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Home » Personaggi » Corona vs Signorini: un avvocato spiega il rischio reale per entrambi

Corona vs Signorini: un avvocato spiega il rischio reale per entrambi

Un avvocato analizza gli scenari legali dello scandalo Signorini - Corona, spiegando chi rischia di più e come potrebbe andare a finire.
Fabio FuscoDi Fabio Fusco20 Dicembre 2025
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Alfonso Signorini e Fabrizio Corona
Alfonso Signorini e Fabrizio Corona
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Il caso scatenato dalle accuse di Fabrizio Corona ad Alfonso Signorini apre scenari legali tutt’altro che scontati: dalla diffamazione al diritto di cronaca, dalla privacy a possibili accordi riservati, le conseguenze per Corona e per Signorini dipendono da una serie di scelte e variabili che potrebbero tenere la vicenda lontana dalle aule di tribunale. In questo articolo approfondiamo le considerazioni dell’avvocato Simone Aliprandi, che ha rilasciato riflessioni sia a Il Fatto Quotidiano sia in un video pubblicato successivamente, aggiungendo dettagli sul “metodo Corona” e sulla gestione delle transazioni private.

L’ultima puntata di Falsissimo, intitolata Il Prezzo del Potere, ha avuto un impatto mediatico immediato. In quattro giorni ha superato i 3,5 milioni di visualizzazioni su YouTube, diventando il secondo video più visto del canale. Nei 66 minuti del racconto, Fabrizio Corona ha messo in scena un impianto accusatorio contro Alfonso Signorini, mostrando presunte chat, foto private e facendo ascoltare telefonate registrate.

Secondo la ricostruzione proposta da Corona, esisterebbe un presunto “sistema Signorini” attraverso il quale il conduttore del Grande Fratello avrebbe ottenuto intimità o rapporti sessuali in cambio di opportunità televisive. Accuse che, pur non accompagnate da denunce, hanno prodotto un immediato danno d’immagine. Signorini ha scelto una linea di comunicazione minimale, limitandosi a dichiarare al Corriere della Sera: “È tutto in mano ai miei avvocati”. La risposta di Corona sui social è stata invece provocatoria: “Ti serve un penalista”.

Ma al di là dello scontro mediatico, quali sono le reali conseguenze giuridiche possibili? L’avvocato Simone Aliprandi, esperto di diritto dei dati personali e proprietà intellettuale, invita a distinguere con attenzione i piani.

Per quanto riguarda Alfonso Signorini, ha spiegato Aliprandi al Fatto Quotidiano, la rilevanza penale delle accuse non è automatica. Anche ipotizzando rapporti in cambio di vantaggi professionali o forme di abuso di autorità, si tratterebbe comunque di persone maggiorenni. In assenza di una querela da parte di una presunta vittima di Signorini, la magistratura non può procedere d’ufficio per reati come la violenza sessuale, salvo l’emersione di elementi specifici come minacce o ricatti.

In sostanza, spiega Aliprandi, comportamenti eticamente discutibili o professionalmente censurabili non sempre si traducono in responsabilità penali. Nel caso di Signorini, tutto dipenderà da ciò che verrà eventualmente reso pubblico nelle prossime puntate annunciate da Corona e, soprattutto, dall’eventuale decisione di qualcuno di formalizzare un’accusa.

Sul fronte opposto, invece, la posizione di Fabrizio Corona appare più delicata. L’ex re dei paparazzi, già coinvolto in passato in numerose vicende giudiziarie, si muove ancora una volta sul terreno sensibile della diffusione di materiale privato e della sua interpretazione pubblica.

Secondo Aliprandi, Signorini potrebbe scegliere di procedere penalmente per diffamazione. Ma questa strada comporta un effetto collaterale tutt’altro che secondario: “Una volta coinvolta la Procura, questa vorrà vedere tutto, col rischio che alla fine vengano rese pubbliche più cose di quante non fossero già uscite all’inizio”. Un’esposizione potenzialmente più ampia di quella generata dallo scontro mediatico iniziale.

Un rischio simile esisterebbe anche in caso di querela per la divulgazione di comunicazioni private non destinate alla diffusione. Per questo, osserva il legale, esistono alternative meno invasive: l’azione civile per il risarcimento del danno d’immagine o il reclamo al Garante della privacy per trattamento illecito dei dati personali. In questi casi, il confronto resta circoscritto alle argomentazioni portate dalle parti, senza allargare il perimetro dell’indagine.

È in questo contesto che entra in gioco il diritto di cronaca, sul quale Corona ha già fatto leva. Perché questa difesa regga, però, devono essere soddisfatte condizioni precise: l’autenticità delle chat, la veridicità del contenuto e una modalità di diffusione pertinente, non gratuitamente denigratoria. Un punto critico, soprattutto alla luce del linguaggio e dei paragoni utilizzati nei video. Aliprandi sottolinea inoltre: “È bene che delle chat sia entrato in possesso legalmente, perché il diritto di cronaca non copre l’acquisizione illecita”.

Il problema non riguarda solo la legittimità delle chat. In un video pubblicato successivamente, l’avvocato ha spiegato alcune dinamiche aggiuntive dei possibili accordi privati:

“Spesso queste vicende a un certo punto cadono nell’oblio, ma non perché siano state abbandonate, ma perché si sono accordati, per esempio, per un pagamento per mettere a tacere la cosa e questo accordo di transazione è stato messo sotto segreto”.

Altri dettagli del “metodo Corona” vengono chiariti dallo stesso legale:

“Cioè si aggiunge all’interno di questi accordi una clausola di riservatezza con delle penali molto alte, per cui sia uno che l’altro hanno interesse poi a non parlarne più, ma noi non sapremmo davvero che cosa si sono detti, come l’hanno sistemata, se poi Signorini gli ha allungato dei soldi”.

Aliprandi evidenzia il rischio implicito per chi si trova invischiato in questi ambienti:

“Quando sei in certi ambienti – nel mondo dello spettacolo, nel mondo della politica – qualche scheletro in armadio ce l’hai comunque, hai paura che questi scheletri saltino fuori, anche cose minori ma che poi, con l’impatto mediatico, possono prendere delle strade e avere delle ripercussioni non previste”.

C’è poi un dato che pesa sull’intera vicenda: al momento non risultano denunce pubbliche o formali contro Alfonso Signorini. Proprio per questo, conclude Aliprandi, non è affatto detto che la storia finisca davanti a un giudice. Esiste una terza via, spesso la più praticata in casi simili: una transazione privata. “Un personaggio come Signorini – spiega l’avvocato – magari gli allunga qualche decina di migliaia di euro a Corona, magari anche qualcosa in più, mettiamo sotto silenzio sta cosa, la chiudiamo, mi compro io l’esclusiva su tutte queste chat, su eventuali foto, e la cosa muore lì. Ma noi questa cosa non la sapremo”.

Un’ipotesi che Corona continua a respingere pubblicamente, ma che — come sottolinea il legale — resterebbe comunque invisibile: “Se trovano un compromesso noi non lo sapremo, perché questi accordi sono quasi sempre coperti da una clausola di riservatezza”.

 

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