Al Bano Carrisi ha offerto ospitalità a Nathan Trevallion, Catherine Birmingham e ai loro tre bambini, il discusso nucleo familiare diventato celebre come la famiglia nel bosco dopo l’allontanamento dei minori disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila lo scorso 20 novembre.
In un’intervista rilasciata al settimanale Gente – rilanciata da TvBlog – il cantante di Cellino San Marco ha lanciato un invito esplicito:
“Se ci fosse ancora bisogno, li invito a venire in Puglia a vedere una casa che potrei mettere a loro disposizione. Vengano a vedere, se è di loro gradimento possono restare quanto vogliono”
Al Bano non ha specificato se chiederebbe qualcosa in cambio, alla famiglia di Trevallion e Birmingham (anche in termini di forza lavoro) ma l’offerta riguarda una proprietà all’interno del grande podere che Al Bano possiede in Salento, una tenuta che comprende vigneti, uliveti, una masseria seicentesca con vari edifici e strutture ricettive e di ristorazione. Un luogo dove la famiglia potrebbe trovare la dimensione di vita rurale che cercava, ma con tutte le condizioni di sicurezza e comfort necessarie.
Carrisi ha raccontato poi di aver vissuto un’esperienza simile a quella della famiglia Trevallion. “Anch’io negli anni ’70 lasciai la grande città per vivere in un bosco a due chilometri e mezzo dal centro abitato: non c’era acqua, non c’era elettricità, niente telefono”, ha raccontato il cantante. Da quello che era un terreno non edificato, ma che piacque molto a Romina Power, poi Al Bano ha sviluppato quella che oggi sono le Tenute Al Bano, una struttura che include uffici e sala di registrazione dell’artista, ma anche locali aperti al pubblico ristorante, spa, enoteca e persino una chiesetta.
Al Bano ha raccontato anche che qualche tempo fa andò a trovarlo Vittorio Sgarbi, che rimase colpito dalla struttura.
“Voleva complimentarsi con chi aveva concepito tutto questo. Quando gli ho rivelato di averlo progettato io, ha chiamato la sorella Elisabetta consigliandole di pubblicare un libro dal titolo: ‘Al Bano architetto’“.
Il caso della famiglia del bosco continua a dividere l’opinione pubblica e a mobilitare diverse figure istituzionali. Anche l’ex magistrato Antonio Di Pietro li ha difesi, ricordando che lui da piccolo ha vissuto in campagna, in condizioni simili. I tre figli minori erano stati allontanati dal casolare di Palmoli dove vivevano con i genitori e trasferiti in una struttura protetta. Intanto resta pendente il ricorso presentato dai legali della coppia contro l’ordinanza di allontanamento: l’udienza di merito in Corte d’Appello dell’Aquila è fissata per il 16 dicembre, data che potrebbe rappresentare una svolta definitiva per la vicenda.
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