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Home » Film » Umma, la spiegazione del finale: di mamma ce n’è una sola (per fortuna)

Umma, la spiegazione del finale: di mamma ce n’è una sola (per fortuna)

La spiegazione del finale di Umma, film horror esordio alla regia di Iris K. Shim con protagonista l'attrice Sandra Oh.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini21 Dicembre 2023
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Una scena di Umma
Sandra Oh in una scena di Umma. Fonte: Sony Pictures
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Dal 20 dicembre Netflix ha aggiunto all’interno del proprio catalogo il film esordio alla regia di Iris K. Shim, che vede l’attrice Sandra Oh nei panni di Amanda, immigrata coreana e apicoltrice che vive assieme alla figlia adolescente Chrissy (Fivel Stewart) in una fattoria isolata dal mondo. Non solo: la donna sembra affetta da una strana allergia all’elettricità, una condizione che l’ha portata ad abolire qualsiasi tipo di apparecchiatura elettrica dalla tenuta, lampadine comprese. Nonostante tutto, madre e figlia conducono una vita all’insegna della tranquillità, che viene però turbata dall’arrivo dello zio di Amanda e dalle ceneri della madre – “umma” in coreano – defunta della protagonista. Ancora traumatizzata dalle punizioni corporali (per la precisione scosse elettriche) inflitte dall’anziana donna quando era solo una bambina, Amanda si rifiuta di concedere una degna sepoltura ai resti della madre. Lo spirito di Umma inizia così a perseguitare la famiglia con inquietanti apparizioni.

Se siete arrivati alla fine della visione del film, saprete già che, avviandoci verso l’epilogo della pellicola, lo spirito di Umma si impossessa del corpo di Amanda, per cercare di raddrizzare Chrissy che cova il desiderio di andare al college e quindi abbandonare la fattoria e, di conseguenza, la madre. Ma cosa succede alla fine? Amanda riesce a liberarsi dello spettro dell’anziana e, soprattutto, a salvarsi la vita? Scopriamolo insieme in questa nostra spiegazione del finale di Umma.

Amanda è davvero allergica all’elettricità?

Una scena di Umma
Sandra Oh in una scena del film Umma. Fonte: Sony Pictures

Come già facilmente intuibile dai numerosi flashback dell’infanzia di Amanda, la donna non è in realtà allergica all’elettricità, ma ne ha una paura viscerale a causa dei traumi subiti. Quando Umma la possiede, infatti, racconta a Chrissy di come in passato punisse la figlia obbligandola a stringere fra le mani il cavo rotto di una vecchia lampada, dal quale fuoriuscivano scosse di elettricità. Un castigo inflitto alla giovane Amanda ogniqualvolta quest’ultima cercasse di scappare per sottrarsi a una madre profondamente infelice che pretendeva di far patire alla figlia la medesima sofferenza.

Come finisce Umma?

Una scena di Umma
La volpe a nove code della tradizione coreana. Fonte: Sony Pictures

Dopo questa confessione che fa comprendere allo spettatore l’origine dei traumi di Amanda, Chrissy scappa nel giardino della fattoria dove vede una volpe a nove code (kumiho) – animale leggendario della cultura coreana dall’accezione maligna – che mangia una gallina. Viene poi raggiunta da Umma (o meglio, dalla madre posseduta dal suo spirito) ma, dopo una breve colluttazione, Chrissy riesce a risvegliare la madre, facendole riaffiorare alla mente ricordi di un passato felice insieme. L’idillio, però, dura poco: il fantasma di Umma trascina infatti Amanda nella fossa scavata per la sua sepoltura, e la donna si ritrova in quella che era stata la sua casa d’infanzia in Corea. Qui, seduta su una sedia, c’è proprio Umma, che accusa la figlia di aver sempre pensato solo alla propria felicità e di non essere mai più tornata a farle visita. Amanda mostra, senza più il minimo accenno di rabbia, spiega alla madre di aver compreso il suo dolore, di aver capito come il fatto di aver dovuto rinunciare in passato alla sua vita per seguire il marito in una terra straniera l’abbia resa profondamente infelice. Sul finale del film, le parole che Amanda dice all’anziana donna sono:

Capisco che con te la vita sia stata crudele. Ma tu lo sei stata con me. Io dovevo andarmene e tu, adesso, devi fare lo stesso.

Amanda sopravvive?

Una scena di Umma
Sandra Oh è la protagonista di Umma. Fonte: Sony Pictures

Amanda apre quindi la porta della stanza in cui si trova, lasciandosi per sempre alle spalle il suo doloroso passato e la madre, alla quale promette di concedere una degna sepoltura (lo jesa in nella cultura coreana) in modo che lei possa trovare almeno nella morte la pace che non ha mai avuto in vita. Dopo questo ultimi saluto, facciamo ritorno nella dimensione reale e presente, e vediamo la donna uscire faticosamente da sotto terra dove era stata trascinata. Amanda è viva e finalmente libera del peso dei suoi traumi.

Chrissy va al college?

Una scena di Umma
Sandra Oh e Fivel Stewart in una scena di Umma. Fonte: Sony Pictures

Il mattino seguente, mentre madre e figlia fanno lo jesa per l’eterno riposo di Umma, Chrissy riceve un messaggio; capiamo, così, che Amanda ha superato anche la sua fobia per l’elettricità e adesso permette l’utilizzo di apparecchiature all’interno della fattoria. A mandare il messaggio alla ragazza era Danny, commerciante locale che aiuta le due donne nel loro commercio di miele online: l’uomo è infatti venuta a prenderla con il suo pick-up per accompagnarla al college. Amanda ha infatti finalmente compreso che permettere alla figlia di intraprendere la propria strada non vuol dire perderla, al contrario significa stringere con lei un legame ancora più solido e duraturo.

Lo spirito di Umma se n’è veramente andato?

Una scena di Umma
La foto di Umma in una scena del film. Fonte: Sony Pictures

Quando Chrissy e Danny si allontano sul pickup dell’uomo, l’inquadratura si sposta verso la tomba di Umma. Qui vediamo una figura di spalle con addosso un lungo abito tradizionale coreano. Possiamo supporre che sia lo spirito dell’anziana donna che, al contrario di quanto supposto in precedenza, non ha trovato pace nella sepoltura. Ma potrebbe anche trattarsi della stessa Amanda, in realtà ancora posseduta dallo spirito della madre rimasta nel mondo dei vivi per studiare la sua prossima mossa.

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