Julien Dorè, nato il 7 luglio del 1982 ad Ales, è un cantante, musicista e attore francese, attualmente nel cast della serie Panda. Nonostante la sua occupazione primaria sia la musica, il giovane ha un interesse spiccato per tutto ciò che è artistico, infatti disegna le copertine dei propri album. Un’inclinazione nata per questioni familiari; Julien, infatti, al contrario di quanto riporta l’articolo Wikipedia a lui dedicato, è davvero il bis-nipote del noto illustratore Gustave Dorè (1832-1883) famoso nel nostro Paese principalmente a causa delle sue tavole dedicate alla Divina Commedia dantesca. Julien è un papà single con un figlio, nato nel 2021 da una donna di cui non si conosce l’identità e ha anche due cani, Simone e Jean – Marc.
Visualizza questo post su Instagram
Dopo la maturità classica conseguita a cavallo del 2000, e in seguito a una breve esperienza come calciatore nel Gallia Lunel, un piccolo club semiprofessionistico, Doré fonda alcuni piccoli gruppi musicali con amici, restando sempre ai margini del movimento musicale transalpino, fino al 2007, anno in cui partecipa, vincendola, alla quinta edizione di Nouvelle Star, una sorta di X Factor francese. Qui sotto potete vedere il video di una delle sue esibizioni, sulle note di Baby One More Time di Britney Spears. In quel periodo Julien aveva i capelli più corti.
Da lì, il successo è pressoché istantaneo, Del 2008 il primo album, Ersatz, seguito da altri progetti solisti come Bichon (2013), Amour (2016), & (2019) e altri. Dorè non ha però rinnegato le sue radici, continuando a suonare nei piccoli club con il suo gruppo, i Dig Up Elvis.
Prima dell’exploit da protagonista con Panda (2024), Doré ha fatto la gavetta da attore, con piccole parti in piccole serie tv o film indipendenti; fra le tante, ricordiamo il cameo nei panni di se stesso, all’interno della serie Chiami il mio agente.
Visualizza questo post su Instagram
In un’intervista del 2015 a Le Journal de Dimanche, Julien ha parlato del suo illustre antenato Gustàve Dorè:
“Ho conservato diverse prime edizioni e ho comprato all’asta due lettere scritte a mano, una traccia della sua penna non durante l’atto creativo, ma ancorata alla banalità della vita quotidiana. Adoro l’idea che parti della sua storia mi appartengano”.
Secondo Julien, inoltre, la predisposizione all’arte è davvero una questione genetica.
“Per quanto mi riguarda, posso dire di sì. Quello che mi avvicina a lui è l’aspetto umano: aveva un carattere strano e anticonformista, era un vero folle”.
Visualizza questo post su Instagram
Visualizza questo post su Instagram
