Stefano Benni è morto oggi 9 settembre 2025 all’età di 78 anni, in seguito ad una lunga malattia che gli aveva tolto la capacità di parlare e che lo aveva costretto a ritirarsi dalla vita pubblica, come ha confermato anche suo figlio. Non si conoscono molti dettagli sui problemi di salute dello scrittore, ma Goffredo Fofi in un articolo del 2024 ha raccontato che andava a trovarlo spesso, finché fu possibile, per tenergli compagnia.
In un articolo su Lucy sulla Cultura del 2024 Fofi – che tra l’altro è morto a luglio – spiegò che quella di Benni era stata “una vecchiaia inclemente” e raccontò le loro serate insieme, sia a Bologna che a Roma. Dal suo racconto si intuisce che quella di Benni debba essere stata una malattia degenerativa o che comunque ha avuto un percorso invalidante.
“Quando si ammalò, ma si trattava ancora di una malattia non definitiva, scendevo spesso la sera in treno da lui, nella sua città, fuggendo dall’ufficio alla stazione alle 18 in punto, per tenergli compagnia e renderlo un po’ più sereno. All’alba ripartivo di corsa per Milano, per essere in ufficio, alla Feltrinelli, prima delle 9. Quelle serate passate a guardare la televisione insieme a lui steso nel letto – era un maniaco del telecomando – me lo resero molto caro, e finché è stato possibile abbiamo continuato a vederci, tra Milano e Bologna e, infine, a Roma dalle parti di Trastevere, dove abitava, per parlare del massimo e del minimo”
Come riporta Adnkronos, nell’annunciare la scomparsa del padre il figlio dello scrittore di Bar Sport, Niclas, ha invitato a ricordarlo con la lettura o, meglio, con i reading, che lui considerava una forma d’espressione artistica.
“Se volete ricordarlo vi invito in questi giorni a leggere le opere di Stefano che vi stanno più a cuore a chi vi sta vicino, ad amici, figli, amanti e parenti. Sono sicuro che, da lassù, vedere un esercito di lettori condividere il loro amore per ciò che ha creato gli strapperebbe sicuramente una gran risata”.
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