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Home » Film » Tutti i soldi del mondo, la storia vera che ha ispirato il film

Tutti i soldi del mondo, la storia vera che ha ispirato il film

Il film Tutti i soldi del mondo, di Ridley Scott, è sulla storia vera di John Paul Getty III,
Simone FrigerioDi Simone Frigerio1 Agosto 2023
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tutti i soldi del mondo
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Tutti i soldi del mondo, film del 2017, racconta la storia vera del rapimento di John Paul Getty III, ultimo rampollo dell’omonima famiglia di miliardari, e nipote di J. Paul Getty, ad opera dell’Anonima sequestri; dopo cinque mesi di aspra prigionia, Getty verrà liberato, dietro pagamento di un cospicuo riscatto. L’esperienza della prigionia, però, lo segnerà indelebilmente; caduto in una spirale di dipendenza da sostanze, nel 1981 Getty sarà vittima di un ictus, dal quale non riuscirà mai completamente a riprendersi, morendo a soli 54 anni nel 2011.

Paul getty iii
Paul Getty III e la madre

La notte tra il 9 e l’1 luglio del 1973, alle 3, mentre si trova in Piazza Navona, a Roma, sulle tracce di una giovane ballerina belga con cui aveva passato le ore precedenti, il giovane Paul Getty III, nipote dell’omonimo magnate petrolifero, viene prelevato con la forza da un auto con a bordo alcuni uomini. Pochi giorni dopo, nelle mani della madre Gail Getty, arriverà un biglietto, scritto da Paul, che conferma il rapimento: “Cara mamma, sono nelle mani di alcuni rapitori; non voglio essere ucciso! La polizia non deve intromettersi Non è uno scherzo!“. Sulle prime, molti, anche fra i conoscenti del ragazzo, avevano infatti pensato a una messinscena; il giovane era sempre a corto di soldi, anche causa dei cattivi rapporti con il nonno, cinico e distante, e il padre, affetto da serie debolezze psicologiche. Ricorda infatti Martine Schmidt, fidanzata e futura moglie di Getty: “Per un po’ aveva pensato di farsi rapire, poi entrambi avevamo trovato lavoro come modelli, e l’idea era svanita, ma quella gente continuava a ronzargli attorno“.

Presto arriva anche la rituale richiesta di riscatto: 17 milioni di dollari (equivalenti a circa 115 in valuta attuale), oppure il ragazzo avrebbe perso un dito. Il patriarca, però, non intende pagare la somma richiesta, per timore che un cedimento possa spingere i gruppi criminali a compiere ulteriori azioni simili in futuro, nei confronti dei suoi tredici nipoti; così, nei primi giorni di novembre del 1973, alla redazione del quotidiano romano Il messaggero, giunge una busta contenente una ciocca di capelli ramati, e un orecchio mozzato. Ad accompagnarla, un biglietto scritto a macchina: “Questo è l’orecchio di Paul; se fra dieci giorni la famiglia ancora sarà convinta che tutto sia una sceneggiata, beh, vi arriverà anche l’altro orecchio. E poi riavrete Paul, sì, ma a pezzettini”  Le precarie condizioni in cui il giovane era tenuto prigioniero, combinate alla mutilazione, portarono però a un’infezione, che presto si trasformò in polmonite. I rapitori, allora, somministrarono massicce dosi di penicillina a Getty, ma presto il suo organismo sviluppò un’allergia al farmaco, rendendone inutili gli effetti, e peggiorando ulteriormente le condizioni di salute del giovane.

Anche a causa di questi sviluppi, nel giro di poche settimane fu possibile trovare un accordo definitivo tra la famiglia Getty e i rapitori, per un riscatto pari a 2,8 milioni di dollari dell’epoca; J. Paul Getty, però, accettò di pagare solo 2,2 milioni, ovverosia il massimo deducibile fiscalmente secondo le leggi allora vigenti; il tycoon avrebbe poi prestato il resto della somma al figlio, John Paul Getty II, che in seguito avrebbe restituito i soldi al patriarca, con un interesse del 4%. Il 15 dicembre del 1973, Antonio Tedesco, un autotrasportatore che sta percorrendo l’odierna Salerno – Reggio Calabria, all’altezza di Lauria, vicino Potenza, vede al lato della strada un ragazzo, emaciato e zuppo di pioggia, camminare lungo il ciglio della carreggiata; è Paul Getty che, dopo essere stato liberato in una zona montana isolata la notte precedente, ha camminato sotto il diluvio per più di cinque ore. Tornato a Roma, il giovane avrebbe poi aiutato le forze dell’ordine a catturare i suoi rapitori, fra i quali figuravano alcuni esponenti di spicco della ‘ndrangheta dell’epoca come Girolamo Piromalli e Saverio Mammoliti.

Getty, lasciata per sempre Roma dopo la traumatica esperienza, nel 1974 sposerà Melanie, incinta di cinque mesi; la coppia darà alla luce Balthazar (in seguito noto attore di cinema) l’anno successivo. Il rampollo, piagato dalla dipendenza da alcool e droghe, nel 1981 subirà un grave ictus, che lo lascerà tetraplegico, parzialmente cieco, e non più in grado di parlare.

paul getty iii
Paul dopo il rilascio

Simone Frigerio
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Nato nel 1985 a nord di Milano, in seguito all'ottenimento della maturità classica, consegue nel 2008 una prima Laurea Triennale in Storia e critica del cinema, presso la facoltà di Lettere Moderne dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi sul cinema civile italiano; nel 2010 ottiene invece la laurea magistrale in Linguistica Generale, presso lo stesso ateneo, con una tesi sulle presupposizioni linguistiche. Da dicembre 2022 collabora con Cinemaserietv.it in qualità di newser.

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