Diana Schivardi, nata nel 1996, è la figlia di Nadia Bengala, eletta Miss Italia nel 1988 e del suo ex compagno, Otto Schivardi. La ragazza, tossicodipendente da anni, ha fatto parlare di sé soprattutto per episodi di cronaca, in particolare due tentativi di furto, ma soprattutto perché conosceva Giandavide De Pau, il serial killer di Roma che nel 2022 uccise tre prostitute. Nell’articolo che segue ricostruiamo la dolorosa storia personale di Diana e di come, grazie ad un’intuizione, si è salvata da un omicidio.
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Come scrive il Corriere Nadia Bengala ha raccontato il difficile percorso di Diana al programma Generazione Z, raccontando che lei e Schivardi – a questo link una loro foto negli anni ’90 – si sono separati quando Diana aveva 4 anni. L’ex Miss spiegò che Diana è cresciuta con lei e che oggi si sente in colpa per essere stata una madre forse troppo severa e rigida, tanto che Diana le avrebbe detto di voler recuperare gli anni trascorsi dietro i libri di studio. Bengala ha aggiunto anche che i problemi di Diana sono iniziati durante l’adolescenza, ipotizzando che le sia mancata una figura paterna.
“Indubbiamente c’è stata una carenza affettiva paterna, tanto è vero che dieci anni fa si era messa con un uomo molto più grande, un 50enne, mio coetaneo all’epoca. Per noi era strano, la scelta non ci piaceva. Questa cosa ci ha fatto distaccare molto. Lei è andata via, non si è fatta più sentire per un lungo periodo”
Come scrive Leggo, il distacco tra Diana e sua madre è qualcosa di cui Bengala aveva già parlato pubblicamente, nel 2017, a Domenica Live, con un appello pubblico rivolto alla ragazza, ma in realtà i problemi sarebbero iniziati diverso tempo prima. Da adolescente Schivardi avrebbe smesso di fare danza, mettendo su peso e preferendo stare in casa invece che uscire. “Questo non è stato d’aiuto per la sua serenità in una fase di crescita”, ha spiegato Bengala. Dopo il diploma poi Schivardi si è trasferita a Londra e a quanto pare la situazione ha iniziato a peggiorare, perché è totalmente sfuggita al controllo di sua mamma.

Tra il 2023 e il 2024, si torna a parlare della figlia di Nadia Bengala per una serie di furti. Il 16 agosto 2023, come scrive il Giornale, viene arrestata per un furto nei grandi magazzini Upim di via Gioberti, a Roma. Schivardi aveva rubato circa 212 euro tra profumi e capi di abbigliamento infilandoli in borsa, ma quando si era appartata in un angolo del negozio per staccare i tag antitaccheggio era stata scoperta. Si era scagliata contro l’addetto alla security, un africano, con frasi razziste, ma aveva insultato e minacciato anche la responsabile del negozio.

Il 19 marzo 2024, come spiega Libero Magazine, Schivardi, in stato di alterazione, è entrata in una macchina non sua e ha provato a metterla in moto con delle chiavi che non erano quelle della vettura. Dopo aver attirato l’attenzione dei passanti, la ragazza ha chiesto un passaggio ad un uomo di origini camerunensi, ma al suo rifiuto gli si è scagliata contro con calci e pugli, gridando frasi razziste. Dopo essere stata portata nella caserma di Monte Mario Diana è stata individuata come l’autrice di un furto ai danni di un furgone, denunciato poche ore prima. All’origine di questo episodio, spiega Bengala, una fuga dall’ospedale in cui era ricoverata.
In quell’occasione, Schivardi era stata condannata a 10 mesi e Nadia Bengala aveva lanciato un appello ad un giudice, perché disponesse un ricovero coatto per Diana, in modo da poterla aiutare a disintossicarsi.
“Diana è una ragazza sensibile e intelligente. La droga però la sta cambiando, sta scivolando verso il baratro. Per salvarla, l’unica strada è ricoverarla. Un giudice deve prendersi l’impegno di disporne il ricovero coatto. Di sua spontanea volontà, non andrà mai (in rehab). E allora sarà la fine. Da sola io non ce la posso fare a salvarla”.
Mesi dopo, Bengala ha detto che Diana sta meglio e che è ospite di una comunità, anche se non è stato facile.
“Ha detto “sì ci provo, lo faccio”. Ho cercato di lasciarle sempre il senso che era la cosa giusta, e che era lei a scegliere”
Nei giorni in cui Nadia Bengala parla di una possibile rinascita per sua figlia, arriva una notizia inquietante. Diana Schivardi conosceva Giandavide De Pau, l’uomo che nel novembre 2022 uccise tre prostitute. Ne parlammo qualche anno fa, per alcune analogie tra gli omicidi e l’ultimo film di Dario Argento, Occhiali Neri. E oggi possiamo aggiungere un altro dettaglio straniante, la protagonista del film si chiama Diana, proprio come la figlia della Bengala.
Considerato che Diana è attualmente in comunità, i medici hanno sconsigliato caldamente di farla uscire per andare a testimoniare in tribunale al processo contro De Pau, il 10 settembre. Come scrive Repubblica però, la ragazza ha rilasciato una testimonianza inquietante sulla notte in cui De Pau uccise tre donne di seguito. Diana spiega di aver conosciuto De Pau nel 2019 e di averlo incontrato a casa sua, in zona Monte Mario. Sin da subito la ragazza capisce che Pau, che tra l’altro è l’ex autista del boss Michele Senese, è un personaggio inquietante:
“È un tipo strano, non mi piace, mi fa paura. Con fare minatorio raccontava cose strane tipo che alcune persone, se vogliono, possono portare le ragazze in barca, così da poterle far sparire in mare senza problemi”
Dopo altri due incontri, De Pau contatta Diana il 16 novembre 202 e poi il 17, il giorno degli omicidi. Le chiede di andare da lui e lei rifiuta, per poi bloccare il suo contatto sul telefono. E ribadisce: “è una persona che non mi piace, non mi fido di lui”. Senza saperlo, nel rifiutare quell’invito Diana molto probabilmente si è salvata, perché lo stesso giorno De Pau avrebbe commesso una serie di omicidi.
Per alcuni aspetti, la storia di Diana ricorda un po’ quella di Virginia Sanjust di Teulada, anche se nel caso della conduttrice, c’è un problema di salute mentale, ed è suo figlio ad occuparsi di lei.
