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Home » Personaggi » Caso Chappell Roan, il bodyguard rompe il silenzio: “Colpa mia, ma non lavoro per lei”

Caso Chappell Roan, il bodyguard rompe il silenzio: “Colpa mia, ma non lavoro per lei”

La guardia coinvolta nel caso Chappell Roan pubblica il messaggio completo e si assume la responsabilità dell’episodio in hotel.
Sofia BiaginiDi Sofia Biagini26 Marzo 2026
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Chappell Roan e Pascal Duvier
Chappell Roan e Pascal Duvier
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Si aggiunge un nuovo capitolo al caso che ha coinvolto Chappell Roan in un hotel di San Paolo. Nei giorni scorsi, la vicenda era esplosa dopo il racconto del calciatore Jorginho Frello, compagno della madre di una bambina di 11 anni: secondo la sua versione, la figlia avrebbe semplicemente incrociato lo sguardo della cantante mentre passava vicino al suo tavolo, ma sarebbe stata fermata in modo brusco da una guardia di sicurezza, al punto da spaventarsi e mettersi a piangere.

A intervenire ora è proprio l’uomo al centro dell’episodio, la guardia Pascal Duvier, che in un messaggio sui social ha deciso di chiarire la propria posizione. Duvier ha dichiarato di assumersi “piena responsabilità” per quanto accaduto il 21 marzo, ma ha anche precisato di non far parte del team di sicurezza della cantante.

“Ero in hotel per conto di un’altra persona e le mie azioni non sono state compiute a nome di Chappell Roan o del suo staff”, ha spiegato, confermando quindi la versione già fornita dall’artista nei giorni precedenti. La guardia ha parlato di una “valutazione personale” fatta sulla base del contesto e delle informazioni ricevute, sostenendo che l’interazione con la madre della bambina sarebbe avvenuta con intenzioni calme, pur riconoscendo che l’esito è stato “spiacevole”.

 

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Un post condiviso da 𝑷𝒂𝒔𝒄𝒂𝒍 𝑫𝒖𝒗𝒊𝒆𝒓 (@pascalduvier)

“Di solito non rispondo alle voci online, ma le accuse che stanno circolando in questo momento sono false e costituiscono diffamazione. Mi assumo la piena responsabilità per le interazioni avvenute il 21 marzo. Ero in hotel per conto di un’altra persona e non facevo parte del team di sicurezza personale di Chappell Roan. Le azioni che ho compiuto non sono state svolte per conto di Chappell Roan, del suo team di sicurezza, del suo management o di qualsiasi altra persona. Ho preso una decisione basata sulle informazioni ricevute dall’hotel, su quanto avevo osservato nei giorni precedenti e sul livello di rischio elevato legato alla sicurezza del luogo. L’unica interazione che ho avuto con la madre è stata calma e con buone intenzioni, ma l’esito dell’incontro è stato spiacevole.”

Dal canto suo, Chappell Roan aveva già preso le distanze dall’accaduto, spiegando di non essere stata a conoscenza dell’interazione e di non aver dato indicazioni a nessuno di intervenire.

Resta quindi una vicenda che continua a far discutere, ma su un punto ora c’è una convergenza: la guardia coinvolta non faceva parte della sicurezza personale della cantante.

Si aggiunge un nuovo capitolo al caso che ha coinvolto Chappell Roan in un hotel di San Paolo. Nei giorni scorsi, la vicenda era esplosa dopo il racconto del calciatore Jorginho Frello, compagno della madre di una bambina di 11 anni: secondo la sua versione, la figlia avrebbe semplicemente incrociato lo sguardo della cantante mentre passava vicino al suo tavolo, ma sarebbe stata fermata in modo brusco da una guardia di sicurezza, al punto da spaventarsi e mettersi a piangere.

A intervenire ora è proprio l’uomo al centro dell’episodio, la guardia Pascal Duvier, che in un messaggio sui social ha deciso di chiarire la propria posizione. Duvier ha dichiarato di assumersi “piena responsabilità” per quanto accaduto il 21 marzo, ma ha anche precisato di non far parte del team di sicurezza della cantante.

“Ero in hotel per conto di un’altra persona e le mie azioni non sono state compiute a nome di Chappell Roan o del suo staff”, ha spiegato, confermando quindi la versione già fornita dall’artista nei giorni precedenti. La guardia ha parlato di una “valutazione personale” fatta sulla base del contesto e delle informazioni ricevute, sostenendo che l’interazione con la madre della bambina sarebbe avvenuta con intenzioni calme, pur riconoscendo che l’esito è stato “spiacevole”.

 

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“Di solito non rispondo alle voci online, ma le accuse che stanno circolando in questo momento sono false e costituiscono diffamazione. Mi assumo la piena responsabilità per le interazioni avvenute il 21 marzo. Ero in hotel per conto di un’altra persona e non facevo parte del team di sicurezza personale di Chappell Roan. Le azioni che ho compiuto non sono state svolte per conto di Chappell Roan, del suo team di sicurezza, del suo management o di qualsiasi altra persona. Ho preso una decisione basata sulle informazioni ricevute dall’hotel, su quanto avevo osservato nei giorni precedenti e sul livello di rischio elevato legato alla sicurezza del luogo. L’unica interazione che ho avuto con la madre è stata calma e con buone intenzioni, ma l’esito dell’incontro è stato spiacevole.”

Dal canto suo, Chappell Roan aveva già preso le distanze dall’accaduto, spiegando di non essere stata a conoscenza dell’interazione e di non aver dato indicazioni a nessuno di intervenire.

Resta quindi una vicenda che continua a far discutere, ma su un punto ora c’è una convergenza: la guardia coinvolta non faceva parte della sicurezza personale della cantante.

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