Una nuova e scioccante accusa emerge a 25 anni dalla morte di Aaliyah, la cantante R&B scomparsa tragicamente il 27 agosto 2001 in un incidente aereo alle Bahamas. Barry Hankerson, zio e storico manager dell’artista, ha puntato il dito contro suo figlio Jomo, cugino di Aaliyah, sostenendo che avrebbe una responsabilità diretta nella tragedia che costò la vita alla cantante e ad altre otto persone.
Secondo documenti legali ottenuti da TMZ, la battaglia legale tra padre e figlio ha portato alla luce dettagli inediti su quella fatidica giornata di agosto. Barry Hankerson sostiene che suo figlio Jomo era stato pagato per coordinare i viaggi durante le riprese del videoclip musicale di Aaliyah nelle isole Abaco, alle Bahamas. Secondo l’accusa Jomo avrebbe fallito nel suo compito, portando la cantante a scegliere un jet privato che si sarebbe poi schiantato poco dopo il decollo.
Nei documenti depositati in tribunale, Barry afferma che suo figlio “Ha fallito nella sua responsabilità” di gestire i piani di viaggio. La dichiarazione più dura arriva quando lo zio di Aaliyah sostiene che l’incidente fatale “avrebbe potuto essere evitato se Jomo avesse portato a termine il suo compito retribuito di coordinamento dei viaggi”. Barry ha anche rivelato che il suo rapporto con il figlio non è mai più stato lo stesso dopo la morte della nipote.

La morte di Aaliyah Dana Haughton, conosciuta semplicemente come Aaliyah – e ricordata anche per il suo ruolo nel film La regina dei dannati – fa discutere anche a distanza di decenni. La cantante aveva solo 22 anni quando perse la vita insieme al suo staff. Subito dopo l’incidente, il New York Times riportò che il piccolo aereo era sovraccarico e che i manager che supervisionavano il viaggio erano stati avvertiti che il peso eccessivo avrebbe potuto avere conseguenze disastrose.
Le indagini confermarono che l’aereo superava il limite massimo di peso di circa 90 kg. Non solo: numerose accuse circondarono il pilota, che fu trovato sotto l’influenza di alcol e cocaina. Secondo i rapporti, era anche inesperto e non qualificato per pilotare quel tipo di velivolo. Elementi che rendono ancora più complessa la ricostruzione delle responsabilità.
Ma l’accusa di Barry al figlio si inserisce in un contesto ben più ampio: TMZ spiega che una causa legale che vede contrapposti padre e figlio per questioni economiche legate alla musica di Aaliyah e di altri artisti. Jomo Hankerson ha infatti citato in giudizio Barry Hankerson e la sua etichetta discografica Blackground Records, sostenendo che il padre avrebbe violato un accordo sui diritti musicali.
Jomo rivendica il 12% dei guadagni che Barry ha ottenuto dai beni musicali, secondo un accordo di transazione che includerebbe i master delle registrazioni e i diritti di pubblicazione musicale di Aaliyah, ma anche di artisti del calibro di Toni Braxton, DMX e Timbaland. Il figlio sostiene che il padre abbia utilizzato l’etichetta discografica per nascondere denaro e “inventare spese che non hanno nulla a che fare con i beni musicali, tutto allo scopo di costringerlo ad accettare meno di quanto gli spetta”.
La richiesta di Jomo ammonta a oltre 1,2 milioni di dollari in danni. Dal canto suo, Barry ha negato tutte le accuse di illeciti nella causa, sostenendo che l’accordo in questione non è valido perché sarebbe stato eseguito sotto frode. Lo zio di Aaliyah ha anche affermato che suo figlio avrebbe minacciato di pubblicare musica inedita di Aaliyah se le sue richieste economiche non fossero state soddisfatte.
La proprietà dei master di Aaliyah da parte di Barry Hankerson è stata di per sé fonte di controversie e battaglie familiari che si protraggono da anni. L’erede della cantante e la famiglia hanno più volte contestato le decisioni dell’etichetta riguardo alla diffusione della sua musica, creando una frattura che si è approfondita nel tempo. Jomo ha negato tutte le accuse di comportamenti scorretti mosse nei suoi confronti.
Nei giorni scorsi l’ex fidanzato di Aalyah ha raccontato che la cantante gli manifestò preoccupazione per l’aereo sul quale si accingeva a viaggiare.
