Brooke Shields si confessa in attesa dell’uscita di Pretty Baby, documentario che sarà presentato oggi 20 gennaio in anteprima mondiale al Sundance Film Festival. L’attrice ha rivelato di essersi sentita un oggetto sessuale già quando si approcciava al mondo del cinema ad appena 11 anni.
L’artista divenne famosa quando nel 1978 interpretò il ruolo di una prostituta bambina nel film di Louis Malle dal titolo omonimo al documentario. Proprio in riferimento a quel lavoro la Shields sottolinea: “Ero solamente una bambina e mi trasformarono in un oggetto del desiderio“. Alla sua uscita il film fu molto criticato perché affrontava il tema della prostituzione minorile e in Italia uscì vietato ai minori di 18 anni dopo che in America lo era stato per gli under 17.
Fin da quando era una bambina Brooke vide la madre Teri Shields al suo fianco come manager. Un ruolo talmente ingombrante che portò Teri al divorzio dal marito con le accuse di sfruttamento della figlia minorenne. Il documentario potrebbe aprire una nuova controversia dopo quello che negli scorsi giorni ha visto Olivia Hussey e Leonardo Whiting fare causa alla Paramount per abuso su minori in Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli.
Brooke Shields, durante la presentazione di Pretty Baby, ha specificato come il documentario non si limita ad analizzare il solo caso legato al film di Louis Malle. Si parla infatti in generale della sua “sessualizzazione” da bambina in film come Laguna Blu e Amore senza fine o nel famoso spot dei jeans Calvin Klein dove recitava la famosa battuta: “Volete sapere cosa c’è tra me e i miei Calvins? Niente”. Il film andrà ad analizzare quelle che sono state le conseguenze di questi atteggiamenti sulla sua vita di donna confrontando il percorso con altre adolescenti che hanno attraversato le stesse difficoltà.
