Cristian Totti ha dovuto lasciare il calcio, nonostante avesse già avuto esperienze importanti per la sua giovane età, a causa di un problema di salute. Del percorso del figlio e delle difficoltà incontrate negli anni ha parlato Francesco Totti, che ha rilasciato una recente intervista esclusiva al Corriere dello Sport-Stadio, intervistato dal direttore Ivan Zazzaroni. Totti ha spiegato che il figlio ha scoperto di avere un problema al cervello quasi casualmente, durante un esame che inizialmente era stato eseguito per un disturbo al naso.
“Ha avuto un problema alla testa”, ha raccontato Francesco Totti. La Tac aveva infatti evidenziato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio, una struttura del cervello che permette il passaggio del liquido cerebrospinale tra alcune cavità interne. Totti ha ammesso di non conoscere i dettagli medici della questione:
“Hanno trovato un’occlusione nell’acquedotto di Silvio. Mo’, non è che faccio il medico, te lo dico così come me l’hanno spiegato: non passava tutto il liquido al cervello”
La scoperta avrebbe dato anche una possibile spiegazione a un disturbo che Cristian accusava già da bambino: i frequenti mal di testa. In famiglia, però, inizialmente non era stato dato particolare peso a quel sintomo, anche perché il ragazzo era molto attivo. “Fin da piccolo aveva frequenti mal di testa. Ma era sempre in movimento, nessuno si era mai preoccupato. Sarà un po’ stanco, pensavamo”
Il momento più difficile è stato raccontato da Francesco Totti anche nel suo libro Oltre, uscito di recente. L’ex calciatore ha ricordato quando i medici gli comunicarono che dagli accertamenti era emersa un’anomalia.
La frase che si è sentito dire è rimasta impressa nella sua memoria: “C’è una macchiolina dentro la testa di tuo figlio”. Per un padre, soprattutto davanti a una notizia che arriva improvvisamente e riguarda il proprio figlio, la reazione è stata immediata e drammatica. Totti ha descritto così quello che provò: “Mi sono sentito sprofondare, soffocare, morire”
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Nell’intervista, Totti ha parlato anche delle difficoltà che Cristian ha incontrato nel suo percorso sportivo. Essere il figlio di uno dei calciatori italiani più famosi di sempre non sarebbe stato semplice, soprattutto quando il ragazzo ha iniziato a confrontarsi con il mondo del calcio.
In realtà, all’inizio Cristian aveva pensato a un altro sport. “Inizialmente voleva fare il tennista e io ero strafelice. All’improvviso, ha cambiato. ‘Pa’, voglio diventare calciatore’. ‘Fa’ lo sport che ti piace’, non potevo dirgli altro. ‘L’importante che lo fai con la testa giusta, con dedizione, con voglia, con rispetto’.
Poi, crescendo, Cristian avrebbe dovuto fare i conti anche con giudizi e critiche legati inevitabilmente al suo cognome.
“Crescendo ha conosciuto la cattiveria degli altri. Parlar male di un ragazzo di dodici, quindici anni è vergognoso. Mi hanno ferito”
Nel suo libro Oltre, Totti ha raccontato anche come ha conosciuto Noemi Bocchi, a causa di un suo errore in albergo.
