Nick Reiner, il giovane di 32 anni accusato di aver ucciso i suoi genitori Rob e Michele Reiner lo scorso dicembre, ha presentato una petizione al tribunale per ottenere l’accesso al fondo fiduciario da 1,5 milioni di dollari che i suoi genitori avevano costituito per lui e i suoi fratelli. La richiesta, depositata lunedì secondo i documenti giudiziari ottenuti dai media americani, mira a garantirgli i fondi necessari per assumere un avvocato di alto profilo mentre attende il processo per due capi d’accusa di omicidio di primo grado.

Secondo la petizione, Nick Reiner sostiene che metà del denaro avrebbe dovuto essergli corrisposto quando ha compiuto 30 anni, come previsto dal trust costituito nel 1992 dal regista Rob Reiner e sua moglie per lui e gli altri due figli Jake e Romy. Il giovane ha spiegato al giudice che ha tentato di assumere l’avvocato Alan Jackson per difendersi dalle accuse di omicidio, un’iniziativa che i suoi fratelli Jake e Romy avrebbero inizialmente appoggiato.
Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Nick, l’amministratore fiduciario del fondo si è rifiutato di pagare i compensi richiesti da Jackson, costringendo l’avvocato a ritirarsi dal caso. Nella petizione, l’accusato ha sottolineato che “il tempo è essenziale” e che aveva bisogno di Jackson per evitare di “compromettere ulteriormente la mia difesa nella questione penale”. Ha aggiunto che i suoi tentativi di ottenere i fondi sono stati “accolti solo con ritardi e inazione”.
Nick Reiner sta ora chiedendo un rendiconto completo all’amministratore e danni per la gestione del fondo. Nei documenti presentati al tribunale, sostiene di non avere altre fonti di finanziamento per le spese legali o per le spese di base (su articoli di igiene personale e biancheria) mentre si trova in carcere in attesa del processo.
“Nick amava i suoi genitori ed è devastato dalla loro morte”, si legge nella richiesta, ottenuta da People. “Ma i fatti riguardanti ciò che è accaduto o non è accaduto loro non sono oggetto di questo contenzioso sul trust.”
La vicenda risale al dicembre scorso, quando Rob Reiner e sua moglie Michele sono stati trovati morti nella loro abitazione di Los Angeles. Nick è stato arrestato con l’accusa di averli accoltellati a morte. Il caso ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo americano e la famiglia Reiner.
A febbraio era emerso che i fratelli di Nick, Romy e Jake, non avevano alcuna intenzione di finanziare un avvocato privato per lui dopo che Alan Jackson si era ritirato dal caso. La posizione della famiglia si è ulteriormente chiarita ad aprile, quando Jake Reiner ha condiviso un post sui social, pochi giorni prima dell’udienza preliminare del fratello.
Nel messaggio, Jake ha scritto: “Mi sono state rubate così tante cose quel giorno. I miei genitori non ci saranno al mio matrimonio, non potranno tenere in braccio il loro futuro nipote e non mi vedranno avere la carriera di successo che sto ancora cercando”.

Nick Reiner si è dichiarato non colpevole delle accuse e ha partecipato all’udienza preliminare del 29 aprile. Durante quella comparizione, è emerso che le autopsie di Rob e Michele non erano ancora state completate, quattro mesi dopo le loro morti tragiche. Il giudice ha deciso di rinviare l’udienza a settembre, dato che si stava ancora attendendo prove cruciali per la fase istruttoria.
Prima degli omicidi, nel 2020, Nick Reiner era stato posto sotto tutela conservativa per problemi di salute mentale. Inoltre, secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, l’uomo potrebbe essere stato sotto l’effetto di metanfetamine al momento dell’omicidio dei genitori, sebbene questa informazione non sia stata ancora confermata ufficialmente dalle autorità.
La richiesta di accesso al fondo fiduciario solleva questioni legali ed etiche complesse: da un lato il diritto di un accusato a una difesa adeguata, dall’altro il paradosso morale di utilizzare i beni delle presunte vittime per finanziare la difesa di chi è accusato del loro omicidio.
