Sette anni dopo la tragica scomparsa di Anthony Bourdain, la controversa chef Paula Deen torna a far parlare di sé con dichiarazioni dure sul collega, star del programma No Reservations e autore del libro Kitchen Confidential. Nel suo nuovo documentario, Canceled: The Paula Deen Story, presentato al Toronto International Film Festival, la donna ha riacceso la vecchia faida con Bourdain, suicidatosi nel 2018, affermando che Bourdain odiava tutti, “forse persino sé stesso”
Visualizza questo post su Instagram
Come scrive Entertainment Weekly, il documentario ripercorre i momenti salienti dello scontro tra i due chef, a partire dalle critiche di Bourdain alla cucina di Deen, definita “novelty food” e non autentica cucina del Sud (novelty food, per intenderci si riferisce a quelle preparazioni giocose per bambini, dai dolci supercolorati con glitter o frutta disposta a forma di animali simpatici, quindi non esattamente un complimento). In una scena del documentario Deen risponde con sarcasmo alle accuse, ricordando le abitudini culinarie di Bourdain: “I miei piatti forse faranno anche male, ma io non vado in giro a mangiare il didietro sporco degli gnu” poi ha aggiunto:
“Non so cosa mangiasse in quei paesi stranieri. Cervelli di pipistrello o qualcosa del genere. Io preferisco il mio pollo fritto”.
Le parole più dure, però, arrivano in riferimento al suicidio di Bourdain.
“Dio abbia pietà della sua anima. Avevo la sensazione che non gli piacesse nessuno. Forse nemmeno se stesso”.
Il documentario ripropone anche vecchi filmati in cui Bourdain definisce Deen “la donna più pericolosa d’America”, criticando la sua partnership con un’azienda farmaceutica per la promozione di farmaci per il diabete. Deen, dal canto suo, ricorda come Bourdain avesse rifiutato il suo invito a cena, affermando che ci sarebbe voluta una “guerra nucleare” per convincerlo ad assaggiare la sua cucina.
Oltre alla faida con Bourdain, Canceled: The Paula Deen Story affronta anche il controverso scandalo del 2013, quando Deen ammise di aver usato in passato un termine razzista che indica le persone nere. Un episodio che le costò la perdita di diversi contratti e la rottura con Food Network. Nel documentario, Deen ribadisce di non essere razzista e il suo avvocato, Bill Glass, sostiene che l’uso della parola dovrebbe essere contestualizzato.

Bourdain si tolse la vita l’8 giugno 2018 nel bagno della sua stanza d’albergo a Kayserberg, in Francia, dove stava registrando alcune puntate di Parts Unknown. Al tempo lo chef aveva una relazione aperta con Asia Argento, che aveva conosciuto due anni prima e si uccise dopo un litigio con l’attrice – un dettaglio per il quale lei ancora oggi, sui social viene accusata di averlo spinto ad uccidersi. Come riporta Vanity Fair, Asia spiegò a Domenica In: “C’è stato un disegno, da parte di chi era intorno a Anthony, per addossare la colpa a me. Io per prima mi sono data questa colpa, è impossibile non farlo. Me la prendo, quella colpa. Ma credo sia riduttivo dire che una persona arriva a togliersi la vita per un litigio. Non è mai così. Anthony era un uomo intelligentissimo, anche se molto fragile. Avevamo litigato già altre volte, ma lui era depresso”
