La battaglia tra Fabrizio Corona e Mediaset si sposta sul piano legale e assume contorni sempre più delicati. Come è risaputo, nei giorni scorsi il gruppo televisivo ha avviato una causa civile da 160 milioni di euro contro l’ex re dei paparazzi, accusandolo di aver danneggiato immagine e valore dell’azienda. Negli atti tuttavia emergerebbe anche l’ipotesi di un piano per colpire l’azienda dei Berlusconi con presunti interessi di investitori statunitensi vicini all’area trumpiana. Uno scenario di aggiotaggio che resta tutto da verificare e che vedrebbe Corona agire su incarico di suddetti americani.

Secondo indiscrezioni riportate da Dagospia e rilanciate da altre testate, tra cui Fanpage, l’obiettivo sarebbe quello di distruggere il valore di Mediaset per favorire una sua acquisizione a prezzi stracciati. Ma da parte di chi? Le voci parlano di gruppi americani vicini al mondo MAGA, l’universo politico che gravita attorno a Donald Trump, interessati a rilevare il controllo del Biscione una volta che il suo valore di mercato fosse stato sufficientemente eroso.
Corona stesso, del resto, ha più volte dichiarato pubblicamente la sua vicinanza all’amministrazione Trump. Durante un’apparizione in un locale milanese, il 51enne ha affermato con sicurezza: “Presto andrò alla Casa Bianca, incontrerò Donald Trump. Mi vedrete insieme al Presidente degli Stati Uniti”. Parole che all’epoca erano sembrate una delle tante “sparate” del personaggio, ma che ora – con queste ipotesi – assumono una luce diversa.

Al momento l’unico collegamento certo tra Corona e Trump è il rapporto con Paolo Zampolli, diplomatico e stretto collaboratore del presidente americano. A fine dicembre, mentre si trovava in procura a Milano, Fabrizio avrebbe ricevuto una chiamata dall’ambasciata americana e sarebbe stato invitato negli Stati Uniti proprio da Zampolli. Corona ha poi menzionato il diplomatico in una puntata di Falsissimo, attirando l’attenzione dell’entourage presidenziale grazie agli elevati numeri di visualizzazione dei suoi contenuti.
Tuttavia, questo legame non dimostra automaticamente un coinvolgimento nella vicenda Mediaset. Potrebbe trattarsi semplicemente dell’interesse di un operatore politico americano verso un personaggio mediatico in grado di generare milioni di visualizzazioni sul web. Oppure potrebbe esserci qualcosa di più articolato.
La domanda che si pongono gli osservatori è: perché accanirsi proprio ora contro Mediaset? Il gruppo televisivo rappresenta uno degli asset mediatici più importanti d’Italia, con un valore strategico che va oltre il semplice business dell’intrattenimento. Un suo indebolimento o una sua acquisizione da parte di investitori stranieri avrebbe inevitabili ripercussioni sul panorama informativo e politico italiano.
LA DITTATURA DEI BERLUSCONI E MEDIASET, MANIFESTA LA SUA PREVARICAZIONE, CHIUDENDO SENZA MOTIVO IL PROFILO IG, DEL MIO AVVOCATO IVANO CHIESA. VERGOGNOSA CENSURA IN UNO STATO DEMOCRATICO. pic.twitter.com/1fMcKh9pcU
— Fabrizio Corona (@FMaria_Corona) February 7, 2026
Al momento Mediaset procede con la causa civile, mentre Corona continua la sua attività mediatica come può, visto che i suoi canali social sono stati praticamente oscurati (nelle ultime ore ha aperto un profilo su X). L’ipotesi di un’operazione di aggiotaggio orchestrata rimane tale, un’ipotesi presente negli atti legali ma ancora da dimostrare. Viene da chiedersi
