Le estati della nostra adolescenza, nei ricordi, appaiono spensierate e meravigliose. Forse perché tendiamo a rimuovere gli aspetti meno piacevoli, lasciando spazio solo alle immagini più luminose, che spiccano rispetto alla quotidianità di oggi, costellata di responsabilità e pensieri grigi. Se i ricordi possono essere “ingigantiti” dal tempo che passa, lo stesso non si può dire per i gelati cult degli anni ’90 – come i Maxibon – che da enormi si sono effettivamente ristretti, a causa della shrinkflation. Emiliano Miliucci, che su FB conta più di 60mla follower, ha intercettato la questione con una lettera aperta a Stefano Accorsi, che, nonostante una carriera di tutto rispetto, resterà per sempre il “volto” dei Maxibon, grazie a un celebre spot pubblicitario che ha segnato l’inizio della sua ascesa.
Il post di Miliucci si rivolge ad Accorsi, ed esplora la questione dei Maxibon sempre più piccoli con ironia e nostalgia per gli anni ’90.
“Caro Stefano Accorsi, come va?
Ti scrivo perchè ieri stavo in un bar e preso da una botta di fame nostalgica ho comprato un Maxibon.
Immagino tu abbia ben presente l’iconico gelato simbolo degli anni ‘90 reso immortale dallo spot nel quale proprio tu facevi il provolone con due ragazze. Tu gusti is meglio che uan…
E insomma ieri me so comprato sto Maxi Bon che costa na fortuna, ma pe na volta crepi l’avarizia, se vive na volta sola, eccetera eccetera”
Miliucci si aspettava un bel Maxibon consolatorio, una coccola, come si dice oggi, ma quando ha aperto la confezione, si è ritrovato un gelato così piccolo che non aveva nulla a che vedere con quelli che mangiava trent’anni fa, “una sleppa di gelato” con il quale si poteva pranzare.
“Ste. Quando ho aperto sto gelato m’è preso un coccolone. Non era un Maxi Bon. Era un campioncino de quelli che negli anni ‘90 te davano nei supermercati pe assaggià. Era un mini bon. Tu gusti che non ne fanno manco uan. A vedè sto cosetto me so crollati gli anni ‘90 interiori.”
Il post di Emiliano cita poi altri simboli degli anni ’90, la Ambra di Non è la Rai, Max Pezzali, Jack Frusciante, la Pausini de La Solitudine. Poi il tono si fa più amaro – e non solo per il ridotto contenuto di zuccheri dovuto alle dimensioni del gelato.
“Noi ragazzi degli anni ‘90 avevamo grandi sogni che tra precarietà e incertezze esistenziali non si sono avverati. Ci hanno tolto tutte le certezze, c’hanno tolto il welfare, c’hanno tolto la sanitá pubblica e pure le pensioni. E vabbè. Ma almeno il gelato avrebbero potuto lasciarcelo”
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Accorsi non si occupa più di Maxibon da tempo e attualmente è impegnato sul set del nuovo film di Muccino, dove sfoggia un fisico invidiabile – e a 54 anni non è scontato. Come riporta Mediaset Infinity, in un’intervista a Verissimo, Accorsi disse, a proposito di quello spot diretto dal regista Daniele Luchetti, che girò quando aveva 23 anni:
“Dovevamo girarlo in una settimana ma ogni volta che andavo a Roma per lo spot pioveva, quindi alla fine l’abbiamo girato tutto in mezza giornata in cui ho mangiato mille gelati e alla fine avevo una gran sensibilità ai denti!. La prima volta che mi hanno riconosciuto per strada, un momento importante che si ricorda per sempre, è stato proprio grazie a questa pubblicità: mi hanno fermato urlando il nome del gelato!”
Da lì a poco, Accorsi è diventato una star del cinema, grazie anche al ruolo ne L’ultimo bacio di Muccino e altre interpretazioni. E oggi – consentiteci la citazione rivisitata da Viale del tramonto – Accorsi resta una grande star, sono i Maxibon che si sono fatti più piccoli.
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