea fin troppo quello che sta succedendo. È come se il film non si fidasse ancora abbastanza della propria situazione e sentisse il bisogno di aggiungere continuamente qualcosa.
Non ce n’era bisogno. Quando questa presenza si fa meno invadente e rimangono soprattutto l’appartamento e i quattro protagonisti, The Invite diventa molto più spontaneo. I dialoghi respirano meglio e anche i passaggi dalla commedia ai momenti più seri smettono di sembrare forzati.
Cosa ne pensiamo in sintesi
The Invite funziona soprattutto grazie ai suoi quattro protagonisti e a una cena che diventa sempre più scomoda man mano che cadono le buone maniere. Seth Rogen è particolarmente bravo nel far convivere la comicità di Joe con una frustrazione molto più profonda, mentre Olivia Wilde trova il meglio del film quando smette di caricare la regia e si affida ai personaggi. Non tutto funziona allo stesso modo, soprattutto in una prima parte fin troppo costruita, ma con il passare della serata il film diventa più libero e anche più sincero. Si ride parecchio, salvo poi accorgersi che alcune delle cose più divertenti sono anche quelle che raccontano meglio quanto possa diventare doloroso non riuscire più a parlarsi.
Pro
- Un cast in grande sintonia
- Seth Rogen particolarmente riuscito
- Comicità e amarezza convivono bene
Contro
- Regia troppo presente nella prima parte
- Colonna sonora eccessivamente insistente
- Voto CinemaSerieTV
