Un confine incerto è un film del 2019 che affronta il tema della pedofilia. La trama si concentra sulle vicende di tre personaggi: da una parte una poliziotta che in Alto Adige indaga su reati di pedopornografia, dall’altra Richi e Sputo, un uomo e una bambina che viaggiano in camper nella Germnia del Sud. L’agente segue le tracce di Richi, in modo particolare i suoi contatti con altri pedofili.
La trama di Un confine incerto vede protagonista un giovane uomo, Richi e una bambina chiamata “Sputo”, che si muovono in camper attraverso il sud della Germania. Richi (Moisè Curia) sul suo blog dice che Sputo è la sua ragazza, ma in realtà è una bambina che lui ha rapito ad Ortisei, a Bolzano. Ogni volta che rischia di essere beccato dalla polizia, Richi nasconde la piccola nel bagagliaio. Nel frattempo, in Alto Adige, una poliziotta rumena che vive e lavora in Italia, Milia Demetz (Cosmina Stratan), indaga su crimini di pedopornografia. Nello specifico, Milla segue le tracce di Richi seguendo i suoi movimenti online, in modo particolare i suoi contatti con altri pedofili. Per cercare di ritrovare la bambina e restituirla alla sua famiglia, Milla farà ricorso al ladino, lingua che lei conosce bene. Nel cast del film figura anche Valeria Golino.

In occasione della presentazione del film al Torino Film Festival, la regista Isabella Sandri ha detto: “Negli ultimi anni ho raccontato storie di bambini: dai profughi palestinesi in Libano agli orfani in Afghanistan, dai figli dei lavoratori in Messico a quelli sopravvissuti in Ruanda. E mi sono chiesta: qual è la crudeltà più grave in questa nostra epoca? Forse portare via il futuro all’essere umano, la forza di credere in sé. Uccidere la sua forza ma anche la sua parte tenera. Uccidere la tenerezza che si ha dentro: il bambino”
Save the Children Italia ha sostenuto la realizzazione del film fornendo supporto tematico. “Di pedofilia e di pedopornografia non si parla abbastanza, i tabù non aiutano, mentre la lotta a ogni forma di violenza e abuso nei confronti dell’infanzia deve essere portata avanti con forza, per quanto dolorosa possa essere la presa di conoscenza. Ci auguriamo che il film possa essere visto sia per il suo valore culturale sia per il suo valore di sensibilizzazione verso la conoscenza di un fenomeno complesso e difficile da riconoscere e intercettare”
