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Home » Personaggi » Antonella Di Veroli, il movente dell’omicidio dell’armadio secondo sua sorella

Antonella Di Veroli, il movente dell’omicidio dell’armadio secondo sua sorella

Il movente dell'omicidio di Antonella Di Veroli, ipotizzato da sua sorella Carla, che ha chiesto l'apertura del caso sul "delitto dell'armadio" mai risolto.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco22 Maggio 2024
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Antonella Di Veroli
Antonella Di Veroli
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Il caso della commercialista Antonella Di Veroli, uccisa il 10 aprile 1994 e rinchiusa in un armadio nella sua abitazione di Via Oliva 8 a Roma è uno di quelli di cui torna a parlare il programma Chi l’ha visto? ma ad oggi resta un cold case, nonostante ai tempi siano state ipotizzate due piste investigative che vedevano protagonisti due ex amanti della donna.. Secondo la sorella di Antonella, Carla Di Veroli, il movente dell’omicidio è legato al suo lavoro e ipotizza che la vittima si fosse rifiutata di firmare un bilancio illecito. Per questo l’assassino le sparò in testa, senza ucciderla, le infilò un sacchetto di plastica sulla testa e poi occultò il suo corpo nell’armadio, chiudendo le ante con del mastice per parquet.

Antonella Veroli con un cane
Antonella Veroli nel suo studio, con un cane

Carla Di Veroli oggi ha chiesto la riapertura del caso e ha dichiarato al Corriere della Sera che secondo lei Antonella fu vittima di un delitto d’impeto, ma legato al suo lavoro.

“Ne sono convinta. Qualcuno le sottopose un bilancio aggiustato, della contabilità opaca che lei rifiutò di sottoscrivere. Minacciò lo scandalo. Ed è per questo che fu uccisa. Un omicidio d’impeto non vuol dire passionale.”

In una precedente intervista a Repubblica, Di Veroli disse che secondo lei Antonella conosceva bene il suo assassino, altrimenti non lo avrebbe fatto entrare in casa, per giunta in pigiama e struccata. Inoltre ipotizzò che l’assassino non fosse solo e avesse un complice che lo avrebbe aiutato ad occultare il corpo della commercialista nell’armadio. Carla ribadisce che l’assassino di sua sorella è in una piccola cerchia di persone e soprattutto è nelle carte processuali.

L'armadio in cui fu trovato il corpo di Antonella Di Veroli
L’armadio in cui fu trovato il corpo di Antonella Di Veroli – fonte NewsTuscia.it

Antonella Di Veroli scomparve il 10 aprile e fu ritrovata morta due giorni dopo da sua sorella e da suo marito insieme al ragionier Umberto Nardinocchi, ex amante della vittima, che a più riprese erano stati a casa della commercialista, ma non avevano pensato a guardare nell’armadio. Il corpo di Veroli era rannicchiato contro la parte dell’armadio a muro e coperto da abiti e cuscini. Nardinocchi fu coinvolto nelle indagini e poi prosciolto da ogni accusa e come lui anche un altro ex amante di Antonella, il fotografo Vittorio Biffani, a cui Antonella aveva concesso un prestito di 42 milioni di lire.

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