Bandiera, canzone della giovane cantautrice palermitana Giulia Mei, citata più volte da Chiara Ferragni come un vero e proprio inno, non parla esclusivamente di femminicidi, ma si presenta piuttosto come la celebrazione sfrenata di un’emancipazione femminile totale, vera e autentica, lontana dalle apparenze e dal conformismo: l’io narrante professa un desiderio di libertà totale nei comportamenti, senza tema di dover affrontare il giudizio altrui.
Appare in quest’ottica evidente il significato del titolo, laddove la bandiera, vessillo di ribellione, non è fatto di panno, bensì di pelle e carne, simbolo della propria identità, dell’essere ciò che si è, fisiologicamente ma anche spiritualmente.

Nessuna sfera del vivere è esente da questa spietata messa alla berlina, a partire dall’ambito religioso, passando a quello affettivo, per arrivare alla discussione della propria percezione corporea, che non aderisce ad alcun dettame o convenzione sociale. Un solo e chiarissimo slogan sembra essere il comune denominatore del testo: “Nessuno può dirmi cosa devo fare, e come devo essere”

Naturalmente, nel testo trovano spazio anche non troppo velati riferimenti ad aggressioni che le donne subiscono dagli uomini. Anche le aspettative sociali di vita cui le donne spesso sentono di doversi attenere, vengono qui svestite di qualsivoglia importanza fattuale e ridotte a semplici imposizioni da scardinare. Solo così le cose potranno cambiare e la guerra – in cui le donne sempre soccombono – “finire”
Libera, voglio essere libera
Di non portare o portare un velo
Truccarmi tantissimo
Non depilarmi per mesi, per anni
Libera, voglio essere libera
Di uscire la sera, tornare da sola
Senza la paura
Persino del tipo della spazzatura
Di fare un figlio anche a quarant’anni
Di divorziare, poi risposarmi
Amare un uomo con dieci anni in meno
Che mi vuole bene, bene davvero
Fare l’amore, girare un porno
Cambiare letto pure ogni giorno
E di morire come mi pare
Non massacrata da un criminale
Non dalle pietre di un titolista
Né dalle carte di un penalista
Dai timorati figli di Dio
Che sputano m..da e premono invio
Sputano m..da e premono invio
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
Della mia f..a farò moneta
O simulacro di nuova vita
Delle mie mani farò cantieri
O fragilissimi tulipani
Della mia vita farò una bandiera
Che brillerà nella notte scura
Della mia vita farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
Della mia f..a farò una bandiera
Che brillerà nella notte nera
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia f..a farò una bandiera)
(Che brillerà nella notte nera)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia f..a farò una bandiera)
(Che brillerà nella notte nera)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia f..a farò una bandiera)
(Che brillerà nella notte nera)
(Ah-ah, ah-ah, ah-ah-ah-ah)
(Della mia f..a farò una bandiera)
Libera, prima o poi sarò libera
Quando la guerra sarà finita
Ritorneremo tutte alla vita
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In un’intervista a Sette, la giovane cantante ha comunque voluto lanciare un messaggio diretto alle istituzioni e a tutti i suoi ascoltatori, specie uomini: non minimizzare la portata del fenomeno della violenza sulle donne
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