Dopo il suo ritorno in Italia, dopo essere rimasta bloccata a Dubai allo scoppio del conflitto USA – Iran, Big Mama ha condiviso un lungo post per fare chiarezza su molte polemiche e inesattezze circolate sui social, in merito alla sua disavventura. Ha sottolineato di aver pagato tutto il viaggio di ritorno con i suoi soldi, ha sottolineato di non aver mai detto di odiare l’Italia, pur confermando che non si sente rappresentata dall’attuale governo, per la sua sessualità. E che chiedere aiuto resta nel suo diritto. Ha ringraziato i locali che si sono messi a disposizione e i tantissimi italiani che hanno aiutato lei e la sua compagna. Ma ha dedicato parole di fuoco – “fate schifo” – agli italiani che da casa le hanno augurato il peggio e messo in giro maldicenze nei suoi confronti.
“Siamo a casa. Ci tengo a chiarire, prima di leggere ulteriori fake news sul mio conto, che io e la mia ragazza siamo rientrate a casa da Dubai, con la stessa compagnia aerea del viaggio originale” – ha detto Marianna Mammone, questo il vero nome della rapper – “Dopo giorni di chiamate e di attesa in aeroporto siamo riuscite, con altri italiani incontrati in hotel, a cambiare il nostro biglietto del 28 febbraio con un biglietto di un aereo partito ieri mattina, 5 marzo. Biglietto che avevo pagato con i miei soldi, come il taxi che ho utilizzato per arrivare in aeroporto a Dubai”
Mammone ha poi fatto chiarezza su molte cose che sono state dette su di lei: “Vorrei sfatare anche un po’ di miti girati in questi giorni sul mio conto: sono una cittadina italiana con residenza a Milano e pago le tasse allo stato. Ho anche io il diritto di chiedere aiuto, se serve, a prescindere dai miei ideali politici. Mi sembra grave non saperlo e non riconoscerlo”
“Non ho mai detto di odiare l’Italia. La amo da morire e cerco di portarla nel mondo ogni volta che posso. Alla domanda in un’intervista: “Per la tua sessualità ti senti rappresentata dallo stato italiano?”, risposi “no”. Non penso neanche di dovermi giustificare, sinceramente. Alla domanda “e se volessi una famiglia cosa faresti?” Ho risposto che avrei tentato all’estero, perché è più facile, ma in quel momento non era nei miei pensieri. In Europa, i paesi dove è più facile e legalmente sicuro per due donne lesbiche accedere a tecniche di procreazione assistita, sono quelli che riconoscono la piena uguaglianza genitoriale. Quindi no, non ho mai detto di odiare casa mia e di voler scappare”

Nello stesso post ha ritenuto giusto raccontate la sua versione della storia:
“Il mio aereo, partito da Malè (Maldive) alle 1015 del 28 febbraio, doveva arrivare a Dubai alle 13.40 per uno scalo di quattro ore per farci poi rientrare a Milano-Bergamo in serata. Mentre eravamo in dirittura d’arrivo su Dubai l’aereo ha iniziato a girare sugli Emirati non riuscendo ad atterrare perché, come segnalato dal pilota, “l’aeroporto era chiuso”. Quindi è stato dirottato a Fujairah. Con dei pullmann, in un paio di ore, ci hanno portati in un hotel di Dubai e io fino a que punto non ero ancora riuscita a collegarmi ad internet, per capire cosa stesse succedendo. La prima cosa che ho sentito, appena entrata nella camera è stato un missile intercettato sopra il nostro albergo. In quella camera io non sono mai più entrata e o iniziato a vegliare da quel giorno, con gli altri, nell’atrio dell’hotel”
“Noi italiani abbiamo deciso di fare degli appelli per chiedere aiuto al nostro paese, il mio ha girato. Poi è arrivato il primo alert, tre boati fortissimi. Nei giorni successivi abbiamo continuato a sentire rumori assurdi e mai sentiti prima. Devo dire che ci siamo tranquillizzati, perché abbiamo iniziato a studiare, letteralmente, lo scudo anti-missili di Dubai che prima nessuno di noi conosceva così bene. E’ uno scudo incredibile, una difesa assurda, ma io prima non la conoscevo”
“C’è una grande differenza tra chi vive un avvenimento del genere chiuso in un hotel di una città che non conosce, lontano da tutto e una persona che in quel luogo ha nucleo, casa, famiglia, macchina, conoscenze, opportunità e amici”
Big Mama ha poi ringraziato i locali, ma anche i numerosi italiani all’estero che hanno offerto aiuto e riparo: “Gli emiratini e tutti i presenti sono stati al nostro fianco dal primo giorno con supporto, hotel, risposte, cibo, acqua, viaggi di ritorno e sicurezza.
“Moltissimi italiani all’estero, con il cuore, si sono messi a disposizione per offrire aiuto e riparo nelle loro case, tramite le loro conoscenze e mezzi. A loro va il mio più grande grazie, dal cuore. Io e la mia ragazza eravamo sole, ma non ci siamo mai sentite tali. Sono nati dei legami fortissimi che porterò nel cuore. Ho trovato una nuova famiglia, dei nuovi fratelli. Agli italiani che sono ancora lì, coraggio. Spero possiate tornare a casa il prima possibile. Chi deve, sta cercando di fare tutto ciò che può”. Anche Selvaggia Lucarelli, nei giorni scorsi, si è espressa sulla questione degli italiani bloccati all’estero, invitandoli ad avere pazienza.
Infine, ha riservato parole di fuoco agli hater:
“Vergogna a tutte le persone che in un momento così delicato hanno deciso di attaccarci, infangare la nostra reputazione, mentire. Vergogna a chi ci ha augurato di morire lontani da casa e dalla nostra famiglia. La vostra ignoranza è disarmante, ma spiega tante cose. Sono felice di non essere come voi. Fate schifo e sempre ne farete“
Nel suo lungo post l’artista ha condiviso anche una riflessione sulla guerra:
“Nella mia vita mi sono sempre schierata contro ogni tipo di guerra e continuerò a farlo. Mi sento profondamente privilegiata perché posso scrivere queste parole da casa mia. Ci sono persone che la guerra la vivono ogni giorno, in posti molto meno sicuri. Quella sensazione di impotenza che ti sovrasta è terribile e distruttiva. La paura di morire ti fa dimenticare di essere vivo e c’è ancora chi lo dimentica ogni giorno. La guerra dovrebbe fare schifo a tutti, dovrebbe fare schifo anche a te”
