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Home » Personaggi » Chi è Stefano Dionisi, l’attore che interpreta Franco Mari ne L’amica geniale 4

Chi è Stefano Dionisi, l’attore che interpreta Franco Mari ne L’amica geniale 4

La carriera di Stefano Dionisi, il Franco Mari de L'amica geniale 4: il successo, la bellezza, gli amori, la malattia mentale (che ha raccontato in un libro) e il figlio.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco12 Novembre 2024
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Stefano Dionisi in L'amica geniale 4
Stefano Dionisi in L'amica geniale 4 - foto di Eduardo Castaldo/HBO
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Stefano Dionisi, nato il 1 ottobre 1966 a Roma, è un attore che ha fatto il suo esordio al cinema negli anni ’80, ma si è affermato come uno degli interpreti più talentuosi del cinema italiano a partire dagli anni ’90, quando si è fatto conoscere con film come Farinelli – Voce Regina, per il quale vinse un David di Donatello, poi Sostiene Pereira accanto a Mastroianni, La tregua e Il partigiano Johnny. Negli ultimi anni lo abbiamo visto in numerosi ruoli televisivi, l’ultimo dei quali, quello di Franco Mari ne L’amica geniale 4, molto amato dal pubblico. Per quanto riguarda la sua vita privata ha avuto relazioni con Claudia Gerini, Chiara Caselli, Barbara Lerici. Ha avuto una moglie, la produttrice americana Annie Stewart, che gli ha dato un figlio, Milo, nato nel 1997. Dopo il divorzio dalla Stewart è stato il compagno della produttrice Elena Cara. Nel 2015 Dionisi ha pubblicato il libro La barca dei folli, nel quale racconta con sincerità il percorso con la malattia mentale a partire dal 2001, l’anno in cui ebbe un episodio psicotico sul set di un film.

Stefano Dionisi da giovane
Stefano Dionisi agli inizi della carriera

Come scrive Elle, Stefano Dionisi inizia ad affacciarsi nel mondo dello spettacolo a 18 anni, dopo un’infanzia e un’adolescenza difficili, che anni dopo avranno un impatto drammatico sulla sua salute mentale. In un’intervista a La nostra tv racconterà  “Mio padre ha abbandonato la famiglia quando avevo 4 anni e ci siamo riavvicinati prima che morisse”. In quel periodo si arrangia come può, fa il cameriere e altri lavoretti. Poi, come racconta a Il Fatto Quotidiano, l’incontro con l’agente Roberto Sani dà una svolta alla sua vita.

“Stavo seduto in via del Corso a Roma quando passa Roberto Sani che fa l’agente, ma un tempo faceva il cameriere e io avevo lavorato per lui come lavapiatti. Ed è stato lui, vedendomi là, a chiedermi se volevo fare l’attore. Così io ho risposto “dai, proviamo”, abbiamo fatto delle foto e mi sono iscritto a una scuola di recitazione. Avevo anche la fortuna di parlare l’inglese, e non erano in molti a farlo negli anni ottanta tra gli attori, è andata così.”

Stefano Dionisi in Farinelli - voce regina
Stefano Dionisi in Farinelli – voce regina

Dionisi inizia a recitare presso il teatro La Scaletta, viaggia tantissimo tra l’India e gli USA e nel 1989 approda al suo primo ruolo nella fiction Rose, una produzione italo-svizzera nella quale recita accanto a Nino Castelnuovo. Seguono altri ruoli nei film Tracce di vita amorosa, Verso Sud, nel controverso film Sabato Italiano. Nel 1994 arriva finalmente il ruolo di protagonista in Farineli – voce Regina, nel quale interpreta Carlo Broschi, detto Farinelli, cantante castrato del Settecento. Il film vale a Dionisi un David di Donatello speciale e viene candidato agli Oscar per il Miglior Film Straniero.

Stefano Dionisi ne Il partigiano Johnny
Stefano Dionisi ne Il partigiano Johnny

Dopo il successo di Farinelli recita di nuovo per Pasquale Pozzessere in Padre e figlio, affianca Marcello Mastroianni in Sostiene Pereira, interpreta il fratello gay di Valeria Marini nel film erotico Bambola, di Bigas Luna. La seconda metà degli anni ’90 lo vede nel cast di L’arcano incantatore di Pupi Avati, poi L’albero delle pere. Dionisi inizia il nuovo millennio con Il partigiano Johnny, recita per Dario Argento in Non ho sonno, in Ovunque sei di Michele Placido e In ti presento un amico di Vanzina. Negli anni ’90 recita anche in alcune produzioni televisive, ma i ruoli più significativi in tv, li interpreterà nella fase successiva della sua carriera. In tv recita in L’ultimo dei Corleonesi, L’avvocato Guerrieri, Caccia al Re – la Narcotici.

Nel 2011, in Spagna, sul set di una fiction su Sant’Antonio da Padova, ha un episodio psicotico che aprirà un nuovo capitolo della sua vita e sarà le premessa del suo libro La barca dei folli, scritto nel 2015, in cui racconta come ha affrontato la sua malattia mentale. Una malattia, spiega lui, che ha origine ereditaria, ma a scatenare la prima crisi fu il successo, perché a suo dire si sentiva in colpa a guadagnare fama e denaro, quando altri vivono situazioni precarie.

“Nel 2001 ero in Spagna per girare una fiction su Sant’Antonio da Padova. Una sera ho chiesto all’autista di lasciarmi in un posto sconosciuto nel cuore della notte. Ho buttato passaporto e portafogli. Mi sentivo perseguitato. Chiedevo aiuto ma non c’era nessuno per strada. Mi sono calmato solo quando, salito su un tetto, mi sono messo a guardare il cielo stellato”

A L’Avvenire spiegò più dettagliatamente cosa aveva triggerato la sua crisi:

“Persi le staffe tutto d’un tratto ma c’era qualcosa che covava dentro di me, quello che mi fece crollare fu il successo ottenuto come attore, il fatto di aver guadagnato 300 milioni di lire in due mesi dopo aver sbarcato il lunario per anni facendo il cameriere”

Segue un lungo percorso di ricoveri coatti in ospedali psichiatrici, farmaci, cure, che lui descrive dettagliatamente nel libro. Il confronto con il padre sarà decisivo e risolutivo nel suo percorso di guarigione. Lo rivedrà 25 anni dopo che aveva abbandonato la famiglia e anche lui a sua volta era stato in cura.

“Ho sperimentato così l’importanza della famiglia, perché se gli manca il sostegno di un padre e di una madre, delle persone care, un malato psichico non ce la fa a rialzarsi, si emargina sempre di più, viene impasticcato e lasciato solo, non guarisce, diventando anche un costo per la società”

A Giornalisti Sociali spiegò che decise di scrivere La barca dei folli in seguito all’interessamento di un editor di Mondadori, che aveva letto una sua intervista sul Corriere. Gli fu proposto di scrivere un libro con l’aiuto di un ghostwriter, ma Dionisi rifiutò e preferì scriverlo in prima persona “anche perché in quel periodo non avevo un euro”. Non pensava neanche di riuscire a finirlo, ma alla fine è andato tutto per il verso giusto e il libro ha ricevuto numerose critiche positive.

Sul fronte sentimentale, negli anni del successo, Stefano ha delle relazioni con Claudia Gerini, Chiara Caselli, Barbara Lerici. Gerini disse di Dionisi, in un’intervista a Il Giornale, che “è l’unico fidanzato attore che ho avuto, ombroso e sensibile, l’ha presa malissimo quando l’ho lasciato: ha picchiato l’uomo con cui mi sono messa dopo di lui”. Nel 1995 si sposa con la produttrice americana Annie Stewart che nel 1997 gli dà un figlio, Milo, che oggi vive a Los Angeles e con il quale Stefano raccontò di avere “un rapporto a distanza”, anche se cerca di essere sempre presente nella sua vita.

Stefano Dionisi oggi
Stefano Dionisi alla premiere de Il grande gioco

Nel suo periodo hollywoodiano, racconta Dionisi a Il Fatto Quotidiano, l’attore frequenta le star americane e prende qualche “mazzata” a causa della sua eccessiva sincerità.

“Frequentavo Nicolas Cage e anche Jodie Foster, i suoi figli sono amici del mio. Ho frequentato la Hollywood vera e quindi ho preso vere mazzate perché se tu dici “quel film con Nicolas Cage fa cagare”, in realtà non lo puoi dire, e invece io l’ho detto.”

Nel 2013, sul set di Pupetta – il coraggio e la passione, incontra Elena Cara, che si occupa di produzione, e diventerà la sua compagna. “Ci siamo conosciuti quando faceva l’autista e mi portava sul set. Abbiamo fatto mille cose insieme, abbiamo viaggiato, siamo stati in Giordania, in Kentucky, a Los Angeles”

Stefano Dionisi e Alba Rohrwacher in L'amica geniale 4
Stefano Dionisi e Alba Rohrwacher in L’amica geniale 4

La carriera di Dionisi nel frattempo prosegue con altri ruoli televisivi: Un medico in famiglia 10, 1993, Non uccidere, Il grande gioco, Il Re. Al cinema invece recita per Nanni Moretti in Tre piani e per Mastandrea in Ride. Un ruolo molto amato però, è quello di Franco Mari ne L’amica geniale 4. Nella serie Stefano interpreta la versione matura di Franco, un vecchio amore di Lenù che si rivelerà molto importante per lei e per le sue figlie. Franco ha perso un occhio dopo un’aggressione dei fascisti, in gioventù. Esce di scena in modo straziante nel primo episodio della stagione 4.

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