Nel cuore di Milano, sotto le eleganti volte della Galleria Vittorio Emanuele II, un simbolo del lusso gastronomico è finito ancora una volta al centro di una protesta. Il ristorante di Carlo Cracco, celebre chef e volto noto della cucina italiana, domenica 23 marzo è stato preso di mira dal movimento Ultima Generazione, che ha versato tre bottiglie di passata di pomodoro sulla veranda del locale. Un gesto tanto scenografico quanto carico di significato: denunciare l’enorme distanza tra l’opulenza di certe esperienze culinarie e la realtà quotidiana di molte famiglie italiane.

Questo il comunicato di Ultima Generazione riportato da ANSA
“Per la seconda volta in una settimana, torniamo a gridare contro l’assurdità di un paese dove una cena di lusso costa quanto la spesa mensile di una famiglia.
E ancora, da Carlo Cracco, solo silenzio. Le chiediamo: è normale che una cena costi quanto la spesa mensile di una famiglia? Qual è il prezzo giusto per chi lavora duramente nei campi per noi? Dopotutto, il cibo è il suo mestiere. Una risposta, Cracco, dovrebbe avercela. Siamo qua da Cracco per chiedere un pasto sospeso, un gesto simbolico per sostenere chi sta affrontando difficoltà, dimostrando che la buona cucina può essere anche un atto di solidarietà”
Solo pochi giorni prima, mercoledì 19 marzo, sempre davanti al ristorante Cracco, gli stessi attivisti avevano srotolato uno striscione e si erano seduti a terra per chiedere che lo chef offrisse una volta alla settimana un pasto sospeso, ovvero un pasto gratuito a chi non può permetterselo. “Non è giusto che qua dentro un pasto costi quanto un mese del mio affitto”, ha gridato una manifestante, ponendo l’accento su una questione sempre più urgente: quella dell’accesso al cibo come diritto e non come privilegio.
Ultima Generazione, collettivo di disobbedienza civile contro il collasso ecoclimatico, ha avviato la campagna IL GIUSTO PREZZO per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dell’eccessivo costo di vendita degli alimenti, specie quelli di prima necessità, nei supermercati
“Vediamo i prezzi dell’olio, della frutta, della verdura e dei generi alimentari di base diventare sempre più inaccessibili per la maggior parte delle persone. Non è accettabile che chi produce il cibo riceva solo briciole e intere famiglie rinuncino a una spesa di qualità. Vogliamo che a finanziare questa transizione verso un sistema agricolo più sostenibile non siano le nostre tasse ma siano, piuttosto, gli extraprofitti dei reali responsabili della crisi attuale – la finanza, la GDO, i top manager delle multinazionali del cibo e l’industria del fossile. Allo stesso tempo ci organizziamo per creare gruppi che attivino pratiche di solidarietà e condivisione di risorse, facendo in modo che questa solidarietà sfoci in azioni nonviolente di resistenza civile per portare il cambiamento necessario nella società”
Nella giornata di oggi, a proposito di prezzi esorbitanti, Iginio Massari ha spiegato perché le sue Chiacchiere sono state vendute a 100 euro al kg.
