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Home » Personaggi » Chi è Maria Antonietta Hirsch, la madre di Luca Barbareschi (che lo abbandonò quando era piccolo)

Chi è Maria Antonietta Hirsch, la madre di Luca Barbareschi (che lo abbandonò quando era piccolo)

Scopriamo chi era Maria Antonietta Hirsch, la madre di Luca Barbareschi, attraverso le sue parole. Una tigre, ma anche una bambina. Lo abbandonò a sei anni, ma lo difese dalla seconda moglie del padre.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco16 Ottobre 2024Aggiornato:16 Ottobre 2024
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Luca Barbareschi
Luca Barbareschi
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Maria Antonietta Hirsch era un’economista di origine ebraica ed era la madre di Luca Barbareschi. La donna che apparteneva ad una dinastia di intellettuali, fu sposata con Francesco Saverio Barbareschi, un ingegnere della Edison, con il quale ebbe un’altra figlia, Valentina, che oggi è una restauratrice. La Hirsch è morta il 21 marzo 2015. Luca Barbareschi ha parlato più volte di sua madre, raccontando che lei lo abbandonò quando lui aveva sei anni. Nelle parole dell’attore, Maria Antonietta era spiritosa, libera ed eccezionale anche se è rimasta sempre un po’ bambina fino alla fine. Al tempo stesso ammette che questo abbandono lo ha segnato e dannato per tutta la vita. In un’intervista Barbareschi spiegò che sua madre aveva avuto un incidente in fabbrica, nel quale perse un dito, e secondo lui questo episodio può aver formato il suo carattere.

La madre e il padre di Luca Barbareschi: Francesco Saverio e Maria Antonietta Hirsch
Maria Antonietta Hirsch e Francesco Saverio Barbareschi, i genitori di Luca Barbareschi – fonte Instagram di Valentina Barbareschi

Hirsch e Barbareschi hanno vissuto per un periodo a Montevideo, in Uruguay, per ragioni di lavoro del padre di Luca, un ex partigiano “Lavorava per la Edison, costruiva dighe e centrali termoelettriche, motivo per cui io sono nato in Uruguay” – racconta l’attore e regista. In un’intervista al Corriere della Sera Barbareschi raccontò anche che dopo aver scoperto di essere incinta, sua madre scrisse a suo padre esprimendogli la volontà di abortire.

“So che mia madre voleva abortire, ha scritto una lettera a mio padre proprio 10 giorni dopo aver scoperto di essere incinta. Il feto ha ventimila neuroni che registrano tutto, e io ho registrato che non ero benvoluto”

Nel 1962, Maria Antonietta Hirsch decise di abbandonare suo marito e suo figlio Luca, dicendo che si era “stufata”. Si trasferì a Roma portando con sé la figlia minore, Valentina, che aveva appena un anno.

Un giorno mi ha detto “Scusa ma io mi sono stufata, me ne vado”. Avevo sei anni, si era innamorata di un altro uomo e si è portata via mia sorella di un anno dividendoci per sempre. Le dissi “E io?” e lei rispose: “Mica possiamo andare in vacanza tutti insieme. Era molto simpatica, spiritosa”

Per Luca fu un colpo durissimo. Le loro interazioni furono soprattutto telefoniche e letterarie, perché Luca spiega che comunicavano soprattutto al telefono e per parlare di libri.

“Mi ha dato un libro, Cent’anni di solitudine, dicendomi di leggerlo. Per tutta la vita mi ha mandato un libro ogni due giorni. Al telefono diceva “Sì sono via, sono a Copenaghen… sto andando in Egitto… e poi aggiungeva. Ora cosa fai, piangi?”

“Mi ha parlato dei libri, me li ha fatti leggere e mi ha sgridato quando non lo facevo abbastanza. Le telefonavo al mattino e capitava che lei stesse ancora dormendo. Mi diceva “cosa rompi a quest’ora”? Poi però si accendeva una sigaretta e cominciava a raccontarmi di questa e di quell’altra pubblicazione che non dovevo perdermi.”

Luca Barbareschi
Luca Barbareschi

In un’intervista a La Stampa però dice che non condanna sua madre, perché secondo lui gli in qualche modo gli insegnò a vivere, dandogli sempre degli scossoni.

“Non condanno mia madre per ciò che ha fatto. E non la giudico. Era straordinaria, a me ha comunque dato molto. Dopo i primi anni di separazione e silenzio, abbiamo preso a sentirci regolarmente. Ho sempre saputo dove stava, quel che faceva, parlarle era ogni volta un arricchimento. Lo abbiamo fatto sempre, fino a pochi anni fa, quando è morta. Posso dire che mia madre mi ha insegnato a vivere, a stare al mondo, ad essere spiritoso ed ironico”

Un rapporto nel quale non mancarono scontri, come quando Barbareschi rivelò in un’intervista di aver subito abusi sessuali, da piccolo. Il commento di sua madre, al telefono, lo fece infuriare:

“In quell’articolo raccontavo di aver subito violenze sessuali dai 3 agli 8 anni. Una cosa che avrebbe suscitato compassione anche in una pietra. Invece mamma mi telefonò e il suo commento fu: “beh, se hai lasciato che la cosa andasse avanti per così tanto tempo, vuol dire che eri d’accordo”. Mi arrabbiai tantissimo, la presi molto male e forse per la prima volta in vita mia litigai con mia madre”

Ricordi di qualche anno fa. #tbt #throwback #throwbackthursday #guy #joung #giovane #luca #qualcheannofa #ricordi… https://t.co/3ocEBbUHN8 pic.twitter.com/eYBsPkVyDH

— Luca Barbareschi (@BarbareschiLuca) October 19, 2017

La stessa donna che accolse con indifferenza la notizia dei suoi abusi, sapeva trasformarsi in una tigre. Come quando la nuova moglie del padre di Luca scoprì che lui, a 12, 13 anni, aveva un flirt con suo figlio. Una situazione in cui entrambi esploravano la loro sessualità, scambiandosi dei baci e sfogliando giornali porno. Quando la donna scoprì che la nuova moglie di Francesco Saverio aveva puntato una pistola contro Luca, reagì molto male. Barbareschi raccontò al podcast Dicono di te:

“Scappai, con la Vespa arrivai ad Ardena, a 70 chilometri da Milano, terrorizzato. Mia madre è stata la prima a venirmi a prendere, a proteggermi. Mi ha detto di andare a casa sua per un mese… Poi è andata da questa e credo gliel’abbiano tolta dalle mani perché l’ha ammazzata di botte. L’ha denunciata alla Procura della Repubblica, era una donna libera”

Nella stessa intervista a La Stampa Barbareschi raccontò che sua madre aveva un “difetto fisico”, un pollice amputato a causa di un incidente in fabbrica, quando era giovanissima e questo dettaglio, secondo lui, può aver contribuito a formare il suo carattere.

“Sono i difetti che rendono grandi le persone. Sono le loro fragilità. Quando sei costretto a scendere a patti con una tua imperfezione, a fare i conti con un tuo handicap, è lì che plasmi te stesso e tiri fuori le cose più belle che hai. Lei aveva una mano con quattro dita, qualcosa che avrebbe potuto condizionarla in negativo, farne un essere chiuso, schivo, timido. Invece tirò fuori tutto e divenne una tigre”

Nelle diverse interviste concesse da Luca Barbareschi si ha l’impressione che la visione di sua madre sia un po’ contraddittoria. Una mamma tigre, risoluta e indomabile, ma anche una madre bambina come sottolineò lui, quando morì, nel 2015.

“Sei rimasta tutta la vita una bambina, spero che trovi pace e serenità nell’infinito universo che accoglie sogni, bisogni, dolore e gioia trasformandoli in una meravigliosa energia a cui figli e nipoti potranno avere libero accesso e arricchirsi ogni giorno di più Oggi abbiamo dentro di noi un pezzo di te e siamo tutti più ricchi e più saggi. Ieri c’è stata un’eclissi, il sole e la luna si sono dati un bacio. E tu sei tornata nel mistero della vita.
Con infinito amore
Tuo figlio Luca”

Fabio Fusco
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Nato a Napoli, classe 1976, Fabio Fusco è Responsabile news su ScreenWorld.it e su CinemaSerieTv.it e Coordinatore editoriale su CultWeb.it. Fa parte della redazione de IlMegliodiTutto.it. Dal 2008 al 2022 è stato Responsabile news, social media manager e redattore presso Movieplayer.it. Un lungo percorso al quale è approdato dopo le esperienze nelle redazioni del portale Castlerock.it e del sito Cinemazone.it agli inizi degli anni 2000, e prima ancora con l'e-zine Inside View. Ha preso parte, come redattore e fotoreporter ad alcuni festival di cinema internazionali, tra cui Berlino, Roma e Venezia e ha coordinato le news di due edizioni di UltraPop Festival nel 2020 e 2021. È co-autore del libro satirico La bibbia degli spoiler. Prima di dedicarsi esclusivamente al mondo del cinema e dell'entertainment audiovisivo, ha mosso i suoi primi passi alcune agenzie pubblicitarie e di comunicazione.

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