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Home » Personaggi » Addio a Brigitte Bardot: da icona del cinema ad attivista controversa

Addio a Brigitte Bardot: da icona del cinema ad attivista controversa

Morta a 91 anni Brigitte Bardot, icona del cinema francese degli anni '60. Lasciò Hollywood nel 1973 per dedicarsi alla difesa degli animali e all'attivismo.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco28 Dicembre 2025Aggiornato:28 Dicembre 2025
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Brigitte Bardot
Brigitte Bardot
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Brigitte Bardot, l’attrice e cantante francese che divenne un sex symbol internazionale prima di abbandonare l’industria cinematografica per dedicarsi all’attivismo per i diritti degli animali, è morta all’età di 91 anni. L’annuncio è arrivato domenica dalla Fondazione Brigitte Bardot attraverso un comunicato inviato all’agenzia France-Presse.

“La Fondazione Brigitte Bardot annuncia con immensa tristezza la morte della sua fondatrice e presidente, Madame Brigitte Bardot, attrice e cantante di fama mondiale, che ha scelto di abbandonare la sua prestigiosa carriera per dedicare la sua vita e le sue energie al benessere degli animali e alla sua fondazione”, recita la dichiarazione ufficiale, senza specificare l’ora o il luogo del decesso. Negli ultimi tempi si erano rincorse numerose notizie relative ai suoi problemi di salute e ai recenti ricoveri.

Nata nel 1934 a Parigi, Bardot crebbe in una famiglia cattolica tradizionale e benestante, ma il suo talento nella danza le permise di studiare balletto, guadagnandosi un posto al prestigioso Conservatoire de Paris. The Guardian ricorda che, parallelamente alla formazione artistica, trovò lavoro come modella, apparendo sulla copertina di Elle nel 1950, quando aveva appena 15 anni.

Fu proprio il lavoro da modella a spalancarle le porte del cinema. Durante un provino incontrò Roger Vadim, che avrebbe sposato nel 1952, dopo aver compiuto 18 anni. I primi ruoli furono minori, ma la sua presenza sullo schermo cresceva film dopo film. Nel 1955 recitò accanto a Dirk Bogarde in Un dottore in alto mare, un grande successo nel Regno Unito.

La svolta definitiva arrivò nel 1956 con Piace a troppi, scritto e diretto dal marito Vadim. Nel film, Bardot interpretava un’adolescente disinibita a Saint-Tropez, consolidando un’immagine che l’avrebbe trasformata in un’icona internazionale. La pellicola fu un enorme successo in Francia e nel mondo, catapultando l’attrice nel primo piano del cinema francese e facendo di lei l’incarnazione dell’archetipo della “sex kitten”.

L’impatto della Bardot superò rapidamente i confini del cinema. Divenne un’ispirazione per intellettuali e artisti, inclusi i giovani John Lennon e Paul McCartney, che pretesero che le loro fidanzate dell’epoca si tingessero i capelli di biondo per imitarla. Nel 1958, il giornalista Raymond Cartier dedicò un lungo articolo a “Il caso Bardot” su Paris-Match, mentre nel 1959 Simone de Beauvoir pubblicò il celebre saggio Brigitte Bardot e la sindrome di Lolita, presentando l’attrice come la donna più libera di Francia. Nel 1969, Bardot fu scelta come prima modella reale per la Marianne, il simbolo della Repubblica francese.

Negli anni Sessanta, Bardot apparve in una serie di film francesi di alto profilo: il dramma La verità di Henri-Georges Clouzot, candidato agli Oscar, Vita privata di Louis Malle accanto a Marcello Mastroianni, e Il disprezzo di Jean-Luc Godard. Nella seconda metà del decennio accettò diverse offerte da Hollywood, tra cui Viva Maria!, una commedia d’epoca ambientata in Messico con Jeanne Moreau, e Shalako, un western con Sean Connery.

Parallelamente alla carriera cinematografica, Bardot sviluppò anche quella musicale. Registrò la versione originale di Je T’Aime… Moi Non Plus di Serge Gainsbourg, scritta per lei durante una relazione extraconiugale. Tuttavia, temendo lo scandalo dopo che il marito Gunter Sachs lo scoprì, Bardot chiese a Gainsbourg di non pubblicarla. Il compositore la re-incise successivamente con Jane Birkin, ottenendo un enorme successo commerciale.

Nonostante il successo planetario, Bardot trovò la pressione della celebrità sempre più insopportabile. In un’intervista al Guardian del 1996 confessò: “La follia che mi circondava mi è sempre sembrata irreale. Non sono mai stata veramente preparata per la vita di una star”. Si ritirò dalle scene nel 1973, a soli 39 anni, dopo aver girato il film storico romantico La storia edificante e gioiosa di Colinot.

Da quel momento, il suo focus principale divenne l’attivismo per la protezione degli animali. Nel 1977 partecipò alle proteste contro la caccia alle foche e nel 1986 fondò la Brigitte Bardot Foundation. Negli anni successivi inviò lettere di protesta a leader mondiali su questioni come lo sterminio dei cani in Romania, l’uccisione dei delfini nelle Isole Faroe e l’abbattimento dei gatti in Australia. Espresse regolarmente opinioni decise sulla macellazione rituale religiosa.

Tuttavia, l’attivismo di Bardot si intrecciò progressivamente con posizioni politiche sempre più controverse. Nel 2003, il suo libro Un grido nel silenzio abbracciò politiche di destra e attaccò gay, lesbiche, insegnanti e quella che definì “islamizzazione della società francese”, portando a una condanna per incitamento all’odio razziale. Bardot aveva una lunga storia di sostegno al Front National francese, poi ribattezzato Rassemblement National, dichiarando al Guardian di condividere completamente le opinioni di Jean-Marie Le Pen sull’immigrazione. Nel 2006, una lettera all’allora ministro degli interni Nicolas Sarkozy affermava che la popolazione musulmana francese stava “distruggendo il nostro paese imponendo i suoi atti”.

Brigitte Bardot si sposò quattro volte: con Vadim tra il 1952 e il 1957, con Jacques Charrier tra il 1959 e il 1962, con cui ebbe un figlio, Nicholas, nel 1960, con Sachs tra il 1966 e il 1969, e infine con Bernard d’Ormale, ex consigliere di Le Pen, sposato nel 1992. Ebbe anche diverse relazioni di alto profilo, tra cui quelle con Jean-Louis Trintignant e Serge Gainsbourg.

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