Le Gemelle Kessler avevano scelto da tempo di morire insieme, rivolgendosi alla Deutsche Gesellschaft fuer humanes Sterben, storica associazione tedesca che si occupa di suicidio assistito. In un’intervista a Repubblica, la portavoce dell’associazione, Wega Wetzel, spiega che Alice ed Ellen avevano fatto domanda anni fa, e nel tempo erano state seguite a lungo da un legale e da un medico incaricati di verificare che la loro fosse una decisione libera, ponderata e in linea con i criteri stabiliti dalla Corte costituzionale tedesca. Entrambi erano presenti al momento della morte, confermando che le due artiste non erano sole e che ogni passaggio è avvenuto secondo la procedura prevista.
Secondo Wetzel, le due showgirl si erano rivolte all’associazione molto prima della data stabilita per la fine della loro vita. Le parole della portavoce a Repubblica chiariscono che il percorso non è stato improvviso né dettato da un evento specifico, ma da una decisione presa anni fa, lucida e seguita passo dopo passo. “Volevano morire insieme.” chiarisce Wetzel e del resto le stesse Alice ed Ellen Kessler avevano ribadito più volte, in numerose interviste, di volersene andare insieme, nessun mistero.

La data del 17 novembre 2025, spiegano dalla Dghs, non aveva un significato simbolico: si trattava semplicemente del risultato dei tempi necessari per completare l’iter. Nel frattempo, un avvocato e un medico hanno continuato a incontrare le due sorelle per verificare che la volontà fosse stabile e priva di dubbi.
La portavoce dell’associazione ha descritto nel dettaglio le fasi che hanno preceduto l’ultimo giorno delle Kessler. Il primo passo è la visita del legale, che deve accertare che non ci siano pressioni esterne, alternative non considerate o condizioni psicologiche compromesse. Segue l’incontro con un medico, che deve confermare la cosiddetta decisione libera e responsabile, come richiesto dalla recente sentenza che ha regolamentato il suicidio assistito nel Paese.
“Le gemelle Kessler hanno ricevuto prima la visita di un legale che doveva assicurarsi che la loro decisione fosse maturata da un tempo sufficiente, che non vedessero alternative, che fosse libera e che non avessero, per esempio, malattie psichiatriche. In un secondo momento è andato a trovarli un medico. Anche lui per sincerarsi che le due sorelle avessero maturato una decisione libera e responsabile. Poi queste due persone hanno continuato a seguire da vicino le gemelle per accertarsi che non avessero proprio più dubbi.”
Il 17 novembre, giorno scelto per l’addio, sia il medico sia il legale erano presenti nella stanza. Come previsto dalla legge, è il medico a preparare l’infusione, ma l’attivazione deve essere compiuta esclusivamente dal paziente.
“Hanno chiesto alle gemelle per un’ultima volta se avessero ben chiaro cosa stessero per fare, se lo volessero davvero. E hanno fatto una prova tecnica con la soluzione salina. Soltanto dopo questa ennesima procedura, dopo essersi sincerati fino in fondo della loro libera e responsabile decisione, le Kessler hanno potuto iniettarsi la dose letale. La morte avviene subito per arresto cardiaco. A quel punto, una volta accertata, viene chiamata la polizia.”
Il ruolo delle forze dell’ordine è fondamentale: devono verificare che si sia trattato di un suicidio effettuato autonomamente e non di un aiuto illecito. Per questo, spiega Wetzel, spesso vengono chiamati familiari come testimoni o si realizzano dei video.
Sull’origine della decisione delle due ballerine, la portavoce non dà spiegazioni: “Credo che avessero preso questa decisione per vari motivi.”
Per l’associazione, il fatto che due personaggi così noti abbiano scelto il suicidio assistito potrebbe avere un impatto sulla percezione pubblica del tema.
“Magari farà capire a molti che non è necessario andare in Svizzera, che si può morire con dignità anche in Germania.”
Quella di Alice ed Ellen Kessler è stata un’ultima scelta condivisa, compiuta secondo una procedura regolamentata, controllata e rispettosa della loro volontà. La loro scelta però continua a far discutere, soprattutto in Italia.
