Il nuovo episodio di Supernova, il podcast di Alessandro Cattelan, ha rimesso al centro una delle discussioni più iconiche della sicilia, ossia il grande dilemma tra “arancina” e “arancino”. A riaprire ufficialmente le ostilità culinarie (sempre con un sorriso) è stata Carmen Consoli, ospite della puntata, che ha lanciato una vera e propria dichiarazione di identità gastronomica. Durante l’intervista, la cantante catanese ha spiegato che arancina e arancino non sono sinonimi e, anzi, rappresentano tradizioni distinte che affondano le radici nella storia della regione. La differenza non riguarda solo la pronuncia o il genere grammaticale, ma la forma, l’origine e il contesto culturale.
@alecattelan Ma quindi arancino e arancina non sono la stessa cosa? 🧐 Carmen Consoli è l’ospite del nuovo episodio di Supernova. La versione integrale di questa puntata è disponibile su YouTube, Spotify e tutte le piattaforme audio. Link in bio 🔗 Supernova è realizzato con @Chora media #supernova #videopodcast #podcastitalia #cattelan #musica ♬ suono originale – AleCattelanOfficial
Da un lato c’è la arancina, simbolo della Sicilia occidentale e in particolare di Palermo. Questa è infatti rotonda come un’arancia (da cui deriva il nome) e preparata secondo ricette che variano da famiglia a famiglia. Il femminile non è un dettaglio casuale, infatti per i palermitani la “arancina” è una certezza assoluta, un patrimonio culinario intoccabile. Dall’altro lato c’è l’arancino, bandiera della Sicilia orientale, soprattutto a Catania. Qui la specialità si presenta spesso a forma di cono, un omaggio al profilo dell’Etna che domina il paesaggio. Il maschile, in questo caso suggerito anche dalla forma fallica dell’alimento, è una tradizione consolidata e profondamente legata alla storia linguistica della zona. Come ha sottolineato Consoli, per i catanesi l’arancino non è solo cibo ma rappresenta un vero e proprio simbolo identitario.
Il punto chiave sottolineato dalla cantautrice è semplice: arancina e arancino esistono entrambe e sono entrambe corrette, ma non sono interscambiabili, perché rispecchiano territori, varianti e storie differenti. Un po’ come se fossero due “personaggi” diversi della stessa grande famiglia gastronomica siciliana.
Cattelan, divertito dalla passione con cui la disputa viene vissuta sull’isola, ha colto l’occasione per scherzare sul fatto che in Sicilia questo argomento può scatenare discussioni infinite. E non è un’esagerazione. Spesso il dibattito linguistico è così radicato che arriva persino a dividere gruppi di amici e famiglie, trasformando la tavola in un’arena dialettale.
A conti fatti, il “mistero” svelato da Consoli non fa altro che confermare una verità che i siciliani conoscono bene, ossia che non esiste una versione giusta in assoluto. Esistono invece due tradizioni autentiche, entrambe vive e profondamente sentite. E forse è proprio questa dualità a rendere unico uno dei cibi più amati d’Italia.
Una cosa, però, unisce tutti, ovvero che si chiami arancina o arancino… rimane sempre un capolavoro della cucina siciliana. E voi che cosa ne pensate?
A tal proposito, mentre sarete impegnati a gustarvi un’arancina o altro, date un’occhiata alla notizia secondo cui Sanremo 2026 sarà senza big quest’anno.
