Anna Wintour, figura leggendaria dell’editoria di moda, ha annunciato che lascerà il ruolo di direttrice di Vogue America dopo ben 37 anni. Una notizia che segna la fine di un’epoca. La comunicazione ufficiale è arrivata oggi, direttamente ai membri della redazione. Il magazine è ora alla ricerca di una nuova guida per l’edizione USA, mentre Wintour, che ha 75 anni, continuerà a rivestire due ruoli centrali: sarà ancora chief content officer di Condé Nast e direttore editoriale globale per tutte le edizioni di Vogue nel mondo. Questo le permetterà di dedicarsi interamente al coordinamento strategico dei contenuti delle testate internazionali.

Come spiega The Hollywood Reporter, l’uscita di Anna Wintour dalla direzione statunitense di Vogue fa parte di una ristrutturazione che Condé Nast ha avviato circa quattro anni fa. In ogni paese in cui il gruppo è attivo, da Francia e Italia fino a Giappone, India e Medio Oriente, è previsto un responsabile editoriale locale che fa riferimento al direttore editoriale globale, incarico che resta nelle mani di Wintour. La nuova figura per gli Stati Uniti si aggiungerà a questo schema già consolidato, proprio mentre Condé Nast sta ridefinendo le leadership di molti suoi brand chiave: basti pensare alla recente nomina di Mark Guiducci alla guida globale di Vanity Fair, dopo l’uscita di scena di Radhika Jones.

Anna Wintour ha assunto la direzione di Vogue U.S. nel 1988, succedendo a Grace Mirabella. Il suo esordio fu subito rivoluzionario: la prima copertina che firmò per il numero di novembre di quell’anno mostrava la modella israeliana Michaela Bercu in jeans Guess e una giacca di Christian Lacroix decorata con una maxi croce di strass. Un’immagine che stravolse i canoni visivi dell’epoca, rompendo con i ritratti iper-curati delle copertine precedenti. “Aveva qualcosa di diverso, rompeva tutte le regole”, scrisse la stessa Wintour nel 2012 sul sito di Vogue, spiegando che non c’erano dietro simbolismi religiosi o scelte programmatiche, ma solo l’intuizione di un cambiamento culturale in atto.

In questi decenni, Wintour ha contribuito a plasmare l’estetica e il linguaggio della moda contemporanea, trasformando Vogue in un riferimento globale. La sua figura, fredda e determinata, ha persino ispirato il personaggio di Miranda Priestly nel romanzo e film Il diavolo veste Prada, interpretato magistralmente da Meryl Streep – film del quale è in arrivo un sequel. Con la sua inconfondibile frangetta, gli occhiali scuri e il controllo assoluto su ogni dettaglio editoriale, Anna Wintour è diventata un simbolo non solo del fashion system, ma di un modo rigoroso e sofisticato di intendere il potere culturale.

Oggi, pur lasciando la direzione della testata americana, la sua influenza resta intatta. Come responsabile dei contenuti per Condé Nast — eccetto The New Yorker — continuerà a guidare brand come GQ, Wired, Vanity Fair, Glamour, Bon Appétit e molti altri.
