Negli ultimi tempi i genitori di Tony Effe hanno avuto spazio mediatico grazie ad alcune interviste concesse a Le Iene e ad alcune dichiarazioni del trapper – tra cui quella, famosa, della paghetta di 150 euro. Il padre di Tony è Salvatore Rapisarda ed è un orafo, mentre sua madre per un periodo ha lavorato come cameriera in un hotel e quando Tony era piccolo, lo accompagnava sui set cinematografici (perché Tony è stato un baby attore, in passato). Il 17 maggio del 1991 hanno avuto Tony, il cui vero nome è Nicolò Rapisarda, ed è il loro unico figlio. Il trapper ha parlato della sua famiglia come “semplice, medio benestante”. Il trapper ha sottolineato che sua madre guadagnava mille euro, mentre suo padre 4000 o forse anche di più. Con i genitori, ha un buon rapporto anche se complicato. Vediamo chi sono nel dettaglio.
Salvatore Rapisarda, come abbiamo detto, lavora in un’oreficeria a Roma, la Esserre Preziosi. Ha un profilo su Instagram che tiene privato. Tony spiegò al Corriere della Sera che gli orecchini e gli anelli glieli fa suo padre, mentre le collane le sceglie lui. “Ho la passione per i diamanti, ho fatto pure un corso di gemmologia. Ma in fondo, lo ammetto, sono stati soldi buttati”
Come riporta Today, il padre di Tony disse a Le Iene che tra di loro non c’era un dialogo stretto, al di là dei messaggi su Whatsapp.
“Lui ha un modo arrogante, ha una corazza. Se tu lo sfiori lui ti dice: ‘Ao lasciame sta’, ma io lo voglio sentire. È mio figlio, l’ho fatto io. Lui vive a Milano, io a Roma. A parte i messaggi su Whatsapp… non c’è un dialogo bello completo. Questa cosa non è che mi faccia stare proprio male però ci penso costantemente”.
@mediasetinfinity Un rapporto complicato ma anche molto tenero 🥹 Guarda #LeIene #ViteSpericolate su #MediasetInfinity #davedere #tonyeffe ♬ suono originale – Mediaset Infinity
In una famigerata intervista nel podcast BSTM, ripresa da tutte le testate nazionali, tra cui Rolling Stone, Tony disse che i suoi gli davano 150 euro di paghetta alla settimana e a lui sembravano pochi.
“Quando stavo al liceo mio padre mi dava 150 euro a settimana di paghetta. Nel senso, che ci devo fare? Per me 150 euro erano pochi. A 17 anni comunque già fumavo e già avevo il motorino. Ero un povero del centro. La mia rivalsa era economica, non vengo dalle case popolari, ma abitavo in una casa da 90 metri quadri e mi sentivo inferiore quando andavo a casa del figlio di X che aveva la casa con la piscina a Capalbio”
In una successiva intervista a Vanity Fair Rapisarda ridimensionò le sue dichiarazioni (e la cifra della paghetta)
“In quel momento, ho sparato quella cifra perché oggi 150 euro hanno un altro valore per me, e sul momento non mi ricordavo e mi sembrava che fossero pochi. In realtà mi davano 50 euro alla settimana, mi pare. Lo so, fa un po’ ridere ma è andata così”
Quando Tony era piccolo ed era conosciuto solo come Nicolò Rapisarda, sua madre lo accompagnava sui set dei film. Viaggi di nozze, di Carlo Verdone, nel quale a suo dire fa giusto una comparsa. Poi Paparazzi, con Massimo Boldi. A tale proposito Tony ha raccontato un aneddoto.
“C’era Massimo Boldi, in carrozzina e con la gamba ingessata. Doveva spingere la dottoressa che impugnava quattro siringone puntate verso il mio culetto. Piangevo. Mamma mi disse: “Se fai il bravo ti compro la playstation”. E ho smesso subito”

Anche la madre di Tony – che somiglia tantissimo al trapper – è stata intervistata da Le Iene. E ridendo, ha detto che è una fan di Renato Zero e non sempre apprezza le tematiche dei brani di suo figlio. Come riporta Today, la signora dichiarò:
“Io ho sempre amato Renato Zero, non parlava sempre di sesso, di droga e di troie… Ti prego. Noi passavamo anche settimane senza parlarci, eppure prima era molto affettuoso. Ma durante l’adolescenza è stato ingestibile. Non si confida, è come se avesse pudore dei sentimenti”
“Non so perché ma ride poco. Lui è sempre stato vanitoso, non so quanto spende ma avrebbe potuto acquistare tre appartamenti. Com’è Tony? Prende e dà un pugno a uno, ma per me non esiste. Lui deve saper gestire la rabbia, non siamo nel far west”
