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Home » Film » Recensioni film » Wildwood – I segreti del bosco proibito, recensione: il nuovo film Laika è un’impresa visiva impressionante

Wildwood – I segreti del bosco proibito, recensione: il nuovo film Laika è un’impresa visiva impressionante

Wildwood - I segreti del bosco proibito è una spettacolare avventura in stop-motion firmata Laika, tra magia e qualche limite narrativo.
Sofia BiaginiBy Sofia Biagini23 Ottobre 2026
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Una scena di Wildwood - I segreti del bosco proibito.
Una scena di Wildwood - I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures
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Ci sono film d’animazione che colpiscono per la storia e altri che lasciano senza parole per il lavoro necessario a realizzarli. Wildwood – I segreti del bosco proibito appartiene soprattutto alla seconda categoria. Il nuovo lungometraggio dello studio Laika, già artefice di Coraline e la porta magica e Kubo e la spada magica, è un’impresa tecnica impressionante, capace di trasformare la stop-motion in uno spettacolo di dimensioni raramente viste. Ogni ambiente, creatura e movimento racconta anni di lavoro artigianale, con risultati che meritano di essere ammirati sul grande schermo.

Diretto da Travis Knight e tratto dal romanzo di Colin Meloy, illustrato da Carson Ellis, il film segue Prue, una ragazzina di Portland che si avventura in una foresta proibita per ritrovare il fratellino rapito da uno stormo di corvi. Ad attenderla c’è un mondo popolato da animali parlanti, creature magiche ed eserciti in guerra. L’immaginazione visiva è sorprendente e alcune sequenze sono davvero spettacolari, ma la storia non riesce sempre a sostenere tanta ambizione. Wildwood è un’avventura affascinante, che avrebbe probabilmente beneficiato di una durata più contenuta e di una maggiore attenzione ai suoi personaggi.

Un bosco proibito che nasconde un intero mondo

Una scena di Wildwood - I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures
Una scena di Wildwood – I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures

Prue McKeel ha dodici anni, vive a Portland con i genitori e il fratellino Mac e non condivide affatto l’interesse della sua famiglia per la magia e le leggende locali. Quando le viene affidato il compito di badare al piccolo, decide di portarlo fuori casa nonostante le raccomandazioni dei genitori. La giornata prende una piega terribile quando uno stormo di corvi rapisce Mac e lo trasporta oltre i confini della città, all’interno di una foresta nella quale nessuno dovrebbe entrare.

Prue parte immediatamente alla sua ricerca, accompagnata da Curtis, un compagno di scuola impacciato ma deciso ad aiutarla. Ma i due scoprono presto che il bosco ospita una società molto più complessa di quanto avrebbero potuto immaginare, divisa tra territori, eserciti e gruppi in conflitto. Quella che sembrava una missione per salvare un bambino si trasforma così in un’avventura che coinvolge l’intero equilibrio di questo mondo. La premessa è classica, ma il film riesce a renderla interessante soprattutto grazie alla quantità di luoghi e personaggi che introduce lungo il percorso.

La stop-motion di Laika raggiunge risultati impressionanti

Una scena di Wildwood - I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures
Una scena di Wildwood – I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures

Il principale motivo per vedere Wildwood è senza dubbio il lavoro dello studio Laika. Per realizzare il film sono stati costruiti oltre cento ambienti e centinaia di pupazzi, animati fotogramma dopo fotogramma. Il risultato è un mondo incredibilmente ricco, nel quale ogni dettaglio contribuisce a rendere credibile l’esistenza di questo bosco fantastico. Le piume degli uccelli, il movimento delle foglie, le espressioni dei personaggi e persino i cambiamenti della luce mostrano una cura che continua a sorprendere anche dopo oltre due ore.

Travis Knight, che aveva già diretto Kubo e la spada magica, porta questa tecnica verso una dimensione ancora più ambiziosa. Le grandi battaglie, gli inseguimenti e le creature gigantesche hanno una fluidità che in alcuni momenti fa quasi dimenticare di trovarsi davanti a pupazzi animati manualmente. Eppure il fascino del film deriva proprio dalla possibilità di riconoscere il lavoro artigianale dietro quelle immagini. In un panorama dominato dall’animazione digitale, Wildwood dimostra quanto la stop-motion possa ancora offrire esperienze visive sorprendenti.

Una fiaba più oscura di quanto sembri

Una scena di Wildwood - I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures
Una scena di Wildwood – I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures

Nonostante la presenza di una protagonista giovanissima e di numerosi animali parlanti, Wildwood non è un’avventura pensata esclusivamente per i bambini. La storia affronta il lutto, la perdita e le conseguenze di decisioni prese nel tentativo di proteggere le persone amate. La figura della Governante Vedova, doppiata in originale da Carey Mulligan, introduce una componente particolarmente inquietante, mentre i conflitti tra le diverse fazioni del bosco diventano progressivamente più violenti.

Alcune sequenze mostrano combattimenti sanguinosi e immagini che potrebbero impressionare gli spettatori più piccoli. Laika aveva già dimostrato con Coraline di non voler rinunciare agli aspetti più spaventosi delle fiabe, ma qui la violenza assume dimensioni decisamente maggiori. Il film si avvicina spesso al fantasy epico, con eserciti, scontri armati e una battaglia finale di notevole impatto. Questa scelta contribuisce a distinguere Wildwood dalle avventure animate più tradizionali, anche se rende meno immediato il suo equilibrio tra racconto di formazione e storia di guerra.

Una storia che non sempre tiene il passo delle immagini

Una scena di Wildwood - I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures
Una scena di Wildwood – I segreti del bosco proibito. Fonte: Notorious Pictures

Il limite principale di Wildwood riguarda proprio la quantità di elementi che cerca di sviluppare. La ricerca del fratellino da parte di Prue rimane il centro della vicenda, ma attorno a lei si accumulano personaggi, conflitti politici e segreti familiari che richiedono molto tempo per essere spiegati. Non tutti ricevono lo stesso approfondimento e, in alcuni passaggi, la storia sembra più interessata a mostrare un nuovo angolo del bosco che a far avanzare il percorso della protagonista.

Anche i temi affrontati, dalla crescita personale alla necessità di superare le divisioni, risultano piuttosto familiari. Prue e Curtis attraversano esperienze che dovrebbero cambiarli profondamente, ma la loro evoluzione non è sempre convincente quanto le immagini che li accompagnano. La durata di oltre due ore accentua questa sensazione, soprattutto nella parte centrale, quando l’avventura perde temporaneamente slancio per lasciare spazio alle vicende delle diverse fazioni.

Eppure sarebbe difficile non riconoscere l’importanza di un progetto come questo. Wildwood – I segreti del bosco proibito è un film realizzato con una dedizione straordinaria, che porta la stop-motion verso possibilità espressive sempre più ampie. La sua storia non possiede la forza emotiva di Kubo né l’immediatezza inquietante di Coraline, ma offre uno spettacolo visivo che vale da solo la visione. Un’avventura imperfetta, nella quale l’immaginazione degli artisti supera spesso quella della sceneggiatura.

Cosa ne pensiamo in sintesi

7.5 Spettacolare

Wildwood - I segreti del bosco proibito è un risultato straordinario per l'animazione in stop-motion, con ambientazioni ricchissime e sequenze spettacolari. Travis Knight costruisce un mondo fantastico affascinante, ma la storia si disperde tra troppi personaggi e conflitti, perdendo parte della propria forza emotiva. Un'avventura visivamente eccezionale, anche se meno convincente sul piano narrativo.

Pro
  1. L'animazione in stop-motion raggiunge risultati tecnici straordinari.
  2. Le sequenze d'azione e la battaglia finale sono spettacolari.
  3. L'atmosfera più oscura distingue il film dalle fiabe animate tradizionali.
Contro
  1. La durata di oltre due ore appesantisce alcuni passaggi.
  2. Il percorso emotivo dei protagonisti è meno convincente dell'aspetto visivo.
  • Voto CinemaSerieTV 7.5
  • User Ratings (0 Votes) 0
Sofia Biagini
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Bolognese classe 1988, Sofia Biagini è redattrice e Social Media Manager nonché responsabile editoriale del sito IlMeglioDiTutto.it. Con quasi 8 anni di esperienza nel campo della redazione di articoli in ottica SEO e nella gestione dei principali Social Media per conto di agenzie di comunicazione, startup e testate online, dal 2019 il suo interesse si è rivolto verso la settima arte: ha collaborato per 3 anni con Movieplayer.it e, in seguito, è entrata a far parte del network che comprende anche CinemaSerieTV.it. Sofia Biagini è anche illustratrice e fondatrice del progetto Disegni Cinici e, nel 2022, ha pubblicato un libro edito DeAgostini dal titolo “Se son rose appassiranno”.

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