Nella serata di ieri Pedro Almodovar ha ricevuto un importante riconoscimento, il 50esimo Chaplin Award, che gli è stato consegnato al Lincoln Center, a Manhattan, dove tra l’altro ha girato una scena de suo ultimo film, La stanza accanto. Nella stessa occasione il regista spagnolo ha tenuto un lungo discorso nel quale si è rivolto direttamente al presidente USA Donald Trump definendolo senza mezzi termini come una figura politica che sarà ricordata come “un disastro per l’umanità” e ha paragonato gli USA a paesi sotto regime come la Corea del Nord.
Nello stesso discorso, ripreso da Variety e da El Pais Almodovar ha parlato anche del recente blackout che ha messo in ginocchio la Spagna, ma anche dei suoi inizi come filmaker nel suo Paese, che usciva dalla dittatura di Franco. E ha toccato temi caldi come la deportazione degli immigrati negli USA, la guerra tra Russia e Ucraina e i diritti delle persone trans.
“Avevo dei dubbi se fosse opportuno venire in un paese, come se fossi invitato in Russia, Cina o Corea del Nord, un paese governato da un lunatico autoritario e narcisista, che non rispetta i diritti umani. Trump e i suoi amici, milionari e oligarchi, non possono convincerci che la realtà che vediamo con i nostri occhi sia l’opposto di ciò che stiamo vivendo. Stravolge le parole per dar loro significati che non hanno. Gli immigrati non sono criminali. Zelensky non è un dittatore. Putin sì. Ed è stata la Russia a invadere l’Ucraina”
Il regista si è poi rivolto direttamente al POTUS, gettando benzina sul fuoco:
“Signor Trump, sto parlando con lei e spero che ascolti quello che sto per dirle. Passerà alla storia come il più grande errore del nostro tempo. La sua ingenuità è paragonabile solo alla sua violenza. Passerà alla storia come uno dei danni più grandi per l’umanità. Passerà alla storia come una catastrofe“
Pedro Almodóvar s’adresse à Donald Trump :
« Mr. Trump, I’m talking to you, and I hope that you hear what I’m going to say to you. You will go down in history as the greatest mistake of our time. »pic.twitter.com/5Iew4wj3gR
— Mehdi Omaïs (@MehdiOmais) April 29, 2025
Come abbiamo accennato in apertura, Pedro Almodovar ha anche ripercorso gli inizi della sua carriera, spiegando che essendo cresciuto sotto la dittatura di Francisco Franco, per lui fu una fortuna iniziare a muovere i primi passi nella regia proprio nel periodo in cui la Spagna si lasciava alle spalle il regime e andava incontro alla democrazia. “È impossibile spiegare cosa significasse quel sentimento di libertà assoluta per un giovane che voleva fare cinema”
Almodovar ha voluto dedicare il suo premio ai deportati, ad Hunter Schafer, l’attrice trans di Euphoria a cui è stata negata l’identità di genere nel rinnovo del passaporto, e all’Università di Harvard, per non essersi arresa nella guerra di Trump “contro la conoscenza e la cultura, usando come armi le bugie e la disinformazione”
El Lincoln Center de New York celebra estos días el cine de Pedro Almodóvar otorgándole el prestigioso Premio Chaplin.#culturainquieta pic.twitter.com/fTidhs7E13
— Cultura Inquieta (@culturainquieta) April 29, 2025
Sul palco, Almodovar è stato affiancato da personalità e amici come John Waters, Dua Lipa, John Turturro, Rossy De Palma, il ballerino Mikhail Baryshnikov, che ha regalato al pubblico una performance di flamenco.
Rossy De Palma, che ha recitato per Almodovar in numerose occasioni ha detto: “Entrare nel suo mondo significa entrare in un luogo in cui non ci si scusa per essere ciò che si è e non ci si sente in colpa per tutto ciò che comporta essere una donna”
Ricordiamo che l’ultimo film del regista, La stanza accanto, è in streaming.
