A poche ore dall’aggressione che ha scosso Massa nella notte tra sabato e domenica, Francesca Fialdini, nota conduttrice originaria della città toscana, ha affidato a Facebook un post carico di dolore e riflessione dopo aver appreso della morte di Giacomo Bongiorni, che era stato suo compagno di classe.
“Giacomo Bongiorni era un mio compagno di classe. Sapere che è morto a causa di una violenza degenerata, messa in atto da ragazzini è doppiamente doloroso”, ha scritto la giornalista nelle ore successive alla notizia dell’aggressione avvenuta in piazza Felice Palma a Massa. Il 47enne è deceduto dopo essere stato aggredito da un gruppo di giovani mentre trascorreva la serata in compagnia del figlio di 11 anni e altri familiari.
La conduttrice del programma Da noi… a ruota libera in onda su Rai1, ha voluto rendere omaggio a Bongiorni sottolineando come Giacomo abbia agito da padre e da cittadino. Secondo quanto riporta Repubblica, poco dopo la mezzanotte Gabriele Tognocchi, cognato di Bongiorni, aveva rimproverato un gruppo di ragazzi, tra i 16 e i 18 anni, evidentemente ubriachi, che stavano lanciando bottiglie e bicchieri contro la vetrina di un negozio, invitandoli a fermarsi. In risposta, il gruppo lo ha aggredito. Quando Giacomo è intervenuto per difenderlo, è caduto a terra battendo la testa, per poi andare in arresto cardiaco. È morto davanti alla sua compagna, Sara, e al figlio di 11 anni, ora ricoverato in stato di shock. Sara e Giacomo si sarebbero dovuti sposare a breve.
Nel suo intervento sui social, Fialdini non ha nascosto la rabbia e lo sgomento per quanto accaduto, ponendo interrogativi diretti. “Mi chiedo ora dove siano i papà di quei ragazzi e anche dove siano gli altri cittadini, quelli che ci governano pensando che parlare di educazione emotiva a scuola non serva a nulla”, ha scritto la conduttrice, sollevando il tema dell’assenza di modelli educativi e della mancanza di alternative per i giovani.
Fialdini ha poi aggiunto una critica più ampia alla comunità e alle istituzioni: “Ma anche quelli che non mettono in piedi nessuna offerta alternativa credibile per i giovani, che oggi hanno evidentemente bisogno di altro per una socializzazione sana e rispettosa”
Il dolore di Fialdini si è concentrato anche sulla figura più fragile di questa tragedia: il bambino che ha assistito all’intera scena. “Ora però piango un compagno di giochi, un padre di famiglia, e anche un bambino – suo figlio – che ha visto tutto”,
L’appello finale di Francesca Fialdini è stato rivolto alla città di Massa e all’intera comunità. “Come città dovremmo stare vicino alla sua famiglia. Non con la rabbia della vendetta ma con la salda convinzione che questa tragedia debba trasformare le coscienze di questa comunità ferita. E impoverita”, ha concluso, firmando il messaggio con un ultimo saluto all’amico: “Ciao Giacomo! Ragazzone sorridente”.
Le parole della conduttrice hanno toccato migliaia di persone sui social, aprendo un dibattito sul tema della violenza giovanile, dell’educazione emotiva nelle scuole e della responsabilità genitoriale.
Sempre stando a quanto riporta Repubblica, nelle ore successive alla tragedia, i giovani coinvolti nell’aggressione sono stati convocati in caserma dai Carabinieri per essere ascoltati. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e accertare le responsabilità individuali in quella che appare come un’escalation di violenza finita nel modo più tragico possibile, sotto gli occhi di un bambino che ha perso il padre.
