Sophie Taricone, figlia di Pietro Taricone e Kasia Smutniak, oggi ha 22 anni ed è apparsa sul red carpet della Festa del Cinema di Roma 2026 accanto alla madre, in occasione della presentazione di Mustang, il documentario che racconta una storia personale e un legame speciale con il Nepal. Non è la prima volta che la giovane partecipa a un evento pubblico, ma ogni sua apparizione colpisce per la somiglianza con il padre, indimenticabile protagonista della prima edizione del Grande Fratello, diventato poi attore. A ricordarlo non sono soltanto i lineamenti, ma anche le espressioni, lo sguardo e quel sorriso che sembrano aver attraversato il tempo.
@comingsoon.it #KasiaSmutniak e #SophieTaricone hanno sfilato abbracciate sul red carpet della Festa del Cinema di Roma per presentare #Mustang, il documentario diretto da Kasia che ripercorre oltre vent’anni di ricordi, amore e promesse mantenute, a partire da un viaggio in Nepal fatto insieme a Pietro nel 2003. E forse è proprio questo a rendere i loro abbracci così emozionanti: sapere quanta storia, quanta vita e quanto amore ci siano dietro. ❤️ #davedere #filmdavedere ♬ audio originale – Comingsoon.it
Oggi Sophie è un’artista visiva e si dedica alla fotografia e alla pittura. Quando Pietro Taricone è morto, il 29 giugno 2010, in seguito a un incidente con il paracadute avvenuto a Terni, lei non aveva ancora compiuto sei anni. A distanza di tanti anni, è stata proprio la figlia a contribuire alla nascita del progetto cinematografico presentato da Kasia Smutniak a Roma, dando nuovo significato a immagini e ricordi rimasti a lungo custoditi.
La storia di Mustang comincia nel 2003, quando Kasia e Pietro, che si conoscevano da poco, partirono insieme alla scoperta di una remota regione del Nepal. Avevano con sé una piccola videocamera, con cui documentarono quel viaggio. A scegliere la destinazione era stato proprio Taricone, come ha ricordato l’attrice.
Durante quell’esperienza, i due si erano ripromessi di tornare un giorno in quei luoghi per fare qualcosa di concreto a tutela della cultura locale. La morte di Pietro non ha spezzato del tutto quella promessa, perché il progetto è andato avanti grazia anche a Sophie. Molti anni dopo, la ragazza ha ritrovato i video del primo viaggio dei genitori e le immagini delle successive visite che Kasia aveva compiuto insieme a lei quando era ancora piccola.
Da quei ricordi è ripartito un percorso che ha portato all’incontro con Kunzom, una donna che ha avuto un ruolo importante nella realizzazione di quella promessa. Il progetto ha così preso forma nella costruzione di una scuola, pensata per permettere ai bambini della regione di continuare a studiare senza essere costretti a lasciare le proprie famiglie.
Nel documentario Sophie diventa parte attiva della storia prestando anche la propria voce al racconto. Un coinvolgimento nato in modo spontaneo, come ha spiegato Kasia Smutniak.
“Mia figlia è diventata parte del racconto, lo ha scelto per lei in qualche maniera”, ha raccontato l’attrice. Poi ha ripercorso un momento che ha segnato l’inizio di questa nuova fase: quando Sophie, ormai adulta, decise di affrontare da sola il suo primo viaggio in Mustang, a 19 anni.
“Qualche settimana prima della partenza mi ha chiesto ‘Dov’è la telecamera di papà?’, in quel momento mi sono resa conto che le cose si stavano già compiendo. In qualche modo è stata proprio lei a portarmi a farlo”, ha aggiunto Smutniak. Il ritorno in Mustang, attraverso le immagini del passato e lo sguardo di Sophie, ha permesso così di riprendere un filo lasciato in sospeso molti anni prima.
Mustang arriverà nelle sale cinematografiche il 23 novembre.
Visualizza questo post su Instagram
