Un intervento che ha strappato sorrisi e applausi alla Camera dei Deputati. Il deputato del Pd Gianni Cuperlo ha scelto una strada insolita per criticare il decreto sicurezza durante la seduta fiume di giovedì 24 aprile 2026: imitare Cetto La Qualunque, il celebre personaggio interpretato da Antonio Albanese.
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Al centro della sua ironia, l’articolo 30-bis del decreto, una norma che ha suscitato polemiche e dibattiti. La disposizione prevede infatti un premio economico di 615 euro per gli avvocati che riescono ad ottenere il rimpatrio volontario dei migranti da loro assistiti. Una misura che, secondo Cuperlo, trasforma la professione legale in una sorta di “libero mercato della coscienza”.
“Cittadini, popolo sovrano, contribuenti, quantunquemente lo si intenda giudicare, questo decreto da me ispirato è grandemente emozionante, in quanto perché finalmente lo Stato ragiona come me” ha esordito il deputato imitando il linguaggio surreale e gli avverbi inventati tipici del personaggio di Albanese per il film Qualunquemente.
Cuperlo ha poi ricostruito il meccanismo della norma con tono sarcastico:
“Perché tu, e dico tu, avvocato, arriva il migrante e tu che fai? Lo aiuti? Ma bravo: solidarietà, diritti e umanità. Però, se lo rimandi a casa, immantinente ricevi 615 euro. E questo, genialmente parlando, è il libero mercato della coscienza, perché la vera domanda è sempremente la stessa: ma è legale stare dalla parte della Costituzione?”
La satira del deputato del Pd non si è fermata qui. Come ripoerta anche Adnkronos ha proseguito proponendo, sempre nei panni di Cetto La Qualunque, un sistema di incentivi a scalare:
“Ma 615 euro sono pochi. Io da sindaco farei il bonus fedeltà: se ne rimpatri uno, 615; se ne rimpatri due, 1.000; se ne rimpatri più di tre, forsemente potrai ambire a un posto da Sottosegretario”.
Il culmine dell’ironia è arrivato con la proposta della tessera punti per i rimpatri:
“E poi facciamo, quantunquemente, la tessera punti: ogni cinque migranti, un elettore in omaggio. Infattamente lo Stato deve essere chiaro. Se vuoi sicurezza devi investire, perché alla fine il messaggio è: se resti è un problema; se parti è un affare, per noi”
Concludendo la sua performance, Cuperlo ha abbandonato il personaggio per tornare alla critica politica diretta: “Cittadini, questa non è politica: questa, senzadubbiamente, è creatività contabile e su questo, modestamente, io sono un professionista”. Poi l’affondo finale: “La cosa più realistica di questo discorso è l’uso degli avverbi. Quella che avete concepito è una misura incostituzionale”.
L’intervento, durato circa un minuto, ha suscitato reazioni contrastanti in aula. Mentre i colleghi del Pd sorridevano e applaudivano, la maggioranza ha assistito in silenzio a quella che è stata definita una delle critiche parlamentari più originali degli ultimi anni. Il video dell’intervento è rapidamente diventato virale sui social network, riaccendendo il dibattito sull’opportunità e sulla costituzionalità dell’articolo 30-bis del decreto sicurezza.
