Ciro Esposito oggi ha 43 anni e dopo aver interpretato Raffaele Aiello in Io speriamo che me la cavo, ha continuato a fare l’attore, recitando tra le altre cose in fiction come Don Matteo, La Squadra, Rosy Abate, ma anche in serie acclamate come Gomorra e nel film tv Il Grande Torino. Ciro Esposti continua a recitare anche a teatro e tiene corsi di recitazione. Per quanto riguarda la vita privata, vive a Roma ed è sposato con Luana Bisaccia, una nipote di Gigi D’Alessio. La coppia ha due figli Ian e Noah che ogni tanto fanno capolino tra le foto condivise da Ciro su Instagram.
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Ciro Esposito è ricordato per il ruolo di Raffaele, uno degli alunni di Paolo Villaggio nel film Io speriamo che me la cavo, tratto dal libro bestseller del maestro Marcello D’Orta. Raffaele Aiello nel film è un piccolo delinquente e si becca anche uno schiaffo dal maestro. Ma soprattutto è ricordato per quella battuta sfrontata “Mettetemi presente”. Oggi Ciro è ancora “presente” nel cinema, nel teatro, nella tv. Nel 2010 è tornato a lavorare con Lina Wertmuller nel film Mannaggia alla miseria, nel 2010. Tra i numerosi titoli ai quali ha lavorato, quelli di cui è maggiormente orgoglioso sono la fiction biografica Le Ali, in cui interpreta Gianfranco Paglia, un militare che negli anni ’90 fu ferito durante una missione di pace in Somalia. Altri progetti televisivi in cui abbiamo visto Esposito in ruoli di rilievo è Il grande Torino – in cui interpreta il personaggio di Michele Placido da giovane. Gomorra è uno dei titoli più importanti (e controversi) della sua carriera. Nella serie, a partire dalla quarta stagione, lui interpreta un personaggio che si chiama Raffaele, omonimo del ragazzino di Io speriamo che me la cavo e lavora al soldo di un misterioso boss, ‘o Maestrale. In un’intervista a La voce dello schermo, parlò dei suoi ruoli da cattivo nei titoli ambientati a Napoli.
“È la parte oscura di Napoli e qualcuno la deve pur raccontare. La televisione, il cinema e il teatro sono anche mezzi di informazione e c’è bisogno di personaggi negativi per far conoscere e valorizzare la parte buona. Mi fa piacere interpretare questi ruoli perché ritengo che spesso il cattivo sia quello che viene ricordato di più. Il buono ha bisogno del cattivo per essere tale. Credo che il lavoro sporco qualcuno lo debba pur fare e, dal punto di vista artistico, è sempre divertente e stimolante interpretare un cattivo.”
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Quello che molti non sanno però, è che Ciro si esprime anche attraverso altre forme d’arte, tra cui la scultura e la pittura. In un’intervista a MyDreams Esposito ha spiegato:
“Il tempo per l’arte lo trovo sempre. Per me è un toccasana, un modo per prendere ossigeno. È un momento tutto per me. È importante dedicare anche solo dieci minuti nella tua giornata a quella che è la tua passione, a quello che ti fa stare bene. Quando posso prendo subito la matita e butto giù idee, poi, se ho tempo per realizzarle bene, altrimenti le tengo nel cassetto e le tiro fuori al momento opportuno”
Per quanto riguarda la vita privata, l’attore oggi ha due figli maschi Ian e Noah, avuti da sua moglie Luana.
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Tra interviste e social, Ciro Esposito trova sempre il modo di ricordare Io speriamo che me la cavo e l’esperienza con Paolo Villaggio. Sempre a La voce dello schermo, l’attore ha raccontato che Villaggio era professionale ma anche goloso. Sul set faceva arrivare spesso ordini di crocché e arancine.
“Io ho avuto la fortuna di lavorare spesso a stretto contatto con lui, avendo molte scene da soli, e mi sono goduto il grande artista che era in maniera più tranquilla e più pacata. Stando sul set con quattordici pesti, il set a volte poteva diventare ingestibile. Invece, stando da solo con lui sono riuscito a capire la sua sensibilità, pur essendo piccolissimo. Ricordo che gli venivano le voglie e spesso arrivava il catering. Una volta portavano le crocchette, una volta le palle di riso e altre pietanze particolari. A lui piaceva mangiare e molte volte offriva sul set.”
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Non si fa fatica a credergli, perché altri co-protagonisti dei film di Villaggio hanno raccontato quanto gli piacesse mangiare. Con Serena Grandi, sul set di Rimini Rimini, faceva scorpacciate di piadine, mentre sul set di Scuola di ladri ordinava sushi, che allora non era così diffuso.
