Bella Ramsey, giovane attrice nota per il ruolo di Ellie nella serie di The Last of Us, ha recentemente rivelato di aver ricevuto una diagnosi di autismo durante le riprese della prima stagione dello show. Una confessione sincera, nata da un percorso di autoconsapevolezza e confermata da una valutazione psichiatrica formale. Ramsey ha raccontato come la diagnosi sia stata un momento liberatorio, capace di restituirle una nuova gentilezza verso sé stessa e le sue difficoltà quotidiane.

Durante le riprese in Canada di The Last of Us stagione 1 un membro della troupe, notando alcune caratteristiche peculiari di comportamento, ha ipotizzato che Ramsey potesse essere autistica — un’osservazione che ha spinto l’attrice a cercare una valutazione clinica. Il risultato è stato una conferma di qualcosa che Ramsey aveva sempre sospettato ma mai esplorato fino in fondo. Fin da piccola, infatti, si era sentita diversa, “strana” e “solitaria”, più a suo agio con gli adulti che con i coetanei, spesso destabilizzanti e imprevedibili.
I segnali c’erano: problemi con determinati stimoli sensoriali, come per gli indumenti pesanti richiesti dalle riprese in ambienti rigidi, e una dolorosa iperconsapevolezza delle espressioni facciali e del linguaggio del corpo altrui. Ramsey ha vissuto a lungo con la sensazione di dover apprendere ‘manualmente’ le regole della socializzazione, osservando e studiando gli altri. E proprio questa attenzione ai dettagli umani, questa continua osservazione del mondo, ha finito per diventare un punto di forza nel suo mestiere di attrice.

In un’intervista a British Vogue, Ramsey ha anche raccontato quanto la diagnosi le abbia permesso di sentirsi più libera, offrendole uno sguardo più compassionevole verso sé stessa, soprattutto rispetto a quelle attività quotidiane che “tutti sembrano fare con facilità” ma che per lei rimangono ostacoli reali. Sul set, la routine diventa un’ancora: sapere a che ora arrivare, cosa indossare, dove stare e cosa mangiare la aiuta a sentirsi al sicuro e organizzata. La sua neurodivergenza, quindi, non è un ostacolo, ma una lente attraverso cui ha imparato a interpretare la realtà — e i personaggi — con maggiore profondità.
“Ho sempre osservato e imparato dalle persone. Il fatto di dover imparare in modo più “manuale” come socializzare e interagire con chi mi sta intorno mi ha aiutato nella recitazione. Ho un orario di chiamata, mi dicono cosa indossare, come stare, dove posizionarmi e cosa mangiare. Mi permette di camminare nel mondo con più grazia verso me stessa, per il fatto di non riuscire a fare quelle semplici cose quotidiane che tutti gli altri sembrano riuscire a fare con facilità”
Quando le è stato chiesto perché abbia deciso di condividere pubblicamente la diagnosi, Ramsey ha risposto con semplicità: “Non c’è motivo per cui la gente non debba saperlo.”

Come scrive The iPaper, Ramsey aveva dichiarato di essere neurodivergente, senza però specificare la diagnosi esatta, già nel 2023
“Sono neurodivergente. E credo che, insomma, faccio molto masking.. Sono una vera esperta nel mascherare. È davvero stancante essere sempre “accesa” socialmente. Mi accendo, socializzo e poi, mi dico, ‘ah, cavolo. Ho bisogno di tempo per riprendermi. Per questo mi sembra di recitare da quando ero piccola. Ma io recito, non mento. C’è una grande differenza tra recitare e mentire”
