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Home » Personaggi » Conobbe suo padre poche ore prima che morisse: così Valentino ha cambiato il destino di una ragazza aiutata in segreto

Conobbe suo padre poche ore prima che morisse: così Valentino ha cambiato il destino di una ragazza aiutata in segreto

La storia vera di Sarah Silvestri, la bambina aiutata in segreto da Valentino dopo aver incontrato suo padre poche ore prima della sua morte. Un destino cambiato per sempre.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco25 Gennaio 2026
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Valentino e Sarah Silvestri
Valentino e Sarah Silvestri (depositphotos / linkedin)
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Mercoledì scorso, tra le centinaia di persone accorse per l’ultimo saluto a Valentino Garavani, una giovane donna vestita di giallo, con un cappello appariscente, si è fatta avanti chiedendo di poter salutare Giancarlo Giammetti, socio ed ex compagno dello stilista. Si chiama Sarah Silvestri, ha 43 anni, è un avvocato internazionale,  ma non è una parente o una collaboratrice storica di Garavani e non è una vip. È la figlia di un uomo che, trent’anni fa, entrò per pochi minuti nell’atelier di Valentino e incredibilmente, ne uscì cambiando per sempre il destino di sua figlia. Un uomo scomparso tragicamente poche ore dopo l’incontro con Valentino.

Il saluto di Sarah ai funerali è l’epilogo di una storia rimasta nascosta per tre decenni. Per capire perché Giammetti, contro ogni protocollo, si sia alzato per abbracciarla, bisogna tornare indietro al 5 febbraio 1992.

Come racconta il Messaggero, quel giorno Giovanni Silvestri, il padre di Sarah, entra nell’atelier di Valentino a Roma. È un bell’uomo di 33 anni, colto, parla quattro lingue. La tossicodipendenza ha lasciato dei segni profondi sulla sua vita, ma lui sta cercando di lasciarsi tutto alle spalle e ricostruire la sua esistenza dalle basi.

“Mio padre era nel pieno di una rinascita” – racconta Sarah – “stava provando a rimettere insieme i frammenti, a ricostruire un futuro che non fosse solo suo ma soprattutto di sua figlia di 9 anni.”

Giovanni chiede a Valentino di poter sfilare, lo fa quasi per gioco. Lo stilista però gli dice che ha effettivamente le qualità dell’indossatore e gli propone di lavorare per lui, con un contratto di sei mesi, da rinnovare in seguito. Giovanni rifiuta la proposta, con educazione – racconta sua figlia – perché ha bisogno di un lavoro continuativo. “Ho una bambina a casa. Mi serve un lavoro vero”, risponde. Quella mattina Giovanni ha sostenuto un colloquio in un’azienda, la Tecnoconference, che potrebbe finalmente garantirgli stabilità. Promette a Valentino che se non andrà bene, tornerà ad accettare la sua offerta.

Poche ore dopo però, Giovanni muore su una barella del Policlinico Umberto I a causa di un’overdose. Era in cura, era pulito da mesi. Sarah, oggi, parla di una trappola: “Gli misero un allucinogeno nella birra. Per un ex tossicodipendente questo equivale a una condanna”. Ma soprattutto, spiega che la morte di suo padre è stato un caso di malasanità.

Sarah Silvestri con suo marito
Sarah Silvestri oggi con suo marito (da Voglio Vivere Così Magazine)

Da lì comincia l’inferno giudiziario. Un medico verrà condannato a risarcire la famiglia. “Disse che mio padre era spazzatura. Un barbone. Un drogato”, racconta Sarah. Da bambina assiste alle udienze accanto alla nonna, con il ricordo della polizia che bussa all’alba inciso nella memoria.

Ma la storia non si ferma in tribunale. Valentino legge i giornali e riconosce l’uomo che poche ore prima gli aveva parlato di sua figlia. Manda le sue segretarie a Tor Bella Monaca, dove la bambina vive con sua nonna (la madre l’ha abbandonata da tempo) e dice chiaramente che vogliono aiutare Sarah e senza intenzione di farsi pubblicità.

Da allora, nell’appartamento popolare arrivano pacchi enormi. Cibo a Natale e Pasqua, maglioni della linea Oliver, dedicata al carlino di Valentino. Un aiuto discreto, costante, mai invadente. “Mia nonna mi diceva di non metterli per uscire. Qui l’invidia è pericolosa”, ricorda Sarah. Valentino diventa una presenza lontana ma solida, un “padre ombra” che non si mostra, ma c’è. I suoi bonifici assicurano una vita serena alla ragazza.

Crescendo, Sarah si rende conto di quanto è stata aiutata: “Mi ha pagato i libri, la scuola, parte della mia prima macchina. Una 600”. Grazie a quel sostegno riesce a riscattarsi da una realtà complicata, a resistere ai debiti che la nonna accumula di nascosto, ai traumi che ancora oggi affronta in terapia.

Più avanti, Valentino, tramite i suoi collaboratori, invita Sarah anche agli eventi, come Donna sotto le stelle. Da adolescente le affida piccoli incarichi, accompagna gli ospiti ai posti a sedere a Piazza di Spagna. Valentino non la chiama mai direttamente, ma lei sente che il suo sguardo vigila. Tra loro c’è un patto silenzioso nato dal rispetto per un uomo sconosciuto che aveva scelto la figlia prima della carriera.

Il cerchio sembra chiudersi tra il 2013 e il 2015, a New York. Sarah lavora come cameriera e commessa per pagarsi l’affitto e imparare bene l’inglese. Quando scopre che Valentino è in città per un evento in una scuola di moda, decide che è tempo di dire grazie.

“Entrai in un evento riservato quasi per caso. All’inizio fui respinta dalla sicurezza. Lasciai un biglietto. Non mi aspettavo nulla. Eppure lui si ricordò di me. Mi fece entrare. Mi fece attraversare quella sala gremita di studenti delle scuole di moda di New York, che mi guardavano increduli mentre venivo accompagnata “oltre”, verso qualcuno che non aveva dimenticato una bambina di Tor Bella Monaca.”

Dopo un incontro emozionante, non privo di commozione anche da parte di Giancarlo Giammetti, Valentino le propone di collaborare con la maison. Sarebbe la svolta definitiva. Ma Sarah rifiuta. “Il mio sogno è fare l’avvocato. Ho studiato sette anni per questo”.

“Ma quella proposta” – spiega Sarah in un post su Linkedin – “quel riconoscimento, quella delicatezza restano tra le cose più preziose che abbia ricevuto”

È la stessa fierezza del padre. Da bambina, vedendo la nonna sputare in faccia al medico in tribunale, aveva fatto una promessa: difendere chi non ha voce, come suo padre. Oggi Sarah è un’avvocata internazionale, lavora con grandi aziende americane. Ha vissuto tra Spagna, New York e Danimarca. Non ha avuto sempre una vita facile, anche dopo essersi affermata: ha superato traumi profondi, incluso un errore medico che le ha portato via un figlio e parte della salute. Ma non si è fermata. “Ho preso colpi, ho lividi. Ma sono fiera della mia vita”. 

Su una delle sue pagine professionali, oggi Sarah Silvestri spiega di essere un’avvocata specializzata in diritto dell’immigrazione internazionale. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Roma Tor Vergata, ha completato la sua formazione tra Italia, Spagna e Stati Uniti, lavorando a New York e specializzandosi in immigrazione, cittadinanze e consulenza societaria negli USA.Iscritta agli Ordini forensi di Madrid, Roma e Italia, offre consulenza legale su visti, cittadinanze, asilo politico e costituzione di società negli Stati Uniti. Parla tre lingue ed è fondatrice del sito Consulenze Internazionali. “Mio padre entrò in quell’atelier cercando un lavoro”, dice. “Ne uscì lasciandomi un destino”.

A proposito di Valentino, non perdetevi questo video esilarante in cui lo stilista bisticcia con il suo ex compagno, e che negli ultimi giorni è diventato virale.

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