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Home » Personaggi » “Chi sostiene Harry Potter è contro le persone trans”: Lilly Wachowski durissima su Rowling e Elon Musk

“Chi sostiene Harry Potter è contro le persone trans”: Lilly Wachowski durissima su Rowling e Elon Musk

Intervistata da Variety, La co-regista di Matrix non risparmia critiche a Musk, definito 'un nazista', e a Hollywood, rea di ignorare le istanze trans.
Simone FrigerioDi Simone Frigerio11 Settembre 2026
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La scrittrice JK Rowling
La scrittrice JK Rowling (depositphotos)
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Lilly Wachowski torna a parlare apertamente della condizione delle persone trans a Hollywood e lo fa con alcune delle dichiarazioni più dure mai pronunciate contro J.K. Rowling ed Elon Musk. La co-regista di Matrix ha affrontato il tema della rappresentazione trans nell’industria cinematografica, sostenendo che Hollywood continui a respingere numerosi progetti con protagonisti queer e trans, e ha collegato questa situazione agli attacchi subiti da Elliot Page e al dibattito intorno a Harry Potter.

A proposito della saga di J.K. Rowling, Wachowski ha affermato, in una lunga cover story per Variety, come il sostegno ai prodotti legati a Harry Potter, compresa l’imminente serie HBO, sarebbe strettamente collegata anche alle posizioni dell’autrice britannica contro i diritti delle persone trans. Le sue parole sono particolarmente nette

“Finanzia il genocidio delle persone trans. J.K. Rowling finanzia il genocidio delle persone trans, punto e basta. Quindi, se sostenete Harry Potter, state sostenendo il genocidio delle persone trans. Il denaro che spendete per godervi questi prodotti, una parte di esso almeno, va a J.K. Rowling e quel denaro viene utilizzato da lei per finanziare leggi contro le persone trans in tutto il mondo. Quindi se voi vi divertite con queste serie, e sostenete queste serie, avallate la mia eliminazione dal mondo”

Harry Potter, un frame dal trailer della serie
Harry Potter, un frame dal trailer della serie

 

Il discorso si è poi spostato su Elliot Page e sul lavoro di Christopher Nolan. Per Wachowski, la scelta di Nolan di affidare a Page un ruolo in The Odyssey rappresenta un esempio concreto di quello che dovrebbe essere il comportamento dell’industria nei confronti degli attori trans.

“Bisogna riconoscere a Christopher Nolan il merito di aver scelto Elliot fin dall’inizio. Questo, proprio questo, è la definizione di alleanza. E il fatto che Christopher Nolan vada in giro a parlare di Elliot, dicendo quanto sia stato fantastico lavorare con lui, dice moltissimo di lui come essere umano. Ma chi lo sta seguendo nell’industria? Ci sono persone col potere di scegliere attori trans per un film, ma che non fanno un (omissis) in questo senso.”

Ed è proprio parlando del clima politico e degli attacchi alle persone trans che Wachowski ha rivolto parole durissime contro Elon Musk

“Voglio dire… persone come lui sono naziste, letteralmente dei nazisti. C’è una connessione uno a uno tra Elon Musk e la comunità nazista. Ha fatto un vero e proprio Sieg Heil su un palcoscenico nazionale. Penso che la comunità globale debba creare una sorta di firewall tra gli Stati Uniti e il popolo americano, perché questo Paese ha permesso alla propaganda nazista di proliferare a un livello tale da essere diventata pericolosa per la popolazione globale. Per quanto possibile, penso che si debbano combattere i discorsi d’odio e si debba fare di tutto per chiudere le piattaforme social; in questo senso, UK e USA sono già fregati da tempo, l’Europa e il Brasile hanno ancora speranze”

La regista ha raccontato anche quanto sia stato difficile riuscire a portare sullo schermo alcuni dei progetti queer e trans ai quali ha lavorato negli ultimi anni.

“Per quanto riguarda la mia esperienza nella presentazione dei progetti, ho proposto moltissime storie queer e trans davvero interessanti e originali, ma Hollywood non ne ha voluto sapere. C’era una serie televisiva tratta dal fumetto Cosmoknights che avrei dovuto dirigere, nata da un progetto mio e di Emily Andras, la creatrice di Wynonna Earp. Era una sorta di Star Wars con delle lesbiche nello spazio. Amy Poehler ne era la produttrice e l’abbiamo proposta a diversi studi e network in tutta Hollywood. Avevamo una splendida bible scritta da Emily e io avevo realizzato anche un video di presentazione molto originale. Eppure, alla fine, hanno rifiutato tutti”

Wachowski ha raccontato a Variety anche di un altro progetto che non è riuscito a decollare, l’adattamento di Manhunt di Gretchen Felker-Martin, romanzo diventato un bestseller e comparso in numerose classifiche dei dieci libri più venduti.

“Avevamo anche realizzato un bellissimo adattamento di Manhunt di Gretchen Felker-Martin, che era stato un bestseller ed era comparso in tutte queste classifiche dei primi dieci, ma non siamo riusciti a farlo partire. Era il 2022 circa. Ora sono passati quattro anni e io non ho ancora realizzato nulla. Non riesco a trovare uno studio disposto a produrre uno di questi progetti”.

Le dichiarazioni di Wachowski finiscono così per unire tre fronti diversi ma, secondo la regista, strettamente collegati: la rappresentazione delle persone trans nell’industria cinematografica, il rapporto tra il pubblico e le opere di J.K. Rowling e la crescente influenza politica di Elon Musk.

Da una parte Wachowski sostiene che Hollywood continui a rifiutare progetti con una forte componente queer e trans, nonostante l’esistenza di sceneggiature e adattamenti che, a suo dire, avrebbero già trovato interesse e riconoscimento. Dall’altra invita a considerare le conseguenze delle proprie scelte di consumo, arrivando a sostenere che continuare a sostenere Harry Potter significhi contribuire indirettamente al finanziamento delle battaglie politiche di Rowling.

Elon Musk
Elon Musk – Photo by Image Press Agency (depositphotos)

Nel caso di Elon Musk, la regista porta il discorso ancora più lontano, accusando l’imprenditore di avere un rapporto diretto con l’ambiente nazista e chiedendo alla comunità internazionale di intervenire contro la diffusione della propaganda e dei discorsi d’odio sulle piattaforme social.

Al centro delle sue parole rimane però soprattutto una denuncia sull’industria cinematografica: secondo Wachowski, il problema non sarebbe soltanto la presenza o l’assenza di personaggi trans sullo schermo, ma la disponibilità stessa di Hollywood a finanziare e produrre storie concepite da autori queer e trans e interpretate da attori appartenenti a queste comunità.

Simone Frigerio
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Nato nel 1985 a nord di Milano, in seguito all'ottenimento della maturità classica, consegue nel 2008 una prima Laurea Triennale in Storia e critica del cinema, presso la facoltà di Lettere Moderne dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, con una tesi sul cinema civile italiano; nel 2010 ottiene invece la laurea magistrale in Linguistica Generale, presso lo stesso ateneo, con una tesi sulle presupposizioni linguistiche. Da dicembre 2022 collabora con Cinemaserietv.it in qualità di newser.

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