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Home » Personaggi » Alfonso Signorini parla dopo lo scandalo: il compagno, i finti amici e la replica alle accuse: “Non sono un santo”

Alfonso Signorini parla dopo lo scandalo: il compagno, i finti amici e la replica alle accuse: “Non sono un santo”

Alfonso Signorini oggi rompe il silenzio dopo lo scandalo Corona: parla del compagno, dei finti amici e del difficile periodo vissuto lontano dai media.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco5 Luglio 2026
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Alfonso Signorini
Alfonso Signorini
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Quasi sette mesi dopo lo scandalo sollevato da Fabrizio Corona, Alfonso Signorini rompe finalmente il silenzio su come ha vissuto quest’ultimo periodo della sua vita, la reazione del suo compagno, degli amici che lo hanno abbandonato, dell’affetto degli sconosciuti e lo ha fatto in un’intervista concessa a Il Giornale, poco dopo il debutto della rappresentazione della Boheme all’Arena di Verona, di cui ha firmato la regia.

Come è noto, Signorini non è solo un conduttore televisivo, scrittore e giornalista ma anche un regista di opere liriche. Ed è proprio dall’opera, che ha deciso di ripartire. Fino ad ora non aveva detto nulla sulle rivelazioni di Corona, ha solo affidato brevi frasi ai suoi legali.

Oggi Alfonso Signorini abita in una tenuta isolata sulle colline del veronese, per motivi di lavoro legati al suo nuovo incarico. La prima cosa che ha fatto, quando è esploso lo scandalo è stata quella di “Costruirsi una bolla” nella quale si è isolato totalmente per staccare dai media, dal mondo della tv e dei giornali. Lo ha fatto per sopravvivere: “Perché tu sei al centro di un clamore mostruoso, una gogna mediatica che vuole annientarti, e devi in qualche modo capire come sopravvivere. Non come vivere: come sopravvivere”. E chi non ce la fa “si ammazza”. Lo ha fatto anche per impedire agli altri di farlo “sentire sporco per una cosa della quale non mi devo assolutamente vergognare“

“Se io non fossi stato una persona strutturata e se non avessi avuto il supporto di pochissimi amici e il lavoro straordinario dei miei avvocati, non ce l’avrei fatta”

Nella bolla, spiega, non ha permesso a nessuno di entrare. “Ho detto ai miei avvocati: “Voi mi sostituite. Io non voglio sapere più niente” Ho cambiato anche il numero di telefono per evitare i messaggini degli amici”

Alfonso Signorini
Alfonso Signorini

Lui, spiega, ce l’ha fatta grazie al suo compagno, il politico Paolo Galimberti: “Aveva tutto il diritto di dirmi “arrivederci e grazie” e invece mi è stato a fianco giorno dopo giorno”. Si aspettava il suo sostegno, perché lo conosce bene, ma sottolinea che “Non è una cosa così scontata”

Signorini ha chiarito che non ha lasciato Chi a causa della gogna mediatica, perché era una decisione che era stata già concordata con l’azienda molti mesi prima.

“Avevo raccontato per 40 anni della mia vita il mondo dello spettacolo, della politica, del costume. Da un po’ di tempo ero stanco. Mi sentivo fuori posto. Non mi andava più da un pezzo, anche perché grazie al cielo ho delle risorse alternative. Alla fine ho avuto proprio l’esigenza di staccare”

Ha dichiarato di non essersi mai identificato davvero del giornalismo e della tv – che non gli manca, pur non escludendo di tornarci un giorno. E pur ribadendo l’affetto che lo ha legato a Silvio Berlusconi, ha sottolineato che non frequentava il suo ambiente.

“All’inizio mi piaceva. Il Grande Fratello era il programma più virale, più commentato e più crocifisso del pianeta. Due volte alla settimana per sei mesi era pesante. Io avevo in cambio popolarità, soddisfazione e un successo che accarezzava il mio ego. Però non andavo a fare le vacanze coi colleghi. C’era distacco. Lo stesso col mondo del giornalismo. Ho fatto il direttore per 18 anni. Credo di essere stato il direttore meno legato ai circoli del potere“

E riguardo il potere, nello specifico, sottolinea che un’accusa tra le tante che gli sono state mosse, quella che proprio non accetta è quella di aver abusato del suo potere: “Io non ho mai considerato il potere. Sempre rifuggito. Altrimenti chissà dove sarei arrivato”

Silvio Berlusconi nel 2018
Silvio Berlusconi nel 2018 – Photo by andreadelbo / depositphotos

E su Berlusconi: “Ho avuto un grande affetto per Silvio Berlusconi. Enorme. Perché se lo meritava. Ma non frequentavo Arcore. Lui mi chiamava: Perché non sei mai alle mie cene?, mi chiedeva. Rispondevo: Non fa per me”

Quando ha deciso di uscire e affacciarsi al mondo dopo lo scandalo ha avuto paura, ma a suo dire la gente ha avuto una reazione di solidarietà nei suoi confronti.

“Sarei bugiardo se dicessi che non ho provato quella paura. Però dalla prima volta che sono uscito mi sono reso conto che le persone non solo non mi additavano, ma si avvicinavano e lo fanno tutt’ora, per esprimere la loro solidarietà. La paura era solo nella mia testa ma la realtà ha raccontato altro”

Al Giornale ha poi raccontato di aver ricevuto manifestazioni d’affetto da sconosciuti. Una donna gli ha inviato dei soldi (che non ha accettato) per sostenere le sue spese legali.

“Un giorno mi è arrivata una raccomandata da Firenze: 1780 euro di una ex farmacista di 78 anni. Mi ha scritto: Io la seguivo in tv, io guardo negli occhi le persone e ho visto chi è lei. Voglio partecipare alla sua difesa”

Fabrizio Corona a Falsissimo
Fabrizio Corona a Falsissimo (Youtube)

Riguardo la condivisione del materiale privato ed esplicito sottolinea che non è un santo, ma rivendica il diritto di vivere il proprio privato in libertà. Ma soprattutto argomenta che c’è stata una differenza netta tra ciò che lui è e la narrazione che è stata portata avanti. “So chi non sono. E chi non sono è quello che è stato raccontato”

“Non sono Bernadette né mi considero un santo. Sono una persona che vive la vita nella sua totalità e con tutti i suoi colori. Sono fermamente convinto che ognuno nella sua vita privata debba avere il diritto di fare quello che gli pare. Se non commetti reati, non puoi essere privato di questa libertà”

Signorini ha poi parlato a Il Giornale della solidarietà che gli è arrivata in privato da “pezzi grossi” che però hanno avuto paura di sostenerlo pubblicamente. Per non parlare del silenzio di sedicenti amici.

“Il silenzio di certe persone che si professavano fratelli, amici, che in passato con biglietti e lettere manifestavano tutta la loro stima professionale e il loro affetto. E che sono letteralmente spariti. Neppure il gesto di prendere in mano il telefono per chiedermi Come stai?. Ecco, tutto questo dopo trent’anni di frequentazioni, di attestati di affetto, non me lo sarei mai, dico mai, aspettato. Una mancanza di umanità, di empatia che mi ha profondamente ferito. È una cosa che non dimenticherò facilmente. Ma non è questo il momento per lasciarsi andare a questo genere di considerazioni”

E poi ancora: “Ho ricevuto telefonate di persone molto importanti anche nel mondo dello spettacolo. Parlo anche di numeri uno che dicevano: È una vergogna quello che ti stanno facendo. Io gli rispondevo: Vero, allora perché non lo dichiari pubblicamente?. Allora abbassavano la voce e sussurravano: Non posso, sennò vengo messo in croce anche io. Tacere significa essere conniventi con un sistema che potrebbe colpire chiunque”

Una critica dura la riserva anche alle associazioni LGBT+

“C’è stata un’omofobia mostruosa“ – sottolinea, ma da loro silenzio totale – “Eppure si muovono spesso, a volte anche in situazioni molto meno evidenti di omofobia. La cosa paradossale è che se un etero si approccia ad una ragazza nessuno ha niente da dire. Se a farlo è un omosessuale viene messo in croce. Anche questa è una battaglia civile da fare”

Ha spiegato che oggi le persone che contano nella sua vita sono poche. E sul suo “carro” non vuole più nessuno.

“Sono felicissimo che non ci sia più nessuno sul mio carro. Ma voglio che non salga più nessuno. Pur senza rinunciare alla mia vita e alla mia generosità”

Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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