Diego Abatantuono si è reso protagonista di un simpatico siparietto andando a commentare un post su Facebook di Today.it. La testata online di informazione generalista aveva riportato il link di un articolo di Alberto Berlini che spiegava la scoperta del tesoro scomparso di Attila. L’attore commenta con un sarcastico “Era ora ragazzi” facendo tornare alla memoria uno dei suoi ruoli più celebri, Attila – flagello di Dio. 
Che l’attore fosse simpatico ne aveva dato prova più volte, che fosse così tecnologico un po’ meno. Per questo alcuni si sono sorpresi della sua prontezza nel commentare una notizia seria con la solita tagliente ironia. Nel 1982 proprio Abatantuono interpretava il ruolo del re degli Unni nel film Attila flagello di Dio di Castellano e Pipolo.
Molte frasi di quel film sono entrate nell’immaginario collettivo come lo spelling fatto sul suo nome: “A come atrocità, t come terremoto e tragedia, I come ir’ di Dio, L come lago di sangue e A come adesso vengo e ti sfascio le corna”. Non sarebbe stato lo stesso però se quelle frasi fossero pronunciate da qualcun altro anche perché l’attore milanese, all’epoca appena 27enne, riusciva a trasformarle in leggenda della storia del cinema italiano.
Era per Diego Abatantuono il momento della vera consacrazione, in un 1982 che lo vide protagonista addirittura di sette pellicole tra cui Viuuulentemente mia di Carlo Vanzina e sempre di quest’ultimo Eccezzziunale… veramente. Sicuramente per l’artista il ruolo di Attila è rimasto uno dei più iconici e oggi l’ha voluto ricordare, quarant’anni dopo, con un intervento su Facebook riuscitissimo.
