Thích Nhất Hạnh (1926-2022) è stato un monaco buddista vietnamita, poeta, attivista per la pace e maestro spirituale di fama internazionale. Nato con il nome Nguyễn Xuân Bảo a Huế, Vietnam, in un periodo di instabilità politica e sociale dovuta al colonialismo francese, iniziò il suo percorso spirituale molto presto. A soli 16 anni entrò nel monastero di Từ Hiếu, dove si formò secondo la tradizione zen vietnamita. Fin da giovane mostrò una grande sensibilità per le questioni sociali, che avrebbe poi integrato nei suoi insegnamenti.
Durante l’infanzia, Thích Nhất Hạnh sviluppò una profonda connessione con il buddismo, ispirato da immagini e scritti che esprimevano calma e saggezza. A 11 anni decise di voler diventare monaco, colpito dall’ideale del Buddha come simbolo di pace interiore e serenità. Dopo la sua formazione iniziale, studiò intensamente sia la filosofia buddista che le materie laiche, facendosi notare come pensatore innovativo e poeta
Negli anni ’60, Thích Nhất Hạnh divenne una figura chiave del buddismo impegnato (Engaged Buddhism), un movimento che coniuga la pratica spirituale con l’azione sociale. Durante la guerra del Vietnam, egli lavorò instancabilmente per promuovere la pace, fondando scuole e cliniche e lanciando iniziative umanitarie. Il suo attivismo lo portò a chiedere un cessate il fuoco unilaterale, attirandosi l’ostilità del governo vietnamita, che lo esiliò (sarebbe tornato nel Paese solo decenni dopo, nel 2005).

Dopo l’esilio, si stabilì in Francia, dove nel 1982 fondò Il villaggio delle prugne, (Village des Pruniers), un centro di meditazione vicino Bordeaux. Questo luogo divenne il cuore del suo insegnamento globale, accogliendo monaci, laici e persone di ogni religione. Presso quello che poi sarebbe diventato villaggio, era nato, a metà degli anni ’60, anche l’Ordine dell’Interessere (Order of Interbeing), con cui il monaco formalizzò la sua visione non dualista del mondo, centrata sulla connessione e la responsabilità reciproca
Thích Nhất Hạnh sviluppò un approccio unico al buddismo, integrando la meditazione, la consapevolezza (mindfulness) e l’etica in uno stile di vita accessibile a tutti. Coniò il termine “interessere” per descrivere l’interconnessione tra tutti gli esseri, un concetto che permea i suoi insegnamenti. Promosse pratiche semplici, come la meditazione camminata e il respiro consapevole, per aiutare le persone a vivere nel presente e trovare la pace interiore.
Attraverso libri, moltissimi dei quali tradotti in italiano, ritiri e conferenze, condivise messaggi di compassione, sostenibilità e pace. Alcune delle sue opere più influenti includono Essere Pace, Il Cuore dell’Insegnamento del Buddha e La Pace è ogni passo. Nel 2018, dopo un ictus subito quattro anni prima, che lo aveva lasciato gravemente invalido, tornò al Tempio di Từ Hiếu in Vietnam, dove trascorse i suoi ultimi anni. Morì pacificamente nel 2022, lasciando un’eredità di saggezza e compassione che continua a ispirare milioni di persone.
DI Thich Nhat Hanh si è parlato durante un’intervista a Belve, quando Valeria Bruni Tedeschi ha spiegato che fa ricorso agli scritti del monaco per calmare l’ansia. L’attrice e regista però ha ammesso che corrobora l’effetto di queste letture con gli ansiolitici.
