Alvaro Vitali torna a parlare in una lunga intervista su Repubblica dove svela che, dopo tanti anni di carriera, è stato abbandonato dal cinema e dal mondo dello spettacolo. Oggi per vivere si poggia sulla pensione di 1200 euro che è la sua unica fonte di reddito. Svela poi alcuni particolari interessanti sulla sua carriera.
L’attore non si spiega perché negli ultimi anni sia un po’ sparito dagli schermi: “Ero così famoso che non potevo nemmeno entrare in un ristorante. Poi il telefono improvvisamente ha smesso di squillare. Non mi spiego perché, ero popolarissimo. Lo sono ancora a 72 anni, ma mi fermano per strada e mi chiedono i selfie. Io ho salvato il cinema, la commedia italiana. Dopo un periodo di depressione ora arrotondo facendo spettacoli, soprattutto al sud nei teatri. A Roma poco, non c’è più il culto della serata. Di pensione ora prendo 1200 euro, mi hanno fregato un sacco di contributi“.
La sua carriera è iniziata un po’ per caso: “Facevo l’elettricista, mi ha scoperto Federico Fellini. Non sapevo neanche chi fosse, io al cinema andavo a vedere i film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia”. Torna poi ai suoi esordi: “Avevo 18 anni e guadagnavo 16mila lire a settimana, poi sono stato reclutato per una parte di Satyricon. Prendevo settantamila lire al giorno per sette giorni. Fellini rideva quando gli dicevo che non avevo capito un cazzo. Ho fatto cinquanta film. Ero ricco? Cambiavo macchina e donne ogni tre mesi”.
Il suo successo e la notorietà arriva proprio con Fellini: “Amarcord mi diede notorietà. Nando Cicero, che era stato l’aiuto regista di Francesco Rosi, stava preparando L’insegnante con Edwige Fenech, mi chiamò. Dovevo interpretare un alunno siciliano che le sbavava dietro. Non poteva chiedermi di meglio. Mi ero sempre ispirato a Lando Buzzanca”.
