Il film: Will & Harper, 2024. Creata da: Josh Greenbaum. Genere: Documentario. Cast: Will Ferrell, Harper Steele. Durata: 114 minuti. Dove l’abbiamo visto: Su Netflix.
Trama: Quando Harper, una buona amica di Will Ferrell, si dichiara trans, i due intraprendono un viaggio in auto per far conoscere Harper al mondo come se stessa.
A chi è consigliata: Agli appassioni di storie on the road in tutti i sensi: di scoperta del sè, di racconti introspettivi e, soprattutto, di amicizie da custodire.
Will Ferrell e Harper Steele sono grandissimi amici da quando hanno iniziato a lavorare insieme al Saturday Night Live. Grandissimo interprete conosciuto soprattutto per i suoi ruoli comici, il primo, storica autrice del programma la seconda, hanno sempre condiviso un senso dell’umorismo molto simile. Nel corso dell’ultimo anno, tuttavia, il loro rapporto a subito un’ulteriore svolta quando Will ha ricevuto un’e-mail dal migliore amico, in cui dichiarava di aver intrapreso un percorso di transizione di genere. Insieme, hanno deciso di partire per un viaggio on the road attraverso il Paese, uno dei passatempi preferiti di Harper, che ha sempre adorato fermarsi nelle più sparute trattorie e bar per incontrare persone lungo il cammino. Tuttavia, ora che vive apertamente come donna trans, sente che questa libertà di viaggiare da uno Stato all’altro è minacciata e non sa più come sarà accolta in quei luoghi. Come dice lei stessa, ama il suo Paese, ma non sa se il Paese ricambierà questo amore.
Questa incertezza spinge Will e Harper a intraprendere un viaggio in auto da New York alla California, mangiando Pringles lungo il percorso, per riscoprire la loro amicizia dopo il coming out di Harper e per permetterle di riconnettersi con il Paese come la versione più autentica di sè stessa. Il regista Josh Greenbaum (Barb and Star Go to Vista Del Mar) e la sua troupe erano lì per catturare questo viaggio, di cui vi parliamo nella nostra recensione.
Si può tornare dove si è stati bene?

Sebbene Ferrell accompagni Harper lungo questo viaggio, facendo da scudo a situazioni potenzialmente pericolose, Greenbaum sottolinea che non tutti hanno il privilegio di avere un amico eterosessuale, bianco e cisgender pronto a fare lo stesso. Il pericolo è palpabile in diverse situazioni, come durante una sgradevole esperienza in una steakhouse texana, dove un momento di leggerezza si trasforma in una tensione pesante e opprimente.
Nonostante gli ostacoli, il viaggio di Will e Harper prosegue, portando a un segmento particolarmente toccante in cui Harper conduce Ferrell in un luogo che considera il suo rifugio personale: una baracca fatiscente nel deserto, l’unico posto in cui Harper si sentiva libera di essere se stessa. Questo spazio, pur abbandonato e in rovina, diventa una potente metafora dell’esperienza di transizione, mostrando quanto sia difficile, anche per chi ci conosce più intimamente, comprendere appieno le nostre lotte interiori.
Alla ricerca dell’America che non c’è (ma forse ci sarà)

Will & Harper chiede allo spettatore di andare oltre la semplice accettazione: invita a fare uno sforzo sincero per comprendere e sostenere gli altri, dimostrando concretamente amore e apprezzamento. Durante il loro percorso, Ferrell e Steele incontrano altri amici celebri, come Kristen Wiig e Will Forte, che, pur aggiungendo momenti leggeri e divertenti, rafforzano l’idea che l’amicizia e la solidarietà siano alla base di qualsiasi relazione significativa: ogni piccolo gesto di supporto può fare una differenza importante.
Oltre a raccontare un’amicizia, il film rappresenta una ricerca dell’America contemporanea. La direttrice della fotografia Zoë White, già nota per il suo lavoro in Westworld e The Handmaid’s Tale, conferisce al film un’estetica cinematografica, alternando ampi paesaggi mozzafiato che catturano la bellezza naturale del Paese a primi piani intimi di Will e Harper. In un contesto di divisioni e retorica polarizzante che ha dominato il dibattito nazionale negli ultimi anni, Will & Harper ci ricorda l’importanza di abbattere pregiudizi e iniziare un dialogo aperto, trasformando il film in una sincera lettera d’amore all’America e alla promessa di ciò che può e deve diventare.
La recensione in breve
Un diario di bordo, una cascata di polaroid, il più limpido dei ritratti ad acquarello: Will & Harper ci ha conquistato per la naturalezza con cui lascia che due amici del cuore si raccontino e, in fondo, conservino sempre il loro animo fanciullesco, nonostante tutto fuori sia cambiato.
Pro
- La regia lascia che siano i protagonisti a raccontarsi, senza mai sovrastare le loro voci
- Due menti che hanno sempre cercato di far ridere gli altri, si dedicano le migliori e più sincere risate
Contro
- Per chi non conosce il background dei protagonisti, forse, potrebbe risultare un'operazione a tratti stucchevole
- Voto CinemaSerieTv

