Bryce Dallas Howard ha raccontato un episodio piuttosto scioccante vissuto sul set di Manderlay, film diretto nel 2005 da Lars von Trier. L’attrice, figlia di Ron Howard, ha raccontato come il primo incontro con il controverso regista danese sia stato spiazzante, ma non inaspettato, conoscendo il personaggio. Von Trier insultò il padre dell’attrice e le gettò dell’acqua in faccia, tutto allo scopo di ottenere delle reazioni da lei. Lei però, non si lasciò manipolare.
In un’intervista rilasciata al The Times per promuovere la serie Deep Cover, in uscita il 12 giugno su Prime Video, Bryce Dallas Howard ha raccontato che appena giunta sul set norvegese di Manderlay, von Trier avrebbe iniziato ad insultarla apertamente: “Tuo padre è un pessimo regista”, le avrebbe detto. Bryce gli ha risposto: “Lars, cosa stai cercando di ottenere?”. La risposta del regista fu diretta: “La tua faccia arrabbiata. Non so che aspetto abbia”.

Come se non bastasse, il regista arrivò a lanciarle un bicchiere d’acqua in faccia. L’attrice ricambiò immediatamente il gesto, gettandogli addosso a sua volta un bicchiere d’acqua. “Perché l’hai fatto?”, chiese poi lui, prima di alzarsi e andarsene. Secondo Bryce, fu quello il suo “battesimo” nel mondo di Lars von Trier. Tuttavia, anziché sentirsi umiliata o ferita, la Howard ha dichiarato: “Non è che me ne andai in camera a piangere. Ero quasi deliziata da tutto questo”.

Il comportamento di von Trier, benché sconvolgente, non sorprende chi conosce il personaggio: il regista è da anni al centro di numerose polemiche. Oltre alle accuse di molestie sessuali mosse dalla cantante Björk e alla discussa uscita dell’attore John C. Reilly da Manderlay per via dell’uccisione di un animale sul set, von Trier è stato più volte criticato per le sue dichiarazioni, come quando affermò di simpatizzare con i nazisti per via delle sue origini tedesche.
Manderlay, sequel dell’acclamato Dogville del 2003 con Nicole Kidman, vede Bryce Dallas Howard nei panni di Grace, una giovane donna che, insieme al padre (interpretato da Willem Dafoe), scopre una piantagione negli Stati Uniti degli anni ’30 dove la schiavitù è ancora in vigore.
Von Trier, che nel 2022 ha annunciato di essere malato di Parkinson e che all’inizio di quest’anno è stato ricoverato in una struttura di cura, rimane una delle figure più controverse del cinema contemporaneo: genio per alcuni, manipolatore per altri.
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