Simone Bozzelli, nato il 10 agosto 1994, a Silvi, nella provincia di Teramo, è un regista, autore di cortometraggi come Mio Fratello e Loris sta bene, conosciuto anche per aver diretto il videoclip di I Wanna Be Your Slave dei Maneskin e per il film Patagonia, il suo lungometraggio d’esordio. L’apparizione accanto ad Asia Argento, sul red carpet della Festa di Roma 2024 ha avuto risalto negli articoli di gossip, ma lei su Instagram ha sottolineato: “Lo amo alla follia, ma non è il mio fidanzato”. In diverse interviste Bozzelli ha parlato apertamente del suo orientamento sessuale e del fatto che il film Patagonia rispecchia il suo rapporto con un ex fidanzato.
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Come scrive Arttribune, Bozzelli si è diplomato in Media, Design e Arti Multimediali presso la NABA nel 2017 e successivamente, si è diplomato in Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, nel 2020. Al primo anno del Centro Sperimentale ha avuto come docente Gianni Amelio. Autore di cinque cortometraggi, Mio fratello, Loris sta bene, Amateur, J’ador e Giochi, Bozzelli ha sottolineato in più occasioni il suo amore per il cinema di Fassbinder, ma tra i suoi punti di riferimento, spiega alla Cineteca di Bologna, figurano Antonio Pietrangeli, Matteo Garrone, Larry Clark, Michael Haneke, che gli ha insegnato “che cosa vuol dire essere spettatore e sentirsi scomodi di fronte alla visione e soprattutto che bisogna essere prima spettatori e poi registi, quando si gira un film”.
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La fascinazione di Bozzelli per il cinema nasce in tenera età: come egli racconta in un’intervista a Filmcritica, in quegli anni aveva una videoteca sotto casa ed era affascinato dalle locandine dei film che campeggiavano sui DVD. Nella stessa intervista spiega l’impatto che i poster dei film hanno avuto sul suo percorso artistico.
“Avevo una videoteca sotto casa, una videoteca di paese dove quello che più mi affascinava erano le locandine, le custodie, all’epoca erano dvd, le guardavo, le sfogliavo (…) sceglievo il film in base alla copertina, per questo oggi curo io per primo tutte le locandine dei miei film, tutti i materiali promozionali. I primi film che vedevo erano perlopiù thriller e horror e poi ho capito il perché, e perché mi piace anche il genere erotico, perché penso che il thriller e l’erotico abbiano la stessa ‘cassetta degli attrezzi’. Ho poi cominciato a vedere sempre più film e, visto che ho fatto l’istituto tecnico industriale, indirizzo informatica, cercavo di trovare qualcosa che legasse i miei studi con l’interesse per il cinema. Ho iniziato come montatore di spot pubblicitari e di videoclip, e ho poi continuato a farlo anche a Milano, al Naba, e là, per un esame, ho realizzato un corto. Fu in quel momento che un mio docente mi disse: “Simone, tu vuoi fare il montatore, e lo capisco, ma l’unico che potrebbe fare il regista qui sei tu”.
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In quel periodo, spiega Simone, è nato il suo primo cortometraggio, Mio fratello, in cui affronta una tematica che gli sta a cuore:
“Una piccola ‘dipendenza affettiva’ per un mio compagno di classe, un piccolo amore, è così che ho realizzato la storia di due fratelli di cui uno dei due è innamorato dell’altro, cercando quindi di esagerare, di estremizzare quella che era il mio vissuto in quel momento”
A Filmcritica il regista spiega anche il suo primo ricordo cinematografico è l’immagine di un ragazzo con un orecchino d’oro che gli fa capire cose importanti su se stesso.
“Il primo ricordo che ho è di un film di cui non ricordo il titolo, c’era un ragazzo con l’orecchino dorato, e in quel momento ho capito tante cose di me, sia che volevo un orecchino dorato, e sia che mi piacevano i ragazzi, e dunque il cinema ha contribuito a farmi scoprire delle cose di me”
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Riguardo la sua collaborazione con i Maneskin, al Locarno Film Festival, spiegò che erano stati loro a contattarlo per affidargli la regia del videoclip I Wanna Be Your Slave. Per questo progetto, spiega Simone, si è ispirato alle foto di Robert Mapplethorpe.
“Mi hanno contattato loro, immagino perché il testo della canzone era vicino alle storie che mi interessano. Una scelta che dimostra il loro coraggio, dato che non avevo mai girato videoclip prima. Volevano quell’immaginario erotico simbolico che mi è caro”
Nel 2023 Simone Bozzelli dirige il suo primo lungometraggio, Patagonia, storia di un amore omosessuale squilibrato che vede protagonista Andrea Fuorto e Augusto Mario Russi. A proposito degli elementi autobiografici del film, Simone ha detto a Taxi Drivers:
“Non riuscirei a lavorare al di fuori del vissuto personale. Personali sono i luoghi e le persone con cui ho lavorato, il film è girato per metà tra Silvi e Montesilvano”
Per quanto riguarda i prossimi progetti, Bozzelli ha espresso il desiderio di lavorare ad un film tratto dal libro La città dei vivi, incentrato sul delitto Varani. “Non so se sarà un film o una serie”.
